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 2007  ottobre 16 Martedì calendario

la parola per ”anima” è nefesh, e la parola per ”forza” è me’od. In Giosuè 22:5, gli Israeliti ricevono da Giosuè (’a

la parola per ”anima” è nefesh, e la parola per ”forza” è me’od. In Giosuè 22:5, gli Israeliti ricevono da Giosuè (’a.) l’ordine di amare Dio ed essere a Lui devoti come segue: ’Ma procurate soltanto, con grande diligenza, di mettere in pratica i comandamenti e la legge che Mosè, servo del Signore, vi ha dato: di amare il Signore, Dio vostro, di camminare in tutte le sue vie, osservando i suoi precetti; di star uniti a Lui; servendolo con tutto il vostro cuore e con tutta la vostra anima” (Giosuè 22:5). Ciò che tutte queste versioni hanno quindi in comune - a dispetto della lingua differente tra l’Antico Testamento in lingua ebraica, le parole originali del Cristo (su di lui la Pace) in aramaico, e l’attuale trasmissione greca del Nuovo Testamento - è il comando di amare Dio completamente con anima e corpo e di essere a Lui completamente devoti. Questo è il primo e più grande Comandamento per gli esseri umani. Alla luce di ciò che abbiamo visto essere implicito ed evocato dalla parola benedetta del Profeta Muhammad: la cosa migliore che ho detto – io stesso, e i profeti che mi precedettero – è ”non c’è dio se non Iddio, l’Unico, senza associati, Suo è il Regno, Sua è la lode ed Egli è Potente su tutte le cose” XVI, possiamo ora forse comprendere come le parole ”la cosa migliore che ho detto – io stesso, e i profeti che mi precedettero” attribuite alla formula benedetta ”non c’è dio se non Iddio, L’Unico, senza associati, Suo è il Regno, Sua è la lode ed Egli è Potente su tutte le cose” corrispondano al ”Primo e più Grande Comandamento” di amare Dio, completamente, anima e corpo, come si trova in vari passi della Bibbia. Potremmo dire, in altre parole, che il Profeta Muhammad (su di lui la Pace e la Benedizione Divina), su ispirazione divina, riaffermava e richiamava al ricordo del Primo Comandamento della Bibbia. Dio sa meglio, ma certamente abbiamo visto la loro effettiva somiglianza nel significato. Inoltre, sappiamo anche (come si può vedere nelle note), che entrambe le formule consentono un altro notevole parallelo: si presentano in versioni e forme leggermente diverse in contesti differenti, e tutte, nondimeno, enfatizzano il primato dell’amore e della devozione a DioXVII. II - L’AMORE PER IL PROSSIMO L’AMORE PER IL PROSSIMO NELL’ISLAM Esistono numerose affermazioni nell’Islam sulla necessità e la grande importanza dell’amore e della misericordia per il prossimo. L’amore per il prossimo è una parte essenziale ed integrante della fede in Dio e dell’amore per Dio perché nell’Islam senza amore per il prossimo non c’è vera fede in Dio e non c’è rettitudine. Il Profeta Muhammad (su di lui la Pace e la Benedizione Divina) disse: ”Nessuno di voi avrà fede finché non amerete per vostro fratello ciò che amate per voi stessi”XVIII. E anche: ”Nessuno di voi avrà fede finché non amerete per il vostro prossimo ciò che amate per voi stessi”XIX. Tuttavia, empatia e simpatia per il prossimo – e anche le preghiere rituali – non sono sufficienti. Devono essere accompagnate da generosità e abnegazione. Dio dice nel Sacro Corano: La pietà non consiste nel volgere i vostri voltiXX verso l’Oriente e l’Occidente, ma nel credere in Dio e nell’Ultimo Giorno, negli Angeli, nel Libri e nei Profeti; nel dare dei propri beni, per amore Suo, ai parenti, agli orfani, ai poveri, ai viandanti diseredati, ai mendicanti e per liberare gli schiavi, compiere l’orazione e pagare la decima, mantenere fede agli impegni presi, essere pazienti nelle avversità, nelle ristrettezze e di fronte al pericolo. Queste sono le virtù che caratterizzano i credenti pii e sinceri (Al-Baqarah Sura della vacca 2:177). E anche: Non perverrete alla pietà finché non donerete cose a cui siete affezionati: qualunque elemosina voi facciate, Iddio lo sa (Aal ”Imran, Sura della famiglia di Imran 3:92). Se non doniamo al prossimo ciò che noi stessi amiamo, non amiamo veramente Dio né il prossimo. L’AMORE PER IL PROSSIMO NELLA BIBBIA Abbiamo già citato le parole del Messia, Gesù Cristo (su di lui la Pace), a proposito della grande importanza, seconda solo all’amore per Dio, dell’amore per il prossimo: Questo è il primo comandamento. / E il secondo è questo: ”Tu amerai il tuo prossimo come te stesso”. / Da questi due comandamenti dipendono tutta la Legge e i Profeti (Matteo 22:38-40). E: E il secondo è simile al primo: ”Tu amerai il tuo prossimo come te stesso”. Non c’è altro comandamento più grande di questi (Marco 12:31). Resta solo da notare che questo comandamento si trova anche nel Vecchio Testamento: Non coverai nel tuo cuore odio contro il tuo fratello; rimprovera apertamente il tuo prossimo, così non ti caricherai di un peccato per lui. / Non ti vendicherai e non serberai rancore contro i figli del tuo popolo, ma amerai il tuo prossimo come te stesso. Io sono il Signore (Levitico 19:17-18). Così il Secondo Comandamento, come il primo Comandamento, richiede generosità e abnegazione e Da questi due comandamenti dipendono tutta la Legge e i Profeti. III - VENITE A UNA PAROLA COMUNE FRA NOI E VOI Una parola comune Mentre Islam e Cristianesimo sono ovviamente religioni differenti – e non minimizziamo affatto le loro differenze formali – è chiaro che i Due Comandamenti più grandi sono un terreno comune e un collegamento fra il Corano, la Torah e il Nuovo Testamento. Ciò che presuppongono i Due Comandamenti nella Torah e nel nuovo Testamento e di cui sono il risultato, è l’Unità di Dio, vale a dire che c’è un solo Dio. Lo Shema nella Torah, inizia: (Deuteronomio 6:4) Ascolta, O Israele: Il SIGNORE è il nostro Dio, il SIGNORE è Uno! Ugualmente, Gesù (su di lui la Pace) disse: (Marco 12:29) ”Il primo di tutti i comandamenti è: ”Ascolta, O Israele: Il SIGNORE il nostro Dio, il SIGNORE è uno!”. Allo stesso modo, Dio dice nel Sacro Corano: Di’: Egli è Dio, l’Uno / Dio, sufficiente a Sé stesso (Al-Ikhlas, Sura della sincerità 112:1-2). Così l’Unità di Dio, l’amore per Lui e l’amore per il prossimo formano un terreno comune su cui Islam e Cristianesimo (ed Ebraismo) sono fondati. Questo non poteva essere altrimenti in quanto Gesù (su di lui la Pace) disse: (Matteo 22:40) ”Da questi due comandamenti dipendono tutta la Legge e i Profeti”. Inoltre, Dio conferma nel Sacro Corano che il Profeta Muhammad (su di lui la Pace e la Benedizione Divina) non portò nulla di fondamentalmente o essenzialmente nuovo: Niente è stato detto a te (o Muhammad) se non quello che già fu detto ai messaggeri prima di te (Fussilat, Sura dei chiari precisi 41:43). E: Di’ (o Muhammad): Non costituisco un’innovazione rispetto agli inviati né conosco quel che avverrà a me e a voi. Non faccio che seguire quello che mi è stato rivelato. Non sono che un ammonitore esplicito (Al-Ahqaf, 46:9). Così anche Dio nel Sacro Corano conferma che le stesse verità eterne dell’Unità di Dio, della necessità dell’amore e della devozione totali a Dio (ed evitando così falsi dèi), e della necessità di amare i propri simili (e così la giustizia), sono la base di ogni vera religione: Ad ogni comunità inviammo un profeta [che dicesse]: ”Adorate Dio e fuggite gli idoli! Dio guidò alcuni di essi e altri furono sviati. Percorrete la terra e vedrete cosa accadde ai negatori (Al-Nahl, Sura dell’ape 16:36). Invero inviammo i Nostri messaggeri con prove inequivocabili, e facemmo scendere con loro la Scrittura e la Bilancia, affinché gli uomini osservassero la giustizia... (Al-Hadid, Sura del ferro 