Lettera Aperta di 38 Sapienti Musulmani a S.S. Papa Benedetto XVI, 16 ottobre 2007
I musulmani scrivono ai cristiani «Rispettiamoci e viviamo in pace». In occasione dell’Eid al-Fitr al-Mubarak 1428 A
I musulmani scrivono ai cristiani «Rispettiamoci e viviamo in pace». In occasione dell’Eid al-Fitr al-Mubarak 1428 A.H. / 13 Ottobre 2007 C.E., e in occasione del Primo Anniversario della Lettera Aperta di 38 Sapienti Musulmani a S.S. Papa Benedetto XVI, Lettera Aperta e Appello delle Guide Religiose Musulmane a: Sua Santità Papa Benedetto XVI, Sua Somma Santità Bartolomeo I, Patriarca di Costantinopoli, Nuova Roma Sua Beatitudine Teodoro II, Pope e Patriarca di Alessandria e di tutta l’Africa, Sua Beatitudine Ignazio IV, Patriarca d’Antiochia e di tutto l’Oriente, Sua Beatitudine Teofilo III, Patriarca della Città Santa di Gerusalemme, Sua Beatitudine Alessio II, Patriarca di Mosca e di tutta la Russia, Sua Beatitudine Paolo, Patriarca di Belgrado e della Serbia, Sua Beatitudine Daniele, Patriarca di Romania, Sua Beatitudine Massimo, Patriarca della Bulgaria, Sua Beatitudine Ilia II, Arcivescovo di Mtskheta-Tbilisi, Catholicos-Patriarca di tutta la Georgia, Sua Beatitudine Crisostomo, Arcivescovo di Cipro, Sua Beatitudine Christodoulos, Arcivescovo di Atene e di tutta la Grecia, Sua Beatitudine Sawa, Metropolita di Varsavia e di tutta la Polonia, Sua Beatitudine Anastasio, Arcivescovo di Tirana, Duerres e di tutta l’Albania, Sua Beatitudine Cristoforo, Metropolita delle Repubbliche Ceca e Slovacca, Sua Santità Pope Shenouda III, Pope d’Alessandria et Patriarca di tutta l’Africa sul Trono Apostolico di S. Marco, Sua Beatitudine Karekin II, Patriarca Supremo e Catholicos di tutta l’Armenia, Sua Beatitudine Ignatius Zakka I, Patriarca d’Antiochia e di tutto l’Oriente, Capo Supremo della Chiesa Universale Ortodossa Siriana, Sua Santità Mar Thoma Didymos I, Catholicos d’Oriente sul Trono Apostolico di S. Tommaso e Metropolita di Malankara, Sua Santità Abune Paulos, Quinto Patriarca e Catholicos d’Etiopia, Echege della Sede di San Tekle Haymanot, Arcivescovo di Axium, Sua Beatitudine Mar Dinkha IV, Patriarca della Santa Chiesa Cattolica Apostolica Orientale di Assiria, Reverendissimo Rowan Williams, Arcivescovo di Canterbury, Rev. Mark S. Hanson, Vescovo Presidente della Chiesa Evangelica Luterana in America, e Presidente della Federazione Mondiale dei Luterani, Rev. George H. Freeman, Segretario Generale del Consiglio Mondiale dei Metodisti, Rev. David Coffey, Presidente dell’Alleanza Mondiale dei Battisti, Rev. Setri Nyomi, Segretario Generale dell’Alleanza Mondiale delle Chiese Riformate, Rev. Dr. Samuel Kobia, Segretario Generale del Consiglio Mondiale delle Chiese, E le Guide delle Chiese Cristiane in tutto il mondo…. *** Nel Nome di Dio, il Clemente, il Misericordioso, e la pace e le benedizioni siano sul Profeta Muhammad UNA PAROLA COMUNE TRA NOI E VOI1 Nel Nome di Dio, il Clemente, il Misericordioso, Chiama gli uomini alla Via del Signore con la saggezza e i buoni ammonimenti e discuti con loro nel modo migliore, perché il tuo Signore meglio di chiunque conosce chi si allontana dalla Sua via, meglio di chiunque conosce chi è ben guidato (Il Sacro Corano, Al-Nahl, Sura dell’ape 16:125) I - L’AMORE DI DIO L’AMORE DI DIO NELL’ISLAM Le testimonianze di fede Il credo centrale dell’Islam consiste in due testimonianze di fede o ShahadahI, che affermano: non c’è dio se non Iddio, Muhammad è il Messaggero di Dio. Queste due testimonianze sono il sine qua non dell’Islam. Colui o colei che le testimonia è un musulmano; colui o colei che le nega non è un musulmano. Inoltre il Profeta Muhammad (su di lui la Pace e la Benedizione Divina) disse: La migliore invocazione è: ”non c’è dio se non Iddio”...II La cosa migliore, che tutti i Profeti hanno detto Approfondendo la migliore invocazione, il Profeta Muhammad (su di lui la Pace e la Benedizione Divina) disse anche: La cosa migliore che ho detto – io stesso, e i Profeti che mi precedettero – è ”non c’è dio se non Iddio, l’Unico, senza associati, Suo è il Regno, Sua è la lode ed Egli è Potente su tutte le cose”III. Le frasi che seguono la Prima Testimonianza di fede si trovano nel Sacro Corano e ognuna descrive un aspetto dell’amore per Dio e della devozione a Lui. La parola: l’Unico, ricorda ai musulmani che i loro cuoriIV devono essere consacrati all’Unico Dio, poiché Dio dice nel sacro Corano: Dio non ha posto nel corpo di nessun uomo due cuori (Al-Ahzab, Sura delle fazioni alleate 33:4). Dio è Assoluto e quindi la devozione a Lui deve essere totalmente sincera. Le parole: senza associati, ricordano ai musulmani che devono amare unicamente Dio, senza eguali nelle loro anime, poiché Dio dice nel Sacro Corano: Ma vi sono uomini che danno a Dio degli eguali, che essi amano come Dio; però quelli che credono più forte di loro amano Dio... (Al-Baqarah, Sura della vacca 2:165). Infatti, I loro corpi e i loro cuori si addolciscono all’invocazione di Dio... (Al-Zumar, Sura delle schiere 39:23). Le parole: Suo è il Regno, ricordano ai musulmani che le loro menti e le loro conoscenze devono essere completamente votate a Dio, il Regno corrisponde precisamente a tutto ciò che c’è nella creazione o nell’esistenza e a tutto ciò che la mente può conoscere. E tutto è nelle Mani di Dio, poiché Dio dice nel Sacro Corano: Sia Benedetto Colui nelle Cui Mani è il Regno, ed Egli è capace di compiere ogni cosa (Al-Mulk, Sura del Regno 67:1). Le parole: Sua è la lode ricordano ai musulmani che devono essere grati a Dio e confidare in Lui con tutti i loro sentimenti ed emozioni. Dio dice nel Sacro Corano: E se tu domandi loro: Chi ha creato i cieli e la terra, chi ha costretto il sole e la luna (nelle loro orbite)? Ti risponderanno: Dio. Come mai allora essi si volgono altrove? / Dio provvede ampiamente di mezzi chi Egli vuole fra i Suoi servi e li misura a chi Egli vuole. In verità Dio è di tutte le cose sapiente. / E certo se tu domandi loro: Chi ha fatto scendere acqua dal cielo vivificando la terra morta? Essi risponderanno: Dio. Dì: Sia lode a Dio! Ma i più di essi nulla comprendono (Al-’Ankabut, Sura del ragno 29:61-63)V. Per tutti questi doni e altri, gli esseri umani devono sempre essere sinceramente grati: Dio che ha creato i cieli e la terra, e fa scendere l’acqua dal cielo, e con essa produce frutti e cibo per voi, e ha messo al vostro servizio le navi che corrono sul mare al Suo comando, e ha messo al vostro servizio i fiumi, / E vi ha soggiogato il sole e la luna costanti nel loro corso e vi ha soggiogato la notte e il giorno. / E vi ha dato tutto di quel che gli avete chiesto, che se voleste contare le grazie di Dio non riuscireste a numerarle. Ma l’uomo è in verità un peccatore, un ingrato (Ibrahim, Sura di Ibrahim 14:32-34)VI. Infatti, la Fatihah - che è la sura più importante del Sacro CoranoVII - inizia con la lode a Dio: Nel Nome di Dio, il Clemente, il Misericordioso / Sia lode a Dio, il Signore dei mondi / il Clemente, il Misericordioso / Re del Giorno del Giudizio / Te noi adoriamo, Te noi invochiamo in soccorso / Guidaci sulla retta via / La via di coloro sui quali è la Tua Grazia, non di coloro sui quali ricade la Tua collera, né di coloro che errano (Al-Fatihah, Sura aprente 1:1-7). La Fatihah, recitata almeno diciassette volte al giorno dai musulmani nelle preghiere canoniche, ci ricorda della lode e della gratitudine dovute a Dio per i Suoi Attributi di Infinita Bontà e Misericordia, non semplicemente per la sua Clemenza e Misericordia verso di noi in questa vita ma in definitiva, nel Giorno del GiudizioVIII quando esse contano molto di più e quando speriamo siano perdonati i nostri peccati. Essa finisce con richieste di grazia e di guida, così che noi possiamo realizzare – tramite ciò che inizia con la lode e la gratitudine – la salvezza e l’amore, perché Dio dice nel Sacro Corano: E allora a coloro che credono e operano il bene, l’Infinitamente Buono concederà loro l’amore (Maryam, Sura di Maria 19:96). Le parole: Egli ha potere su tutte le cose, ricorda ai musulmani che essi devono essere consapevoli dell’Onnipotenza di Dio e temere DioIX. Dio dice nel Sacro Corano: ...E temete Dio, e sappiate che Dio è con chi Lo teme. / E date i vostri beni per la causa di Dio, e non gettatevi in perdizioni con le stesse vostre mani, ma fate del bene. In verità Dio ama i virtuosi. /... (Al-Baqarah, Sura della vacca 2:194-5). E temete Dio, e sappiate che Dio è severo nella punizione (Al-Baqarah, Sura della vacca 2:196). Tramite il timore di Dio, le azioni e le forze dei musulmani devono essere completamente votate a Dio. Dio dice nel Sacro Corano: …E sappiate che Dio è con quelli che lo temono (Al-Tawbah, Sura della conversione 9:36). O voi che credete! Che avete che quando vi si dice: lanciatevi in battaglia sulla via di Dio, rimanete attaccati alla terra. Preferite forse la vita di questo mondo piuttosto che quella dell’altro mondo? Il godimento della vita di questo mondo è poca cosa in confronto all’altro mondo. / Se non vi lancerete in battaglia, Egli vi castigherà di un castigo crudele, e sceglierà al vostro posto un altro popolo. E voi non gli farete alcun danno. E Dio è capace di ogni cosa (Al-Tawbah, Sura della conversione 9:38-39). Le parole: Suo è il regno, Sua è la lode ed Egli è Potente su tutte le cose, nel loro insieme, ricordano ai musulmani che come ogni cosa nella creazione glorifica Dio, ogni cosa nelle loro anime deve essere devota a Dio: Tutto quanto è nei cieli e tutto quanto è sulla terra glorifica Dio; Suo è il Regno e Sua è la lode ed Egli è Potente su tutte le cose (Al-Taghabun, Sura del reciproco inganno 64:1). Infatti, tutto ciò che è nelle anime delle persone è conosciuto da Dio e nei Suoi confronti ne sono responsabili: Egli conosce ciò che è nei cieli e ciò che è sulla terra e quello che celate e quello che palesate. E Dio conosce ciò che è nei petti degli uomini (Al-Taghabun, Sura del reciproco inganno 64:4). Come possiamo vedere da tutti i versetti riportati sopra, le anime sono rappresentate nel Sacro Corano come dotate di tre principali facoltà: la mente o l’intelligenza, che è destinata per comprendere la verità; il volere che è destinato al libero arbitrio; e il sentimento che è fatto per amare il buono e il belloX. In altri termini, potremmo dire che l’anima dell’uomo conosce, tramite la comprensione, la verità, tramite la volontà, il bene e, tramite le emozioni virtuose e il sentimento, l’amore per Dio. Proseguendo nella stessa sura del Sacro Corano (che è quella riportata sopra), Dio ordina alle persone di temerLo il più possibile e ascoltare (e così comprendere il vero); di obbedire (e così di volere il bene) e di dare (e così di esercitare l’amore e la virtù), che, Egli dice, è la cosa migliore per le nostre anime. Ingaggiando ogni elemento che costituisce le nostre anime – le facoltà di conoscenza, volontà e amore – possiamo arrivare a essere purificati e raggiungere l’ultimo successo: Così temete Dio quanto potete e ascoltate e obbedite e donate; questo è la cosa migliore per le vostre anime. E quelli che si guarderanno dall’avarizia delle loro anime, saranno quelli che avranno successo (Al-Taghabun, Sura del reciproco inganno 64:16). Ricapitolando quindi, quando l’intera frase L’Unico, senza associati, Suo è il Regno, Sua è la lode ed Egli ha potere su tutte le cose, è aggiunta alla testimonianza di fede – Non c’è dio se non Iddio – ricorda ai musulmani che i loro cuori, le loro anime individuali e tutte le facoltà e capacità delle loro anime (o semplicemente anime e corpi indivisi) devono essere completamente attaccati a Dio. Così dice Dio al Profeta Muhammad (su di lui la Pace e la Benedizione Divina) nel Sacro Corano: Di’: in verità la mia adorazione, il mio sacrificio, la mia vita e la mia morte appartengono a Dio, Signore dei Mondi. / Che non ha associati. Questo è l’ordine che ho ricevuto ed io sono il primo tra coloro che si sottomettono./ Dì: dovrei cercare altri che Dio per Signore, quando Lui è il Signore di tutte le cose? Ogni anima non si guadagna il male che per se stessa, e nessuno già carico di un peso porterà i pesi degli altri... (Al-An’am, