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 2007  ottobre 17 Mercoledì calendario

Vyosa Demcolli, 37 anni, suo marito Clirimi Fejzo, 40 anni, e suo fratello Arian Demcolli, 32 anni. I coniugi, originari di Durazzo in Albania, innamorati fin da ragazzi, da una decina d’anni vivevano a Reggio Emilia con le figlie Tsjana di 16 anni e Jola di 12

Vyosa Demcolli, 37 anni, suo marito Clirimi Fejzo, 40 anni, e suo fratello Arian Demcolli, 32 anni. I coniugi, originari di Durazzo in Albania, innamorati fin da ragazzi, da una decina d’anni vivevano a Reggio Emilia con le figlie Tsjana di 16 anni e Jola di 12. Tempo fa la donna, stufa di quel marito che s’era fatto violento e la picchiava, gli aveva chiesto il divorzio, lui le aveva risposto «se mi lasci ti uccido» e lei, terrorizzata, era andata a vivere nel centro antiviolenza "Casa delle donne” . Giorni fa il Fejzo andò a prendere la piccola a scuola senza il permesso della consorte, lei lo denunciò e lui, sempre più rabbioso, di nuovo le promise la morte. Mercoledì mattina, all’udienza per la separazione, la Demcolli, intenzionata a chiedere l’affido delle figlie, arrivò con Jola e col fratello Arian, mentre il marito si presentò con la sedicenne Tsjana. D’un tratto, entrambe le figlie strette al grembo della madre, il Fejzo infilò una mano nella tasca della giacca, estrasse una 7.65, sparò sull’avvocatessa della moglie colpendola di striscio a una spalla, quindi centrò la consorte alla testa, sparò in testa pure al cognato che gli era saltato addosso per disarmarlo, e sparò ancora, stavolta a vuoto, contro i propri difensori. Dall’aula vicina corsero due poliziotti che gli urlarono di fermarsi, lui si accucciò tra i banchi, ricaricò la pistola e riprese a sparare ferendo al ginocchio un agente che rispose al fuoco finché l’albanese non cadde in terra. Alle 11 di mercoledì 17 ottobre nell’aula 6 del tribunale di Reggio Emilia.