57:25). Venite a una Parola Comune! Nel Sacro Corano, Dio Altissimo ordina ai musulmani di trasmettere il seguente richiamo ai Cristiani (ed Ebrei – le Genti del Libro): Di’: O Genti del Libro! Venite a una parola comune tra noi e voi: che non adoriamo altri che Dio, e non associamo a Lui cosa alcuna, e che nessuno di noi scelga altri signori accanto a Dio. E se essi non accettano dite loro: Testimoniate che siamo coloro che si sono dati completamente a Lui (Aal ”Imran, Sura della famiglia di ”Imran 3:64). Chiaramente le parole benedette: non associamo a Lui cosa alcuna sono riferite all’Unità di Dio e le parole: non adoriamo altri che Dio, sono riferite all’essere completamente devoti a Dio. Quindi esse si riferiscono tutte al Primo e Più Grande Comandamento. Secondo uno dei più antichi e più autorevoli commentari (tafsir) del Sacro Corano - il Jami’ Al-Bayan fi Ta’wil Al-Qur’an di Abu Ja’far Muhammad bin Jarir Al-Tabari (m. 310 A.H. / 923 C.E.) - le parole nessuno di noi scelga altri signori accanto a Dio, significano ”che nessuno di noi dovrebbe ubbidire ad altri disobbedendo a ciò che Dio ha comandato, né glorificarli prostrandosi a loro nello stesso modo di come si prostrano a Dio”. In altre parole, Musulmani, Cristiani ed Ebrei dovrebbero essere liberi di seguire ognuno quello che Dio comandò loro, e non abbiano da ”prostrarsi di fronte a re e simili”XXI; perché Dio dice altrove nel Sacro Corano: non c’è coercizione nella religione... (Al-Baqarah, Sura della vacca 2:256). Questo chiaramente si riferisce al Secondo Comandamento, perchè giustiziaXXII e libertà di religione sono aspetti centrali dell’amore per il prossimo. Dio dice nel Sacro Corano: Dio non vi impedisce di essere buoni e giusti nei confronti di coloro che non vi hanno combattuto per la vostra religione e che non vi hanno scacciato dalle vostre case, poiché Dio ama coloro che si comportano con giustizia (Al-Mumtahinah, Sura dell’esaminata 60:8). Così noi come Musulmani invitiamo i Cristiani a ricordarsi delle parole evangeliche di Gesù (su di lui la Pace): ’...il SIGNORE è il nostro Dio, il SIGNORE è Uno! / Amerai dunque il SIGNORE Dio tuo con tutto il tuo cuore, con tutta la tua anima e con tutte le tue forze”. Questo è il primo comandamento. / E il secondo è questo: ”Tu amerai il tuo prossimo come te stesso”. Non c’è altro comandamento più importante di questi (Marco 12:29-31) Come musulmani, noi diciamo ai Cristiani che non siamo contro di loro e che l’Islam non è contro di loro – a meno che loro non intraprendano la guerra contro i Musulmani a causa della loro religione, li opprimano e li privino delle loro case, (in conformità con il versetto del Sacro Corano [Al-Mumtahinah, 60:8] citato sopra). Inoltre, Dio dice nel Sacro Corano: Non tutti sono uguali. Fra la Gente della Scrittura c’è una comunità giusta dove sono persone che passano la notte recitando i versetti di Dio e prosternandosi. / Essi credono in Dio e nell’ultimo giorno, ordinando ciò che è raccomandabile e vietando ciò che è riprovevole, e gareggiano nelle opere buone. Questi son uomini retti. / E il bene che fanno non sarà loro misconosciuto. Dio conosce bene i timorati (Aal-’Imran, 3:113-115) Il Cristianesimo è necessariamente contro i Musulmani? Nel Vangelo Gesù Cristo (su di lui la Pace) dice: Chi non è con me è contro di me, e chi non raccoglie con me, disperde (Matteo 12:30). Chi non è contro di noi è per noi (Marco 9:40). ...chi non è contro di voi, è per voi (Luca 9:50). Secondo il Commentario al Nuovo Testamento del Beato Teofilatto XXIII queste asserzioni non sono in contraddizione perché la prima (nel testo greco originale del Nuovo Testamento) si riferisce ai dèmoni, mentre la seconda e la terza si riferiscono a persone che riconobbero Gesù, pur non essendo Cristiani. I Musulmani riconoscono