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 2007  ottobre 28 Domenica calendario

MILANO

«Ho scoperto di essere malata di sclerosi multipla tredici anni e mezzo fa, praticamente sei mesi dopo che mi ero messa con Luciano». Si confessa Nicoletta Mantovani, vedova Pavarotti. Rompe il silenzio, lo ammette, con l’amico di sempre, Fabio Fazio, in «Che tempo che fa». La prima apparizione in tv dalla morte del maestro. La prima intervista a tutto campo, in realtà quasi un monologo. Con diversi momenti di emozione: «"Ieri ti amavo, oggi ti adoro"». La voce tremante, le lacrime agli occhi. «Me lo disse Luciano quando gli parlai della malattia». Un tema che le sta a cuore, perché non risparmia parole: «Innanzitutto essere malati, di sclerosi multipla o di qualsiasi altra malattia, non è una cosa di cui ci si debba vergognare». Mentre Fazio le cita una canzone che Luciano le aveva dedicato, «Ti adoro», lei prosegue: «La prima frase dice "A me piace tutto di te"». E spiega: «Per me è stata fondamentale che Luciano mi abbia accettata così com’ero: la malattia come parte di me, come parte del mio carattere».
Nicoletta è un libro aperto. Sembra quasi aver dimenticato la premessa, dura, sul motivo che l’ha portata in tv: «Sono stata obbligata, l’ho fatto per mia figlia e per Luciano». Pettegolezzi, polemiche, critiche feroci. L’intenzione è di fare piazza pulita, rimettere ordine. «Mi dipingono come una persona che ha plagiato Luciano, non sono belle cose da leggere per una figlia». E dà la sua versione: «Hanno detto che Luciano era incapace di intendere e di volere, soggiogabile, molto diverso da come era veramente. Invece era una persona positiva, si preoccupava di tutti, anche dal punto di vista materiale, per cui ha lasciato sicuramente tanto per tutti». Il riferimento è chiaro: alle figlie di primo letto e al testamento americano. Ma Nicoletta cerca di allontanare ogni sospetto: «Nel trust credo che Luciano avesse voluto indicare che la casa di New York era destinata a me, non come valore, ma come casa, nel senso che è sempre stato il nostro appartamento, qui abbiamo vissuto i momenti più belli. Ma il valore verrà scontato dall’eredità, quindi non viene tolto nulla agli altri». Fazio l’aiuta: «Sarà decurtato come valore...». «Esatto, ma non c’è nessun problema con le figlie, non c’è neanche a dire che raggiungeremo un accordo, un accordo c’è già».
Ricorda la volontà di Luciano: «Voleva che tutti andassimo d’accordo, e noi vogliamo rispettarla». E ripete: «Non c’è nessun dissapore con le figlie, ed è disdicevole che stampa e tv tentino di incrinare questo rapporto». Fazio tenta di spiegarle come funziona: «Nella vita di un grande tenore, alla moglie, alla donna di un mito della musica si attribuisce sempre in qualche modo, il crollo del cantante, il ruolo di cattiva. Sei d’accordo sull’archetipo?». Nessun problema per Nicoletta: « sempre stato così, dall’inizio della nostra storia, non ci puoi fare niente, non posso passare il tempo a giustificarmi. Siamo stati insieme io e Luciano, abbiamo avuto una vita bellissima, una figlia stupenda ». Il resto è un lungo ricordo. Di viaggi, incontri, dialoghi: «Una volta, dopo un concerto in Irlanda, eravamo pronti per tornare in albergo, vestiti con jeans e maglioni. L’auto, invece, ci portò a cena dal primo ministro. Luciano mi disse, "vai avanti e fai finta di niente». Poi quella volta in Texas, in visita a Bush senior: «Vollero portarci alla Nasa, mi fecero salire sullo Shuttle».
Rapporti con Putin, Dalai Lama, Kofi Annan. Ma anche amicizie più semplici, come il gruppo della briscola: «Sì, Luciano amava circondarsi di gente, ma i suoi veri amici erano quelli d’infanzia, con i quali passava pomeriggi e serate a giocare a carte». Poi la morte, i funerali, il «chiacchiericcio»: «Se Luciano mi aveva preparata a tutto questo? No, lui non avrebbe mai immaginato tanto». L’intervista finisce. Con una speranza: «Mi auguro che le polemiche siano abbandonate. Per quanto riguarda me, sicuramente. Non andrò più in televisione, credo sia stato detto tutto. Un bacio ad Alice».