Massimo Gramellini, La Stampa 18/10/2007, pagina 1., 18 ottobre 2007
F< ¿w?tampa, giovedì 18 ottobre Un imprenditore della provincia di Mantova non si è limitato a perdonare i due uomini di 40 anni arrestati dai carabinieri mentre tentavano di rubare nella sua ditta
F< ¿w?tampa, giovedì 18 ottobre Un imprenditore della provincia di Mantova non si è limitato a perdonare i due uomini di 40 anni arrestati dai carabinieri mentre tentavano di rubare nella sua ditta. Li ha presi a lavorare con sé come addetti alle pulizie. «Hanno sbagliato, ma può succedere a tutti. Io ho offerto loro una possibilità», ha detto. Che brava persona. E che bel gesto di misericordia, vero? Non sono d’accordo. Chissà quanti disoccupati bussano ogni giorno alla porta del Buon Mantovano. E senza tentare di scavalcarla, ma muniti di referenze e curriculum. Anche loro vorrebbero sentirsi offrire una possibilità. Eppure è molto probabile che l’imprenditore non li possa assumere. Come non avrebbe assunto quei ladri, se si fossero presentati nei panni ordinari e perbene di due disperati a caccia di un posto. E’ assai nobile fare i sentimentali, affannarsi per il prossimo, dedicarsi al volontariato. Ma nel tempo libero. Sul lavoro servirebbe essere soprattutto giusti. Premiare chi se lo merita, non chi ci fa pena. Anche perché non sempre i più bisognosi di compassione sono coloro che sbattono in faccia al mondo il loro disagio con gesti eclatanti. Spesso sono quelli che lo nascondono sotto una coltre silenziosa di dignità. L’applicazione emotiva delle leggi fa già abbastanza danni. Non è il caso di estenderla anche al ramo assunzioni. Massimo Gramellini