Gesù Cristo come il Messia, non nello stesso modo dei Cristiani (ma i Cristiani stessi comunque non sono mai stati tutti d’accordo sulla natura di Gesù Cristo), ma nel modo seguente: ...Il Messia Gesù, figlio di Maria è un messaggero di Dio e la Sua Parola che Egli pose in Maria e uno Spirito proveniente da Lui... (Al-Nisa’, Sura delle donne 4:171). Noi invitiamo perciò i Cristiani a considerare i Musulmani non contro ma con loro, in conformità con le parole di Gesù Cristo. Per concludere, in quanto Musulmani, e in obbedienza al Sacro Corano, chiediamo ai cristiani di concordare con noi sulle cose essenziali delle nostre due religioni ...che non adoriamo altri che Dio, e non associamo a Lui cosa alcuna, e che nessuno di noi scelga altri signori accanto a Dio... (Aal ”Imran, 3:64). Che questo terreno comune sia la base di ogni futuro dialogo interreligioso fra di noi, dato che il nostro terreno comune è quello da cui dipende tutta la Legge e i Profeti (Matteo 22:40). Dio dice nel Sacro Corano: Dite (O Musulmani): Crediamo in Dio e in quello che è stato fatto scendere su di noi e in quello che è stato fatto scendere su Abramo, Ismaele, Isacco, Giacobbe e sulle Tribù, e in quello che è stato dato a Mosè e a Gesù e in tutto quello che è stato dato ai Profeti da parte del loro Signore. Non facciamo differenza alcuna tra di loro e a Lui siamo sottomessi. / E Se crederanno nelle stesse cose in cui voi avete creduto, saranno sulla retta via; se invece volgeranno le spalle, saranno nell’eresia, e Dio basterà contro di loro. Egli è Colui che tutto ascolta e conosce (Al-Baqarah, 2:136-137). *** Fra noi e voi Trovare il terreno comune fra musulmani e cristiani non è semplicemente una questione di corretto dialogo ecumenico fra i vari capi religiosi. Il Cristianesimo e l’Islam sono rispettivamente la più numerosa e la seconda più numerosa religione nel mondo e nella storia. Cristiani e Musulmani costituiscono rispettivamente, secondo le statistiche, oltre un terzo e oltre un quinto dell’umanità. Insieme formano oltre il 55% della popolazione mondiale; ciò fa della relazione tra queste due comunità religiose il più importante fattore per il mantenimento della pace in tutto il mondo. Se Musulmani e Cristiani non sono in pace, il mondo non può essere in pace. Con il terribile armamento del mondo moderno e con Musulmani e Cristiani interconnessi ovunque mai come ora, nessuna parte può vincere unilateralmente un conflitto che coinvolga più della metà degli abitanti del mondo. Così il nostro comune futuro è in pericolo. forse in gioco la stessa sopravvivenza del mondo. E a quelli che ciononostante provano piacere nel conflitto e nella distruzione, o stimano che alla fine riusciranno a vincere, noi diciamo che anche le nostre anime eterne sono in pericolo se non riusciremo a fare sinceramente ogni sforzo per la pace e giungere ad un’armonia condivisa. Dio dice nel Sacro Corano: In verità Dio ha ordinato la giustizia e la benevolenza e la generosità nei confronti dei parenti, e ha proibito la dissolutezza e ciò che è riprovevole e la ribellione. Egli vi ammonisce affinché ve ne ricordiate (Al Nahl, 16:90). Gesù Cristo (su di lui la Pace) disse: Beati gli operatori di pace... (Matteo 5:9), e anche: Qual vantaggio avrà l’uomo se guadagnerà il mondo intero, e poi perderà la propria anima? (Matteo 16:26). Facciamo quindi in modo che le nostre differenze non provochino odio e conflitto tra noi. Gareggiamo gli uni con gli altri solamente in rettitudine e in opere buone. Rispettiamoci, siamo giusti e gentili, e viviamo in pace sincera, nell’armonia e nella benevolenza reciproca. Dio dice nel Sacro Corano: E su di te abbiamo fatto scendere il Libro secondo Verità, a confermare le Scritture precedenti e preservarle da ogni alterazione. Giudica tra loro secondo quello