Questo sito utilizza cookies tecnici (propri e di terze parti) come anche cookie di profilazione (di terze parti) sia per proprie necessità funzionali, sia per inviarti messaggi pubblicitari in linea con tue preferenze. Per saperne di più o per negare il consenso all'uso dei cookie di profilazione clicca qui. Scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie Ok, accetto

 2007  ottobre 16 Martedì calendario

Primarie: una mossa meglio di niente. La Stampa 16 Ottobre 2007. Un quesito mi assilla da qualche settimana

Primarie: una mossa meglio di niente. La Stampa 16 Ottobre 2007. Un quesito mi assilla da qualche settimana. Perché mai tanto spazio e tanta attenzione anche e soprattutto da parte di alcuni media che dovrebbero essere equidistanti ad un evento abbastanza insipido come la fusione del vecchio Pci con la vecchia Dc di sinistra? Qual è la novità? Due apparati «vecchi» che si fondono per dare vita a un singolo soggetto già «vecchio». Perché non dire la verità ai cittadini ma soprattutto a quella minoranza che si è presa la briga persino di andare a «votare» domenica? Il vecchio Pci e la vecchia Dc di sinistra (anzi, la vecchia nomenclatura dei due partiti) di fronte al tracollo del governo Prodi stanno tentando si riciclarsi attraverso questa operazione che potrebbe consentire loro di far «sopravvivere» qualche «vecchia cariatide» nel Parlamento della prossima legislatura. Si sta tentando di prolungare farmacologicamente il coma del governo Prodi, proprio per dare tempo al «vecchio» Walter di portare avanti il suo progetto per non essere travolti dall’onda di ritorno prevista alla prossime elezioni primaverili che vede il centro sinistra sotto di più di 15 punti percentuale. Dalle mie parti la si definirebbe una normale operazione di marketing, neppure tanto sicura né tantomeno innovativa. Allora mi ripeto e Ti ripeto la domanda: ma perché mai certi media si sono così tanto infervorati di fronte a un evento che non rappresenta nulla se non la disperata ricerca di sopravvivenza di una classe politica che non vuole capacitarsi che il «tempo è scaduto»? Perché dedicare intere pagine all’elezione scontata di un «vecchio» politico di professione come Veltroni alla segreteria di un vecchio partito «catto-comunista», che nella migliore delle ipotesi (voti espressi 2/3 volte dallo stesso elettore) riguardava si e no il 5% (3 mio!) della popolazione italiana a discapito del rimanente 95% (55 mio!)? C’è il rischio altrimenti di dare adito ai soliti dietrologi che vedono nel sostegno incondizionato al «vecchio» Veltroni e al suo già «vecchio» Partito democratico, il tentativo proprio di molti «poteri forti» ma «vecchi» anche loro, di questo Paese di aggrapparsi disperatamente all’ultima ancora di salvezza prima che qualcuno torni e «travolga» tutto incondizionatamente. MARCO FRANCIA PRESIDENTE CIRCOLO DEL BUONGOVERNO DI TORINO PRINCIPE EUGENIO Per quel che riguarda i media la risposta mi sembra ovvia: meglio le primarie che il solito tran tran. Perché di tale si tratta: vecchio dibattito, vecchie questioni, vecchie facce, vecchi lamenti. Una competizione è pur sempre un segno di vita: e se le primarie fossero fatte anche a destra, avrebbero comunque la stessa attenzione. Per quel che riguarda i risultati, non val la pena di scaldarsi: tra pochi mesi si comincerà a capire la verità delle promesse. Lucia Annunziata