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 2007  ottobre 20 Sabato calendario

ROMA – il dato che maggiormente impressiona, quello che mostra l’inversione di tendenza più clamorosa

ROMA – il dato che maggiormente impressiona, quello che mostra l’inversione di tendenza più clamorosa. Nei primi sei mesi del 2007 le denunce per usura sono aumentate del 18 per cento, quelle per estorsione sono salite del 14,4. I segnali positivi arrivati da Sicilia e Campania con le vittime che si ribellano alla minaccia del racket, trovano conferma nelle cifre riservate a disposizione del governo che, anche sulla base del quadro fornito dagli analisti alla scadenza di ogni semestre, modula gli interventi in materia di sicurezza. I numeri riguardano l’andamento della criminalità in tutta Italia e fotografano una situazione dove Nord e Sud si differenziano per la tipologia dei reati commessi, ma non per l’incidenza di quei «delitti predatori che permangano tra i fenomeni delinquenziali che maggiormente incidono sulla sicurezza dei cittadini». La manifestata «fiducia nelle istituzioni » che fa crescere il numero di chi chiede aiuto contro aguzzini e taglieggiatori, non mostra lo stesso risultato per altri tipi di illeciti. Gli autori vengono infatti individuati soltanto nel 17,9 per cento dei casi. Quello dei furti appare il caso più eclatante. Non a caso nella relazione si evidenzia come «nonostante il numero di queste denunce incida in modo determinante sui delitti perseguiti, gli autori sono difficilmente individuabili spesso per mancanza di indizi da sviluppare o, frequentemente, per il fatto che la denuncia viene presentata in ritardo ». IMPENNATA DI FURTI E SCIPPI – Nei primi sei mesi del 2007 sono stati compiuti quasi un milione e mezzo di reati. Furti, scippi e rapine continuano a mostrare un andamento in crescita, soprattutto nelle grandi città. Basti pensare che da gennaio a giugno di quest’anno i furti sono stati 828.987, vale a dire il 56,1 per cento del totale dei reati denunciati. Aumentano anche le rapine, soprattutto quelle in strada che passano dalle 12.238 dei primi sei mesi del 2006 alle 13.205 dello stesso periodo di quest’anno. Significativo per analizzare il trend criminale è il raffronto con lo stesso periodo del 2006, soprattutto tenendo conto dell’impennata del secondo semestre dello scorso anno. «Un picco che – come viene spiegato nella relazione che esamina i dati – è il probabile effetto del provvedimento di indulto che a partire da agosto 2006 ha portato alla scarcerazione di oltre 24.500 detenuti». Persone che in molti casi sono tornate a delinquere. L’ALLARME AL NORD – L’analisi delle cifre consente di individuare le zone dove maggiormente influiscono le diverse tipologie di reato. E così si scopre che al Nord, e in particolare nelle regioni ad Ovest, «emerge un aumento della delittuosità anche rispetto al secondo semestre del 2006, in controtendenza rispetto a quanto rilevato a livello nazionale ». Al Sud la maggiore incidenza è quella delle rapine (66 ogni 100.000 abitanti, anziché 45 come avviene nel resto del Paese). Al Centro e al Nord viene invece sottolineato «il peso specifico» dei furti e anche in questo caso il record è del Nord-ovest (1.745 ogni 100.000 abitanti anziché 1.411). Ma il dato più interessante per gli esperti riguarda le città: è infatti nei capoluoghi che, anche a fronte di un calo generale dei delitti rispetto agli ultimi sei mesi del 2006, «si deve registrare un incremento dell’1,5 per cento». LE VIOLENZE NON DENUNCIATE – Nella relazione si sottolinea come «lo sforzo investigativo dedicato al contrasto delle manifestazioni criminali di tipo predatorio, nonostante i risultati conseguiti, va sicuramente incrementato, soprattutto nella considerazione che tali reati provocano considerevole allarme e incidono fortemente sullo svolgimento di una ordinata vita sociale. opportuno evitare che elevate quote di reati insoluti favoriscano la diffusione, tra gli autori, di un pericolo senso di impunità». Un discorso analogo viene fatto per le violenze sessuali «che rappresentano lo 0,2 per cento dei delitti complessivamente perseguiti». «Va sottolineato – avvertono gli esperti – come tale fattispecie è verosimilmente in larga parte non denunciata, sia per l’impatto psicologico che ciò determina, sia perché spesso subita nell’ambito di violenze domestiche non percepite dalle vittime quali reati». Fiorenza Sarzanini