Questo sito utilizza cookies tecnici (propri e di terze parti) come anche cookie di profilazione (di terze parti) sia per proprie necessità funzionali, sia per inviarti messaggi pubblicitari in linea con tue preferenze. Per saperne di più o per negare il consenso all'uso dei cookie di profilazione clicca qui. Scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie Ok, accetto

 2007  ottobre 25 Giovedì calendario

Siccome nelle città australiane è cresciuto a dismisura il numero delle falene, è nato un movimento per convincere i cittadini a mangiarle

Siccome nelle città australiane è cresciuto a dismisura il numero delle falene, è nato un movimento per convincere i cittadini a mangiarle. A guidare la campagna è lo chef francese Jean-Paul Bruneteau, noto per ricette sofisticate come quella della carne di emù affumicata. Bruneteau ha cominciato a mangiar falene 11 anni fa, mentre svolgeva ricerche per un libro sull’alimentazione tra gli aborigeni: «Hanno un sapore simile al popcorn. A anche un ottimo retrogusto di arachidi». La ricetta che consiglia, presente anche nel menù del suo ristorante, è la seguente: si prendono le falene, si strappano le ali («troppo pelose»), si mettono in forno a rosolare con olio di canola. Bruneteau assicura che altrettanto gustosa è la pastella per omelette che si ottiene frullando le farfallone. Il naturalista australiano Martyn Robinson, un tempo appassionato consumatore di falene, ha smesso di mangiarle quando ha scoperto che contengono un’elevata quantità di arsenico per colpa dei pesticidi. Robinson inoltre avverte che 100 grammi di falene bogong contengono il triplo di grassi di un Big Mac.