Dagospia 24/10/2007. Tratto da Salvador Dalì, La droga sono io, Castelvecchi 2007, 24 ottobre 2007
Tutto ciò che non è equilibrio è morte. L’uomo che più detesto al mondo è Auguste Rodin, poiché è l’autore di una scultura abominevole che rappresenta un pensatore, la testa appoggiata tra le mani
Tutto ciò che non è equilibrio è morte. L’uomo che più detesto al mondo è Auguste Rodin, poiché è l’autore di una scultura abominevole che rappresenta un pensatore, la testa appoggiata tra le mani. In questa posizione non si può creare nulla, si può solo defecare. A ventisette anni, per il mio arrivo a Parigi; ho fatto in collaborazione con Luis Bunuel due film che resteranno storici: ”Un chien andalou” e ”L’ge d’or”. Da allora Bunuel ha lavorato solo e realizzato altri film, rendendomi così l’inestimabile servizio di rivelare al pubblico a chi attribuire la genialità e a chi i limiti di ”Un chien andalou” e ”L’ge d’or”. L’importante è diffondere la confusione, non eliminarla. La differenza tra i surrealisti e me, è che io sono surrealista. Aragon: così tanto arrivismo per arrivare a così poco! Breton: così tanta intransigenza per una così piccola decadenza! Se avete lo sperma sano, non creerete mai, avrete figli e basta. I grandi artisti sono tutti impotenti. Avevo una zia che detestava ogni scatologia. Il solo pensiero di poter mollare un peto le riempiva gli occhi di lacrime. Riponeva tutto il suo onore nel fatto che mai, in vita sua, aveva scoreggiato. Il fatto, oggi, mi sembra una frode meno sbalorditiva di quanto non mi sembrasse un tempo. In effetti, nelle mie fasi ascetiche e di intensa vita spirituale, devo constatare che praticamente non scoreggio. L’affermazione, spesso citata, che i santi anacoreti non producevano escrementi, mi sembra sempre più vicina alla verità, soprattutto se si tiene conto dell’idea di Paracelso che spiega come la bocca non è una bocca, ma uno stomaco, e come, dopo una lunghissima masticazione senza ingoiare, se si sputa il cibo, ci si è ugualmente nutriti. Gli anacoreti masticano e sputano radici e cavallette. la fede e l’ingenua impressione di vivere già nell’aria del cielo a procurar loro l’euforia. Le Corbusier, l’architetto masochista e protestante, che è, come si sa, l’inventore dell’architettura autopunitiva... Orrore! Orrore! Che orrore la montagna! E gli sport invernali, che abiezione! Tutti quei luoghi vuoti, quei deserti in altitudine, quei muri da cortile di prigione di fango bianco. Mi piace leggere solo quello che non capisco. Non capendo, posso immaginare molteplici interpretazioni. Io e le locomotive abbiamo proporzioni diverse. O sono io ad essere troppo grande, o sono loro ad essere troppo piccole. Che delizia sentire scricchiolare sotto i denti il cranio degli uccellini! C’è forse altro modo per mangiare i cervelli? L’erotismo sta dalla parte di quelli che portano la cravatta, i ricchi. la parte degli dèi, delle aquile! Il pornografo, lui, è povero, non porta la cravatta, il suo miserabile destino somiglia a quello delle tartarughe da tritare. Il pornografo dal viso prematuramente vecchio di tartaruga, osceno, monco, impudicamente calvo e caldo, vi offre agli angoli delle strade delle cartoline postali sporche con la sua piccola zampa da tartaruga che osa a malapena tirar fuori dalla sua giacca corazzata di sudiciume. Eros, il dio dell’amore, al contrario, sta in piedi e leva il braccio contro il cielo per brandire la sua cravatta microgametica, faretra che porta appesa al suo collo d’alabastro incorruttibile. Questa faretra in tartaruga, antitartaruga, con i suoi dardi spermatici è il più glorioso e il più imperiale degli attributi mistici dell’angelo delle aquile delle religioni che schiacciano le luride tartarughe, i Ganimede «antipeniartificiali». Pollock: il «marsigliese» dell’astratto. Non è malvagio come Turner. Perché è ancora più inutile. Se i classici sono freddi è perché la loro fiamma è eterna. Kandinsky? inevitabile, non potrà mai essere un pittore russo. Picasso voleva essere comunista, nondimeno è rimasto Re di tutti noi. Piero della Francesca: il trionfo della monarchia assoluta e della castità. In questi ultimi anni la pittura è stata nelle mani di tre spagnoli. Picasso ha violentato la pittura e ne ha fatto un bambino. Miró ha preteso di ucciderla. E Dalí cerca di salvare la pittura e il bambino. Nella camera accanto i francesi sono in attesa di notizie. Il desiderio erotico è la rovina delle estetiche intellettualistiche. Per me la spiritualità è viscerale. Né gli inglesi né gli americani sanno mangiare. Facile a dimostrarsi: chi non sa mangiare non saprà mai dipingere. Mi reputo un pittore assai mediocre. Ho sempre affermato di essere un pittore assai mediocre. Credo semplicemente di essere un pittore migliore dei miei contemporanei. Se preferite: loro sono molto peggio di me. Noi, geni, siamo tutti più o meno impotenti, a cominciare da me. Di tutti gli impotenti, Michelangelo è quello più gravemente colpito. Se vivesse oggi, sarebbe un pittore radical-socialista.