Valerio Cappelli, Corriere della Sera 19/10/2007, 19 ottobre 2007
ROMA – L’anno scorso ha vinto il film russo che nessuno ha visto. Per la Festa popolare che mette lo spettatore al centro della sala, una ferita che bruciava
ROMA – L’anno scorso ha vinto il film russo che nessuno ha visto. Per la Festa popolare che mette lo spettatore al centro della sala, una ferita che bruciava. Vicenda tribolata quella di Playing the victim. Perché il regista Kirill Serebrennikov qualche mese prima s’era visto rifiutare il film alla Mostra di Venezia. La vera vittima che richiama il titolo (letteralmente: recitando il ruolo della vittima) era il regista. Se non è vero che il suo film non è uscito perché era lo scarto della Laguna, è però vero che l’uscita va di rinvio in rinvio. Era stata finalmente annunciata per ottobre, a un anno dall’anteprima romana. S’era poi parlato del 9 novembre. Ora la casa di distribuzione Iguana assicura che uscirà il 23 novembre: «in trenta copie», dice il titolare Angiolo Stella. Non sono cifre da sala d’essai, per un film che ha vinto un festival importante? «Senta, io con Follia sono partito da 20 copie e poi sono arrivato a 60. Se il film avrà successo, si cambia». La vittoria colse di sorpresa tutti, a cominciare da Ettore Scola, presidente della giuria popolare (cittadini appassionati di cinema che hanno dovuto scientificamente provare la loro fede). Vinse il regista outsider che stava ripartendo per Mosca: «Poi mi hanno telefonato, guarda che devi andare alla cerimonia. Non pensavo proprio di vincere a Roma». «Una scelta da cinefili veri», sorrideva divertito Goffredo Bettini presidente della Festa. I giurati si espressero a favore della decisione autorale scimmiottando i verdetti degli addetti ai lavori. Tra l’altro con la vecchia giuria c’è appena stato un qui pro quo. Per ringraziarli dell’impegno profuso, erano stati invitati a seguire gratis la seconda edizione. Ma siccome alcuni di loro avevano pagato i 50 euro richiesti, per evitare «due pesi e due misure», la macchina organizzativa ha fatto dietrofront: «Ci facciamo nuovamente vivi per rettificare quanto vi abbiamo scritto... Credeteci, ci rincresce molto dover tornare su di una decisione già presa a cui tenevamo molto ». Il film russo fu scelto da Mario Sesti, che della Festa è l’ideatore e la principale anima: «Questa vicenda ha una specificità tutta italiana. Lo vidi a un festival del Mar Nero. Era stato venduto a dieci paesi, un gran successo in patria. La storia dei festival è costellata di film che vincono e non escono. Ricordo quando a Venezia vinse un maestro del cinema asiatico, Hou Hsiao Sien: non uscì mai. Ci sono tanti segnali positivi dell’anno scorso, i documentari di Extra venduti all’estero che non sarebbero mai potuti venire alla luce, La Sconosciuta di Tornatore che ci rappresenta agli Oscar, il fenomeno Borat, l’anteprima di The Departed che vinse la statuetta, L’aria salata vinse il David... Ma il mestiere più difficile è per chi si occupa del concorso». «Quante volte in questi mesi – racconta Bettini – mi hanno chiesto perché non usciva il film vincitore. Vedrete che troverà un distributore, ho sempre risposto, scommettendo sulla qualità dell’opera e sulla forza che ha avuto la nostra prima edizione. Ora non posso che augurare al film il miglior successo, abbiamo svolto un ruolo decisivo per far conoscere un’opera d’arte che altrimenti sarebbe rimasta sconosciuta». Una storia più sfuggente di un iguana vero. Angiolo Stella è un distributore esperto, alle spalle 400 film, ha fatto conoscere Cassavetes e Cronenberg. Perché arriva nelle sale con un ritardo degno di un volo Alitalia? «Abbiamo avuto problemi con la produttrice, Mila Rozanova. Mi mandò materiali sbagliati per il doppiaggio, che è curato da Rita Baldini. Poi lei era in Usa, lavoravamo attraverso i suoi uffici di Mosca che sono di una lentezza incredibile e nella post-produzione non sono all’altezza. Il film è stupendo». Se non lo dice lei... «Non parlo da distributore, c’è dentro di tutto, i ceceni... la storia di un ragazzo al quale la polizia fa fare la vittima per risolvere dei casi. La vittoria non mi stupì». E dagli... «Ma sono sincero, era il film più originale». Stella, giuri che esce il 23 novembre. «Lo giuro».