che Dio ha fatto scendere, non conformarti alle loro passioni allontanandoti dalla verità che ti è giunta. Ad ognuno di voi abbiamo assegnato una regola e una via. E se Dio avesse voluto, avrebbe fatto di voi una sola comunità, ma ha voluto provarvi con l’uso che farete di quel che vi ha donato. Gareggiate dunque nelle opere buone: voi tutti ritornerete a Dio ed Egli allora vi informerà a proposito delle cose sulle quali siete discordi (Al-Ma’idah, Sura della tavola imbandita 5:48). Wal-Salaamu ”Alaykum, Pax Vobiscum. © 2007 C.E., 1428 A.H. The Royal Aal al-Bayt Institute for Islamic Thought, Jordan ***** Nel Nome di Dio, il Clemente, il Misericordioso Una Parola Comune tra Noi e Voi1 (Abstract) Insieme Musulmani e Cristiani formano ben oltre metà della popolazione mondiale. Senza pace e giustizia tra queste due comunità religiose non può esserci una pace significativa nel mondo. Il futuro del mondo dipende dalla pace tra Musulmani e Cristiani. La base per questa pace e comprensione esiste già. Fa parte dei principi veramente fondamentali di entrambe le fedi: l’amore per l’unico Dio e l’amore per il prossimo. Questi principi si trovano ribaditi più e più volte nei testi sacri dell’Islam e del Cristianesimo. L’Unità di Dio, la necessità di amarLo e la necessità di amare il prossimo sono così il terreno comune tra Islam e Cristianesimo. Quelli che seguono sono solo alcuni esempi: Sull’Unità di Dio, Dio dice nel Sacro Corano: Dì: «Egli è Dio, l’Uno / Dio, sufficiente a Sé stesso» (Al-Ikhlas, Sura della Sincerità 112:1-2). Sulla necessità dell’amore di Dio, Dio dice nel Sacro Corano: «Così invoca il Nome del tuo Signore e sii devoto a Lui con una devozione totale» (Al-Muzzammil, Sura dell’avvolto nel manto 73:8). Sulla necessità dell’amore per il prossimo, il Profeta Muhammad (su di lui la Pace e la Benedizione Divina) disse: «Nessuno di voi ha fede finché non ama per il proprio prossimo ciò che ama per se stesso». Nel Nuovo Testamento, Gesù Cristo (su di lui la Pace) disse: «’Ascolta Israele, il Signore è il nostro Dio, il Signore è Uno, e tu amerai il Signore Dio tuo con tutto il tuo cuore, con tutta la tua anima, con tutta la tua mente, e con tutte le tue forze”. Questo è il primo comandamento. E il secondo è questo: ”Tu amerai il tuo prossimo come te stesso”. Non c’è altro comandamento più grande di questi» (Marco 12:29-31). *** Nel Sacro Corano, Dio Altissimo ordina ai musulmani di trasmettere il seguente richiamo ai Cristiani (e Ebrei – le Genti del Libro): «Di’: O Genti del Libro! Venite a una parola comune tra noi e voi: che non adoriamo altri che Dio, e non associamo a Lui cosa alcuna, e che nessuno di noi scelga altri signori accanto a Dio. E se essi non accettano dite loro: Testimoniate che siamo coloro che si sono dati completamente a Lui» (Aal ”Imran, Sura della famiglia di ”Imran 3:64). Le parole: «non associamo a Lui cosa alcuna» sono riferite all’Unità di Dio e le parole: «non adoriamo altri che Dio», sono riferite all’essere completamente devoti a Dio. Quindi esse si riferiscono tutte al Primo e Più Grande Comandamento. Secondo uno dei più antichi e più autorevoli commentari del Sacro Corano, le parole «nessuno di noi scelga altri signori accanto a Dio» significano «che nessuno di noi dovrebbe ubbidire ad altri disobbedendo a ciò che Dio ha comandato». Questo è riferito al Secondo Comandamento perché giustizia e libertà di religione sono aspetti centrali dell’amore per il prossimo. Così nell’obbedienza al sacro Corano, come Musulmani invitiamo i Cristiani ad incontrarsi con noi sulla base di ciò che ci è comune, che è anche quanto vi è di più essenziale nella nostra fede e pratica: i «Due Comandamenti» di amore. 1 Traduzione ufficiale ed autorizzata in lingua italiana a cura della CO.RE.IS. (Comunità Religiosa Islamica) Italiana