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 2007  ottobre 23 Martedì calendario

Gli euroscettici britannici cercano di dipingere come fortemente pregiudizievole agli interessi del Regno Unito il trattato di riforma dell´Unione europea stipulato a Lisbona, che invece si ripropone solo di far funzionare meglio le istituzioni comunitarie

Gli euroscettici britannici cercano di dipingere come fortemente pregiudizievole agli interessi del Regno Unito il trattato di riforma dell´Unione europea stipulato a Lisbona, che invece si ripropone solo di far funzionare meglio le istituzioni comunitarie. La minaccia per gli interessi britannici, semmai, viene dal calo di prestigio e influenza del Regno Unito in Europa negli ultimi mesi, tale da penalizzarne notevolmente gli affari e la finanza. Le prime avvisaglie di questa minore autorevolezza si sono avute alla sostituzione di Tony Blair con Gordon Brown, molto meno amico dell´Europa del predecessore, artefice della mancata adesione di Londra all´euro e noto per leggere ostentatamente il giornale durante le riunioni in cui parlavano i ministri delle finanze suoi ex colleghi. Quando è diventato primo ministro, Brown ha aspettato ben tre mesi prima di incontrare a Londra il presidente della Commissione Barroso, mentre il cancelliere tedesco Merkel e il presidente francese Sarkozy andarono a fargli visita a Bruxelles nella prima settimana di carica. Se l´attuale Commissione è forse la più liberale della storia dell´Unione lo si deve al primato politico e intellettuale del Regno Unito, la cui autorevolezza è stata rafforzata dal successo del suo modello di mercato aperto, che però ora viene rimesso in discussione con ulteriori danni per l´influenza britannica. Il disastro della Northern Rock ha inferto un colpo durissimo alla credibilità della "mano leggera" della normativa finanziaria del Regno Unito, basata sull´autodisciplina. Si dice che i responsabili europei siano stati particolarmente contrariati dalle arie di superiorità morale ostentate dalla Banca d´Inghilterra quando, nella crisi del credito, si rifiutò di lanciare ciambelle di salvataggio ad alcune banche britanniche (ma quelle in grado di farlo non si fecero scrupolo di attingere a piene mani ai finanziamenti della Bce), mentre ultimamente la stessa Boe non ha esitato a insudiciarsi le mani e il resto con lo spudorato salvataggio di Northern Rock. Tutto ciò avrà il suo peso nei prossimi mesi e anni quando l´Ue tenterà di elaborare una risposta agli eventi dell´estate, che dovrà affrontare prioritariamente la regolamentazione della liquidità bancaria, le agenzie di rating e i fondi d´investimento atipici, tutti aspetti in cui il settore finanziario britannico ha rilevanti interessi. Inoltre, il Regno Unito può perdere autorevolezza anche in altri ambiti come concorrenza, mercato unico e commercio. Nessuno può prevedere fino a che punto la decisione di eliminare dal preambolo del nuovo trattato l´impegno a promuovere «mercati liberi e aperti» influenzerà le politiche comunitarie ma, visti l´energia con cui i governi francese e tedesco perseguono strategie molto diverse in Europa e il rafforzamento dei protezionismi tra gli Stati membri, sarebbe sorprendente se Commissione e Corte di Giustizia non prendessero atto che il vento è cambiato. Nel suo stesso interesse il Regno Unito dovrebbe raddoppiare gli sforzi per sostenere la sua visione di un´Unione basata sul libero scambio, ma ciò richiede più impegno; invece nel paese si sta scatenando un rovente dibattito sul Trattato, che durerà mesi e rafforzerà l´antagonismo politico verso l´Europa, forse al punto da rendere ingovernabile il mercato unico e quindi delegittimare la ragion d´essere dell´Unione. Se questo è il piano scaltro degli euroscettici, sappiano che è un gioco pericoloso, in cui i primi a rimetterci saranno economia e finanza britannici. Simon Nixon (Traduzioni a cura di MTC)