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 2007  ottobre 17 Mercoledì calendario

Pareri di alcuni vip sull’Isola dei famosi (media del 24 per cento di share e oltre cinque milioni di telespettatori) dopo che Ettore Scola ha paragonato il reality al nazismo «perché lascia delle macerie»

Pareri di alcuni vip sull’Isola dei famosi (media del 24 per cento di share e oltre cinque milioni di telespettatori) dopo che Ettore Scola ha paragonato il reality al nazismo «perché lascia delle macerie». Tinto Brass: «Gli anni passati almeno si vedeva qualche bel culo femminile, oggi sono tutti coperti, non si vede più niente... Il paragone tra l’Isola e il nazismo è improprio, Scola poteva risparmiarselo, forse i reality lasciano macerie, ma almeno non muore nessuno». Corrado Augias: «Sono d’accordo con Scola. A parte il nazismo, che va tirato in ballo con parsimonia per non inflazionarlo, penso che l’isola sia un esempio pessimo, impensabile fino a pochi anni fa». Barbara Alberti: «Un reality è un gioco a cui uno si sottopone volontariamente. Non è una dittatura, un obbligo. Sembra che, al di là della televisione, il resto sia tutto Proust». Philippe Daverio, critico d’arte: «Sono d’accordo con Scola, la forza devastante dell’Isola è pari a una guerra biologica, perché forma un’immaginario collettivo del nulla... Si crea una religione dell’apparire che è davvero l’Oppio dei popoli. Mi consola il fatto che ci sia anche chi non guarda l’Isola. Se 5 milioni la guardano vuol dire che 55 milioni di italiani fanno altro». Gianni Ippoliti: «Normalmente si dice che il tempo è galantuomo e fa il suo lavoro, i reality no, ridanno una faccia anche a quelli su cui il tempo ha ben lavorato». Edmondo Berselli: «Più che rievocare il nazismo, perché si tratta di operetta e non di dramma, questo reality sembra un prodotto della decadenza televisiva di tipo sovietico alla Breznev, con una nomenklatura fatta di morti di fama che il pubblico osserva, tra ammirazione e sberleffo».