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 2007  ottobre 19 Venerdì calendario

DAMIANI Guido

DAMIANI Guido Valenza (Alessandria) 22 aprile 1968. Imprenditore. Presidente e ad della Damiani Spa (gioielli) • «[....] leader mondiale nel suo settore (esporta i tre quarti del fatturato). L’azienda ha origini analoghe a molte altre del distretto dell’oro: un fondatore, Enrico Grassi, nel 1924; un successore, il figlio Damiano (scomparso tragicamente nel ’96), che tra gli Anni ’60 e ’90 attua il salto di qualità, creando il marchio con cui si identificherà a tal punto da farlo diventare un fatto anagrafico e cominciando a collezionare Diamond International Awards, gli “Oscar del gioiello” (oggi in totale il gruppo ne conta 22). Le redini dell’azienda passeranno alla moglie Gabriella, oggi presidente onorario, quindi ai tre figli Guido, Silvia e Giorgio, tutti ormai Grassi Damiani. Nel frattempo a fine Anni ‘80 il mondo orafo valenzano scopre il grande pubblico attraverso la discussa strada delle aste televisive, la città si riempie di negozi di gioielleria - prima c’erano solo laboratori - per accogliere i visitatori-compratori. La Damiani sa cogliere al volo l’occasione e comincia a rivolgersi non più ai soli dettaglianti, ma direttamente agli acquirenti attraverso campagne pubblicitarie e promozionali di grande impatto, con l’utilizzo di testimonial famosi. Il binomio con le star è una prerogativa della casa: “La prima fu Isabella Rossellini, poi gli altri: da Brad Pitt a Gwyneth Paltrow da Chiara Mastroianni a Sophia Loren” dice Guido Damiani. Ma la griffe non è solo sogni, è anche business, declinato su marchi collaterali per meglio adattarsi al mercato: nell’86 nasce Salvini, nel ’98 viene acquisita una casa storica l’Alfieri & St. John, nel ’99 Bliss; nel 2006, Calderoni. Contemporaneo lo sviluppo commerciale: nel ’97 viene costituita la Damiani International Bv (sede Amsterdam, ramo operativo in Svizzera) che controlla la Damiani Japan K.K. (Tokyo, 1998) e la Damiani Usa Corp. (New York, 2000). E poi, 52 punti monomarca aperti nei luoghi più evocativi del mondo. L’ultimo, a Dubai. La produzione resta a Valenza e hinterland con due fabbriche e 466 dipendenti» (Piero Bottino, “La Stampa” 19/10/2007).