Varie, 24 ottobre 2007
COMINATI
COMINATI Roberto Napoli 17 novembre 1969. Pianista • «[...] è uno dei talenti più riconosciuti della generazione dei trentenni: nel curriculum, anche un premio Busoni e concerti alla Scala e a Salisburgo. Ma è anche un pilota d’aereo. E non per hobby. Roberto Cominati non è un pilota della domenica. un pilota di mestiere: attualmente, guida per Air One i Boeing 737. Insomma, il suo è un caso molto diverso da quello del solito musicista con la passione per il volo o per i motori (come Karajan, che voleva pilotare tutto il pilotabile e che una volta fu apostrofato così da De Sabata davanti alla Scala: ”Herbert, oggi come sei venuto? Con l’aereo, lo yacht o il sommergibile?”). A 37 anni, Cominati ha avuto il coraggio di cambiare lavoro, e di conseguenza vita. Da pianista, è diventato pilota. Senza peraltro lasciare la musica [...] ”[...] dal 2 giugno 2007, io di professione faccio il pilota d’aereo. Ma sono anche un pianista e intendo restare un pianista. Chiaro, però, che ho molto diradato i concerti. Ma, dopo che sono stato assunto da Air One, non ne ho cancellato nemmeno uno. Basta organizzarsi con i turni di riposo [...] Suono da quando avevo cinque anni. Ma il volo mi ha sempre affascinato. Non mi è mai passato un aereo sulla testa senza che l’abbia alzata per seguirlo con lo sguardo. A 17 anni, prima ancora della patente di guida, ho preso il brevetto per l’aereo. Per ottenere quello commerciale mi sono rimesso a studiare a 33 anni. Non è stato facile, ma mi ha dato prima una grande soddisfazione e poi una nuova professione [...] Non trovo poi così strano che chi ha fatto di una sua passione un lavoro decida di fare lo stesso con un’altra sua passione [...] studio più di prima. Perché prima avevo forse troppo tempo a disposizione e sicuramente troppa poca autodisciplina. Adesso, con le ore contate, le faccio fruttare di più. Insomma, magari troverete che suono malissimo, ma io non mi sento peggiorato. Magari vivo un po’ di rendita sul repertorio, non studio tante cose nuove. Ma personalmente sono più sereno [...]”» (Alberto Mattioli, ”La Stampa” 24/10/2007).