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 2007  ottobre 20 Sabato calendario

Vorrei sapere come mister Prezzi, sì il nuovo organismo di tutela dei consumatori voluto dal governo, potrebbe intervenire di fronte all’aumento del 79% di un chilo di pane in sole 24 ore?

Vorrei sapere come mister Prezzi, sì il nuovo organismo di tutela dei consumatori voluto dal governo, potrebbe intervenire di fronte all’aumento del 79% di un chilo di pane in sole 24 ore?. Mandando la Finanza mi dice? Certo ma si può farlo già oggi senza la necessità di un nuovo organo di garanzia». Sergio Marini, presidente della Coldiretti, si rigira tra le mani le fotocopie degli scontrini e ripete sdegnato: «Settantanove per cento in più in 24 ore. Una vergogna». Facciamo un passo indietro. Roma, 29 settembre. Supermercato di media grandezza di una catena italiana. Il pane casereccio costa un euro al chilo. Una casalinga ne compra per 540 grammi. Paga 54 centesimi. Poi compra anche tre rosette: 310 grammi a 1,20 euro al chilo. Paga 37 centesimi. Passiamo al 1 ottobre, stesso supermercato. Il pane casereccio è schizzato a 1,79 euro al chilo (per 512 grammi ci vogliono 92 centesimi). Idem le rosette: per comprarne cinque, peso 432 grammi, ci vogliono 77 centesimi. «Vorrei sapere come questo incremento del 79% sia stato registrato dall’Istat, visto che secondo lui a Roma in settembre il prezzo del pane è aumentato del 7,5%», attacca Marini. Nel corso del seminario internazionale di Villa d’Este a Cernobbio il presidente della Coldiretti non vorrebbe aprire una polemica con l’Istat ma è «evidente che la situazione dei prezzi è più grave di come viene presentata». Il Governo se ne è reso conto perché ha deciso di creare la figura di Mister Prezzi incaricata di vigilare e intervenire in caso di aumenti ingiustificati. Marini è scettico? «Tutti gli organi di monitoraggio finora messi in piedi dal sistema pubblico non hanno funzionato. Sono preoccupato che il governo cerchi, ancora una volta, di giocare solo sull’immagine senza intervenire sulle cause strutturali che portano all’aumento dei prezzi». Ma perché mister Prezzi in Svizzera funziona e in Italia rischia di fallire? Marini ha la risposta pronta: «Perché lì e nel resto d’Europa, esiste una filiera diversa dalla quella italiana. I prezzi aumentano in tutta Europa ma da noi c’è un problema in più. Gli aumenti servono a coprire l’inefficienza della filiera". Secondo la Coldiretti dei 467 euro al mese che una famniglia spende per il cibo oltre la metà, cioè 238 euro va al commercio e ai servizi. Centoquaranta euro finiscono all’industria alimentare e meno del 20%, cioè 89 euro finisce alle imprese agricole. «Questo - spiega Marini - dimostra chiaramente che i prezzi in media aumentano di cinque volte dal campo alla tavola». L’aumento del prezzo del pane, dunque, è solo la punta dell’iceberg. Il rischio, secondo la Coldiretti, è che se non si interviene in modo strutturale non si rompe l’effetto moltiplicatore che nasce dal’aumento del prezzo delle materie prime. Ancora Marini: «Perché a fronte dell’aumento del prezzo del frumento del 10 per cento l’industria agroalimentare italiana già a marzo annunciava il rischio di incrementi del 30%?». Già, perché? «Perché è evidente che stavano aspettando l’occasione buona per recuperare i costi delle inefficienze». Dal punto di vista della Coldiretti è evidente che Mister Prezzi rischia di essere solo «una risposta di immagine» mentre è ora di iniziare ad attivarsi concretamente. Il problema, infatti, riguarda anche altri settori. L’ortofrutta, per esempio. Marini critica la recente decisione di rinviare di tre anni l’applicazione della riforma del mercato decisa dall’Ue e dal governo italiano, prolungando così la concessione del sostegno economico agli agricoltori legato ad un determinato prodotto. Facciamo un esempio: 100 euro di sostegno vengono concessi per produrre pomodori richiesti dall’industria e quello che il mercato richiede. Commenta Marini: «In questo modo si protegge l’industria nazionale, ma si rimanda di tre anni la necessaria ristrutturazione di quel settore e i costi, come nel caso dello zucchero, saranno scaricati su agricoltori e consumatori». Stampa Articolo