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 2007  ottobre 17 Mercoledì calendario

La faccia della Cina non parla, lascia che gli altri dispongano di lui per quello che serve, propaganda

La faccia della Cina non parla, lascia che gli altri dispongano di lui per quello che serve, propaganda. Liu Xiang ci è abituato, sa da anni di aver ormai perso il diritto sulla sua stessa immagine, di essere un simbolo, un Paese intero, orgoglio altrui: guadagna con gli sponsor e tiene la testa sugli ostacoli, per il resto tace. Gli viene facile, parla solo il cinese e al mondo occidentale arrivano notizie tradotte e mediate. Ieri l’ultima, al diciassettesimo congresso del partito comunista cinese, adunata nazionale dove il suo allenatore, Sun Haiping lo ha candidato a delegato alle prossime elezioni, tra cinque anni. Non serve l’ufficialità, né smentite o conferme, non è mai necessario che Liu Xiang parli, solo che vinca e acconsenta. Sun Haiping è il suo tutore e fedele sostenitore del partito, non ha voluto dare un’anticipazione, non importa cosa farà il campione del mondo dei 110 ostacoli tra 5 anni, ma che oggi, a otto mesi dalle Olimpiadi di Pechino, il partito lo abbia cooptato anche solo virtualmente. Basta il suo nome pronunciato dentro la Grande casa del popolo, sotto la falce e martello formato gigante nello stesso giorno in cui parlano i leader rossi. Basta un anonimo delegato, il tecnico Sun Haiping, che ricorda «già oggi Liu Xiang è membro del partito comunista, quando si ritirerà potrà essere di più, un candidato del popolo. Mi è più caro dei miei stessi figli, sapevo di doverlo lasciare solo per i giorni del Congresso e ho programmato un allenamento intensivo prima di andarmene. Appena rientro recupereremo in pista il lavoro saltato in questi giorni». Un’informazione vaga che mescola tabelle sportive, affetti e politica a venire, tutto quello che può fare il record del mondo è allargare le braccia davanti alla tv cinese e sorridere: «Non so quando mi ritirerò, vorrei competere fino a Londra 2012», che non vuol dire nulla. abbastanza intelligente da non evitare di rispondere perché sembrerebbe scocciato, da non dare opinioni che lo travolgerebbero e abbozzare. Altri sportivi sono andati oltre, ben sette celebrità e speranze olimpiche si sono presentati di persona al Congresso. Tan Xue, talento della scherma, è la più giovane delegata del partito, 23 anni, 69 meno del più vecchio, foto della stretta di mano fra i due sparata ovunque vicino alla medaglia vinta ai Mondiali del 2002. Nelle foto ufficiali ci sono anche le tenniste Zheng Jie e Sun Tiantian, il lottatore Zou Shiming, l’asso del ping pong Xhang Yining, il canoista Yang Wenjun e la speranza del tiro a volo Du Li. Più vari allenatori. Il presidente Hu Jintao li ha ringraziati pubblicamente «di rappresentare la Cina nel partito e ai Giochi che stiamo per ospitare e di essere la nuova generazione che si interessa alla politica in questo momento di cambiamento». Manifesti. Liu Xiang non c’è, si allena in silenzio: «Spero che non trovi una fidanzata proprio quest’anno, non avrebbe il tempo per lei. Non ha tempo per nulla», spiega Sun Haiping che dopo averlo cooptato lo libera e consegna al partito la sua immagine. Quel che serviva, l’uomo più significativo della Cina dentro al Congresso e in braccio al partito anche se solo come un’idea futuribile. Un’ipotesi che conta più di lui. Stampa Articolo