Questo sito utilizza cookies tecnici (propri e di terze parti) come anche cookie di profilazione (di terze parti) sia per proprie necessità funzionali, sia per inviarti messaggi pubblicitari in linea con tue preferenze. Per saperne di più o per negare il consenso all'uso dei cookie di profilazione clicca qui. Scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie Ok, accetto

 2007  ottobre 19 Venerdì calendario

Forze dell’ordine: ristrettezze economiche Qualche buontempone mi ha sussurrato: «Siamo certi che l’elicottero della polizia di Stato non sia caduto perché mancava il carburante?»

Forze dell’ordine: ristrettezze economiche Qualche buontempone mi ha sussurrato: «Siamo certi che l’elicottero della polizia di Stato non sia caduto perché mancava il carburante?». Con tutte queste ristrettezze imposte agli organi di polizia, la battuta non appare poi tanto peregrina. Qualche tempo fa un altro elicottero è caduto e tutto era in regola. Ma allora perché cadono questi elicotteri? Molti nelle forze dell’ordine si lamentano che da quando vi sono stati questi tagli, parecchie catene logistiche sono saltate. Non sarebbe più possibile eseguire le manutenzioni nei tempi previsti. Non sarebbero aggiornati alle più moderne tecnologie materiali e mezzi. Un tempo lo stesso personale, estremamente qualificato, delle forze armate e di polizia gestiva direttamente il parco mezzi dei rispettivi corpi. Circostanza che, oltre a conferire maggiore sicurezza in un settore così delicato dello Stato, rendeva l’intero sistema più efficiente. Tutto oggi è affidato a strutture private, con costi che sono lievitati. Ma perché manca il carburante per gli elicotteri e le volanti? Nessuno si chiede quante volte onorevoli e ministri si avvalgono dei mezzi dei carabinieri, della polizia di Stato e dell’aeronautica militare, con un consumo notevole (e relativo logorio) di mezzi, uomini e carburante. Il nostro Paese ha il ben triste primato del numero più elevato di scorte in tutto il mondo, circa 3000. Calcolando un costo per scorta di 500.000 euro all’anno (mediamente una macchina blindata con tre uomini, ma in molti casi le macchine sono due con 6 uomini, assicurazioni, carburante, manutenzioni varie, pedaggi autostradali, straordinari, fogli di viaggio, ecc.), il tutto ci viene a costare all’anno mediamente 750 milioni di euro. Ma è proprio impossibile far circolare la casta con le proprie autovetture, scortate eventualmente da guardie private, da essa pagate, o sui mezzi pubblici? E perché no, anche in bicicletta, come fa il re di Norvegia, che certamente non vive in un clima mediterraneo. Antonio Pappalardo