Giancarlo Castelli, il Venerdì 19/10/2007, 19 ottobre 2007
Nel libro ”Vladimir Putin: cammino verso il potere” Ljudmila Putina racconta che gli uomini del servizio gastronomico, guidati dal colonnello Chesyzin, assaggiano ogni cibo durante i viaggi all’estero della famiglia presidenziale
Nel libro ”Vladimir Putin: cammino verso il potere” Ljudmila Putina racconta che gli uomini del servizio gastronomico, guidati dal colonnello Chesyzin, assaggiano ogni cibo durante i viaggi all’estero della famiglia presidenziale. A Putin piace la zuppa (almeno una volta al giorno), l’agnello e il gelato, più una tazza di tè verde. La first lady ricorda che una volta il marito, ghiotto di cetrioli salati e pesce marinato, li assaggiò di nascosto sfuggendo alla sicurezza. Ma al Cremlino non è sempre stato così. Lenin non amava mangiare e la moglie Nadezhda sapeva a malapena cucinare una frittata. Stalin amava i ravioli siberiani e voleva solo cuochi maschi. Borsh di cavolo e barbabietole per Krusciov che voleva solo donne affinché la moglie Nina potesse girare in camicetta. Per Breznev erano sempre pronti tortellini e albicocche secche edEltsin caccià il cuoco perché amico del rivale Korzhakov.