Varie, 23 ottobre 2007
CECCHINI
CECCHINI Graziano Roma 23 ottobre 1953. Artista, Il tintore della Fontana di Trevi (19 ottobre 2007): «C’è il rosso del Red Carpet, il rosso Valentino e il rosso Ferrari. Ora c’è anche il rosso Trevi» • «A me veramente hanno notificato solo un atto nel quale c’è scritto che io assomiglio molto al tipo che ha colorato la fontana. Sì, è vero, gli somiglio. Ma mica sono io. E poi a me più che la fontana di Trevi mi piace quella delle Tartarughe...» (R. Fr., ”Corriere della Sera” 22/10/2007) • «[...] è stato denunciato a piede libero per danneggiamento su edifici pubblici e deturpamento e imbrattamento di cose altrui, con riferimento a monumenti di interesse storico o artistico. [...] il piano era chiaro: mentre Cecchini versava l’anilina nell’acqua i suoi complici dovevano distribuire i volanti tutt’intorno. Gli agenti della Digos sono arrivati a lui dopo aver esaminato i filmati delle telecamere installate nei pressi della fontana. Subito dopo il gesto sul posto erano intervenuti i vigili urbani, agenti della polizia di Stato del Commissariato Trevi - Campo Marzio e agenti della Digos, che avevano acquisito e visionato i filmati di telecamere comunali e di esercizi commerciali, sia nei pressi della fontana che nelle strade limitrofe, per reperire immagini utili, anche ricostruendo i possibili percorsi di arrivo e le vie di fuga dal posto. Il gesto era stato rivendicato con un volantino ciclostilato, a firma ”Azione Futurista” il cui contenuto è stato immediatamente ritenuto dalla Digos come riconducibile ad ambienti della destra extraparlamentare. Nel volantino, il gruppo viene esaltato come ”avanguardia” destinata a creare un nuovo modello di società contro quella attuale, definita ”grigioborghese” e ”mercatocentrica” e sono espresse critiche contro il sindaco di Roma a proposito della Festa del Cinema appena inaugurata» (Anna Maria Liguori, ”la Repubblica” 22/10/2007) • «[...] Ma chi è Graziano Cecchini? Giampaolo Mattei, il fratello di Stefano e Virgilio, uccisi nel rogo di Primavale il 16 aprile del 1973, lo mise alla porta nel febbraio del 2005: ”Quando lo conobbi, io avevo solo 5 anni. Lui era un giovane volontario nazionale dell’Msi senza alcun interesse per il futurismo. L’ho rivisto 30 anni dopo quando iniziò a collaborare con la nostra associazione. Sapevo del suo passato a Forza Nuova, dove credo facesse da amministratore: piano piano mi resi conto che sul suo conto c’era altro da ”scoprire’. Così il nostro rapporto si interruppe e finì del tutto il 16 aprile 2007 quando inaugurammo al quartiere Ostiense la sede dell’associazione”. Giacche militari, pelata alla Bruce Willis, a Cecchini quella stretta di mano con Walter Veltroni non andò giù. Lui avrebbe voluto ben altri interlocutori. Dopo aver rotto con Roberto Fiore, laeder di Forza nuova, aveva perso il suo centro di gravità. Era solo uno dei tanti ”cani neri” - come ha definiti nel suo libro Luca Telese - uno dei tanti estremisti di destra sopravvisuto agli anni di Piombo. Cani neri, e pericolosamente sciolti. Fu allora che Graziano si avvicinò ai Mattei definendosi ”consulente storico della famiglia” e firmando nel 2005 un dossier sulla strage di Primavalle. I Mattei, che allora si affidavano all’avvocato Giuseppe Valentini, avevano già compiuto lo ”strappo”; erano in polemica con An ma non con Gramazio e Visconti, allora presidente del XIX Municipio. La firma del volantino lasciato ai piedi della Fontana più famosa del mondo - Azione Futurista 2007 - rimanda ai gruppi che orbitano intornoa Fiamma Tricolore e al centro sociale romano Casa Pound. [...]» (Claudio Marincola, ”Il Messaggero” 22/10/2007) • «[...] ex di Forza Nuova, negli anni Settanta è stato uno dei responsabili dei ”volontari nazionali”, il servizio d’ordine del Msi, guidato da Giorgio Almirante. Molto tempo più tardi, nel Duemila, si è avvicinato al movimento di Roberto Fiore. Poi è diventato portavoce dell’Associazione Fratelli Mattei. ”Il 19 aprile 2007, tre giorni dopo l’inaugurazione della nuova sede, lo abbiamo allontanato per manifesta incompatibilità politica”, precisa Giampaolo Mattei, fratello di Stefano e Virgilio uccisi nel ”73 nel rogo di Primavalle appiccato da estremisti di sinistra. Qualche giorno più tardi sulle saracinesche dell’associazione comparvero stelle a cinque punte firmate ”Brigata Tanas” e un messaggio proprio per Cecchini: ”Attento, ancora fischia il vento” [...] lavora come collaboratore saltuario per il consigliere comunale di An, Marco Visconti, che [...] ha spiegato: ”Si occupa della rassegna stampa. [...]” [...] ”[...] non sono futurista. Sono surrealista. Dipingo quadri surrealisti da 30 anni. Ma ora voglio sapere chi ha messo in giro il mio nome, creandomi problemi con i miei familiari. Andrò fino in fondo. Certo però che colorare la fontana è stato un bel gesto di hackeraggio mediatico, e non di vandalismo. Mi dispiace per Veltroni”» (R. Fr., ”Corriere della Sera” 22/10/2007) v «Non si sono mica tutti scandalizzati. Anzi. ”Fontana di Trevi Rossa. Finalmente! Evviva!”, ha [...] su La Stampa Ugo Nespolo, pittore e scultore della pop art, commentando il gesto dell’uomo col cappellino che ha versato nella fontana due litri di anilina. Gesto rivendicato con tanto di volantino: Ftm Azione Futurista 2007. Fascino antico, il mito che risorge: Balla, Marinetti, Boccioni, Depero. Così ora si scopre un po’ futurista perfino Ennio Morricone, il grande compositore e premio Oscar alla carriera: ”Quel tizio si merita una multa, ma ha avuto davvero un’idea geniale”, confessa con voce allegra il musicista. ” incredibile quante e-mail mi siano arrivate in poche ore – racconta Roberto D’Agostino, l’inventore del sito Dagospia – Tutte a favore del gesto d’arte. In fondo, davanti a quell’immagine della fontana rossa, anch’io ho pensato: oddio, è risorto Andy Warhol!”. Meglio ”delle idiozie educate di un Christo” o degli ”impiccatini milanesi delle boutiques cattelanesche”, ha scritto Nespolo. ”Ma sì, naturalmente i bigotti si sono spaventati, perché la creatività spaventa – attacca Oliviero Toscani, mago delle provocazioni – Finalmente invece ecco una cosa fresca: che bello, che meraviglia, una fontana rossa di un rosso che non è sangue, non è violenza. Un’azione molto futuristica, non c’è dubbio. Roma che ha ancora le mestruazioni, Roma che non è in menopausa, può avere ancora bambini, è ancora fertile”. [...] ”Tenuto conto che non c’è stato danno, è stata un’alzata d’ingegno, una bravata – riflette serio il sociologo Franco Ferrarotti ”. Ma se c’è una scintilla di genio in questo atto sta proprio nella scelta del colore: rosso vero, vermiglio, che ha richiamato tutti alla realtà sanguinosa di quest’epoca”. ”Ugo Nespolo ha ragione – osserva il filosofo Gianni Vattimo – quando dice che il rosso di Trevi può essere una via d’uscita al grigiore delle nostre città. Il problema delle città oggi è di essere grigie, la gente è infelice. Per questo trovo che la fontana rossa non sia stata una cattiva idea. Il paradosso estremo, però, se volete, è che il rosso nella fontana è stato sparso da uno di destra, a quanto sembra. L’unica speranza di vedere ancora il rosso in giro, dunque, sta dall’altra parte”. Non è forse vero, Renato Nicolini? L’architetto, padre indiscusso dell’Estate Romana, ricorda: ”Questo episodio mi ha fatto tornare indietro al ”67 quando noi della Fgci organizzammo una protesta contro il vicepresidente americano Humphrey e mettemmo l’anilina proprio nella Fontana di Trevi. Una dose omeopatica, in verità, non come quella usata dal neofuturista di venerdì. Mettemmo pure una bandiera del Vietnam sulla cupola di San Pietro e gettammo vernice gialla contro Humphrey all’uscita del Teatro dell’Opera. Veltroni, però, ancora non c’era. Troppo piccolo...”. Allo scrittore Fulvio Abbate ( Roma, guida non conformista alla città) la Fontana Rossa è piaciuta molto: ”Sul momento ho pensato che fosse un’idea del sindaco. Mi sono detto: vedrai, è stato Walter, il direttore artistico di Roma, si è inventato la cosa più straordinaria di questa seconda edizione della Festa del Cinema, quella che tutti ricorderanno”. E così pure Duccio Trombadori, critico d’arte: ”Per finire l’opera il fantasioso tintore avrebbe dovuto aggiungere un po’ di giallo. Sarebbe stata perfetta: fontana giallorossa, capolavoro del futurismo!”. ” stata una bravata indolore – conclude Giampiero Mughini, il celebre opinionista – Il futurismo andava contro le grandi istituzioni culturali mummificate e questa è stata un’azione contro la Festa del Cinema. Un gesto divertente, che farà bene anche al suo destinatario, il mio amico Walter Veltroni, che gode ormai di una devozione che a confronto Starace è niente”» (Fabrizio Caccia, ”Corriere della Sera” 23/10/2007).