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 2007  ottobre 16 Martedì calendario

”Il carcere duro è come la tortura”. La Stampa 16 Ottobre 2007. NEW YORK. «L’articolo 41-bis equivale alla tortura e il detenuto Rosario Gambino non può essere estradato verso l’Italia»

”Il carcere duro è come la tortura”. La Stampa 16 Ottobre 2007. NEW YORK. «L’articolo 41-bis equivale alla tortura e il detenuto Rosario Gambino non può essere estradato verso l’Italia». La sentenza del giudice di Los Angeles, D. D. Sitgraves, ha colto di sorpresa tanto il procuratore cittadino che le autorità italiane che ritenevano oramai prossima l’estradizione di un boss mafioso da 22 anni dietro le sbarre perché responsabile del traffico di droga nell’area della metropoli della California. «La detenzione non può implicare alcuna imposizione di sanzioni o punizioni illegali come la tortura» ha scritto il giudice Sitgraves nel dispositivo di una sentenza che fa propria la tesi sostenuta durante il dibattimento dall’avvocato difensore di Gambino, Joseph Sandoval, secondo il quale le modalità di applicazione del 41-bis in Italia violano la Convenzione delle Nazioni Unite contro la tortura. «Siamo di fronte ad un caso umanitario - ha dichiarato l’avvocato Sandoval al «Los Angeles Times» - perché le condizioni di detenzione alle quali il mio cliente sarebbe stato soggetto in Italia avrebbero messo a rischio la sua vita, che sarebbe stata sicuramente accorciata». Il detenuto Gambino non ha celato la soddisfazione per un verdetto che tiene conto anche delle sue condizioni di salute - precarie al punto da aver portato al trasferimento dal penitenziario federale al centro di detenzione di San Pedro - rilanciando la richiesta di una «immediata scarcerazione». «Se non fosse per il mio nome sarei già stato scarcerato da molto tempo» ha detto Gambino attraverso il legale, facendo riferimento tanto alla lunga detenzione già scontata quanto alle condizioni di salute. In realtà la sentenza di Los Angeles è un’eccezione rispetto alle precedenti applicazioni delle leggi americane sull’immigrazione. Basti pensare che nel corso del 2006 i giudici hanno respinto 15905 richieste di opposizione all’estradizione «per rischio di subire torture» accettandone solo 578. Il risultato della sentenza è una sconfitta per gli sforzi del governo italiano che tenta di ottenere l’estrazione di Gambino sin da 2001 sulla base di una sentenza in contumacia per traffico della droga che indica nel boss uno dei maggiori attori delle operazioni illecite svoltesi fra Italia e Stati Uniti negli anni Ottanta. Durante il processo le autorità italiane avevano fatto presente, attraverso l’ufficio del procuratore di Los Angeles, come le leggi nazionali impediscono l’esercizio della tortura ma il giudice non gli ha dato troppa attenzione ritenendo che il 41-bis comporterebbe un trattamento «crudele, inumano e degradante che non ha nulla a che vedere con la punizione del detenuto». In particolare il timore del giudice, basato sulla testimonianza dell’ex agente dell’Fbi, è legato al rischio che Gambino potesse essere interrogato in Italia con «tecniche non consentite dalla Convenzione Onu». MAURIZIO MOLINARI