Corriere della Sera 24/10/2007 (da Chi), 24 ottobre 2007
MILANO
Mancava solo il vulcano con la lava artificiale. Ma quello è rimasto a Villa Certosa in Sardegna. Per il resto, l’accoglienza riservata da Silvio Berlusconi agli ispettori del Bureau international des Expositions, l’organismo che a marzo dovrà decidere la disfida tra Milano e Smirne per l’Expo del 2015, è stata pirotecnica. Sostegno istituzionale e barzellette, dialoghi sulla fame del mondo e canzoni in francese, visita alla teca con la Coppa dei Campioni e «ricordi» degli incontri con Bush, Putin e Blair, menù tricolore e vertici internazionali.
«Un’accoglienza perfetta» per il segretario del Bie, lo spagnolo Vicente Gonzales Loscertales. Gli ispettori arrivano ad Arcore in elicottero, accompagnati dal sindaco Letizia Moratti. Una visita irrituale, in quanto non in una sede istituzionale. Berlusconi li aspetta nel giardino di Villa San Martino con il governatore della Lombardia, Roberto Formigoni e il presidente della Provincia, il democratico Filippo Penati. In mano ha il primo cadeau: una copia di un sondaggio sull’indice di gradimento degli italiani che vede Prodi al 23 per cento e Berlusconi al 63. Li distribuisce a tutti gli ispettori. Ce n’è una copia anche per Penati. «Grazie presidente – risponde Penati ”, preferisco guardare quello degli ispettori...». A quel punto Berlusconi gioca la sua carta. Rassicura che anche in caso di cambio del governo – fatto dato per certo dal Cavaliere e anche in tempi rapidi ”, l’Italia manterrà intatto il suo sostegno a Milano per l’Expo 2015. «Anzi – ha detto Berlusconi – noi per l’Expo di Milano faremo ancora di più di quello che sta facendo questo governo». Il resto è andato via in scioltezza. Colloquio in francese. Come in francese la barzelletta su Veltroni e la suora. O sulla Clinton. Berlusconi si è messo anche al pianoforte e ha cantato. Ha regalato agli uomini una cravatta e alle signore un foulard. Di Marinella. Poi li ha portati nella Cappella di famiglia. Il clou è stato quando ha trasferito gli ospiti in un altro santuario: quello dove sono esposte le Coppe dei Campioni e gli scudetti vinti dal Milan. «Come vedete – ha detto il Cavaliere – ho vinto tutto, non potete farmi lo scherzo di farci perdere l’Expo». Per il pranzo ha scelto il menù tricolore. Tutti piatti bianchi, rossi e verdi. «Come per Putin, Bush e Blair. il loro menù preferito».
Incantati gli ispettori: «Abbiamo avuto una conversazione molto interessante che finalmente ci ha mostrato una persona molto diversa dall’immagine che i media danno su Berlusconi – ha commentato il belga Antony Bousmar ”. stato un onore, un piacere, un privilegio incontrarlo». «Conosce il progetto molto bene – commenta il francese Bernard Testu ”. Noi sappiamo quando un politico ha studiato. Berlusconi ha fatto le domande giuste. Sono rimasto sorpreso». Meno incantato il centrosinistra milanese: «Il sondaggio è stata un’operazione di cattivo gusto».