varie, 18 ottobre 2007
G. P., di anni 43. Sposato, padre di un bimbo di nove anni, «operaio modello» alla "Meloni” di Tolentino che produce impianti di trasporto e sollevamento, «carattere chiuso ma buono e sempre puntuale sul lavoro», guadagnava fra i 1
G. P., di anni 43. Sposato, padre di un bimbo di nove anni, «operaio modello» alla "Meloni” di Tolentino che produce impianti di trasporto e sollevamento, «carattere chiuso ma buono e sempre puntuale sul lavoro», guadagnava fra i 1.350 euro e i 1.420 euro al mese, a seconda degli straordinari. Tempo fa, stufo di vivere coi suoceri con cui spesso bisticciava, chiese alla banca un mutuo da 50 mila euro per comprare, con una rata di 500 euro al mese, una casetta per la famigliola sua. A settembre la moglie, operaia part-time in una ditta di confezioni, rimase senza lavoro, lui prese a disperarsi per quel mutuo che non poteva più pagare, si fece sempre più depresso, e giorni fa, quando l’auto per un guasto banale non gli volle partire, si giudicò tra gli uomini il più infelice e il più sfortunato. L’altra mattina timbrò il cartellino, prese un disco del montaggio come se dovesse finire un lavoro, andò in magazzino, si tolse i guanti di protezione, infilò la testa in una corda e si lasciò penzolare dal carro ponte. Nessun biglietto. Mattinata di giovedì 18 ottobre nella fabbrica "Meloni” di Tolentino, in provincia di Macerata.