Gian Antonio Orighi, La Stampa 24/10/2007, 24 ottobre 2007
GIAN ANTONIO ORIGHI
MADRID
Per la prima volta al mondo, un’arbitra passa alla politica. Non una guardalinee qualsiasi, ma proprio la più che conturbante carioca Ana Paula Oliveira, 29 anni, famosissima in Brasile per le sue polemiche decisioni di annullare gol importantissimi in serie A. La Bandeirinha, come l’hanno ribattezzata, si è appena iscritta al Partido Comunista do Brasil (PCdoB), ancora tenacemente marxista-leninista, che appoggia la presidenza federale del progressista Inacio da Silva, Lula. Già nel luglio scorso, però, il fischietto con un lato B da Mundial aveva fatto straparlare di sé: aveva posato senza veli nientemeno che su Playboy.
«Non so se concorrerò alle municipali e regionali del 2008, è ancora presto per dirlo», ha dichiarato la coniglietta che ha fatto esaurire nelle edicole l’edizione della rivista di porno-soft per soli uomini più famosa del mondo, che commentava in copertina: «A Bandeirinha mais gostosa do Mundo». «Ho sempre cercato di essere attiva nel mio comune nativo a Hortilandia (San Paolo) dando una mano ai progetti sociali, ma credo che fosse ora di entrare in un partito e, in prospettiva, lottare per una carica - ha proseguito l’ambiziosa arbitra -. E sono entrata nel PCdoB grazie ai consigli del mio amico Orlando Silva, ministro dello Sport».
La neo-comunista, con regolare sito web a suo nome è figlia d’arte. Fin da piccina, seguiva il padre, arbitro amatoriale. Poi il fischietto l’ha stregata. E nel ”98, a 20 anni, è riuscita a coronare il suo sogno in un Paese in cui il calcio conta molto più della politica: entrare a far parte della Federaçao Paulista de Futebol. Nel 2001, poi, è stata la prima donna a tentare, con successo, il salto in serie A.
La sua bellezza ha trasformato la Bandeirinha in idolo. E’ diventata un idolo sexy su internet: c’è un video su Youtube del backstage per Playboy che mozza il fiato e le foto del servizio per la rivista americana sono state più o meno regolarmente ripubblicate su moltissimi blog. Il pubblico (ed i giocatori) non si sono mai persi un movimento dei suoi pantaloncini aderentissimi. Ma in Brasile, si sa, il calcio è sacro. E così la statuaria guardalinee mora, i cui idoli sono sua madre, Ayron Senna e il nostro Collina, ha annullato due gol regolarissimi nel maggio scorso, nella decisiva partita della semifinale della Copa do Brasil, tra il Botafogo ed il Figuirense. Apriti cielo! Il danneggiato Botafogo ha criticato l’arbitra ed è riuscito a buttarla fuori dalla Fifa, a cui era iscritta dal 2004.
La super-arbitra, che si era già esibita, in desabillé ma non nuda, nel 2005 (guadagnandosi la sponsorizzazione di una fabbrica di scarpette da calcio), si è vendicata su Playboy. La Federcalcio carioca, con gran disappunto dei brasiliani, l’ha squalificata dalla serie A perché arbitri e guardalinee devono, per regolamento, essere «discreti». Da allora Ana Paula, sempre assediata dai fans che con la scusa dell’autografo se la mangiano con gli occhi, ha fatto la modella e la testimonial tv, rivendicando lo streap-tease milionario come una «scelta personale».
E sarà facile pronosticare che da politica di voti ne attirerà tanti.
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