David Avino e Gabriele Beccaria, La Stampa 22/10/2007, pagina 27., 22 ottobre 2007
Gli astronauti che vanno nello spazio spesso portano con loro souvenir della Terra. Per esempio il tedesco Thomas Reiter, che lo scorso anno passò sei mesi nella Stazione Spaziale, aveva con sé la sua chitarra
Gli astronauti che vanno nello spazio spesso portano con loro souvenir della Terra. Per esempio il tedesco Thomas Reiter, che lo scorso anno passò sei mesi nella Stazione Spaziale, aveva con sé la sua chitarra. Stuart Roosa dell’Apollo 14 portò una manciata di semi, che al rientro furono piantati in tutto il mondo, producendo pini, sicomori e sequoie speciali chiamati "Moon trees", alberi della Luna. Altri hanno portato bandiere, cappellini, foto, anelli, cuscini, caramelle, t-shirt, spille, lettere, caschi da ciclista e naturalmente walkman, telecamere e iPod. Ogni astronauta ha una piccola scatola, il "personal preference kit", che può custodire 20 pezzi senza però superare il mezzo chilo di peso. Su ogni Shuttle, inoltre, c’è un "official flight kit": mezzo metro cubo di volume, contiene i souvenir ufficiali, inviati da organizzazioni, società, scuole e Stati, scelti da Nasa ed Esa. Al ritorno sulla Terra andranno a finire in collezioni di archivi e musei, perché secondo un regolamento Nasa non dovranno mai avere usi commerciali. Però a Cape Canaveral ricordano con fastidio l’intraprendenza dell’equipaggio dell’Apollo 15 che tentò di vendere 400 francobolli che si erano portati sulla Luna.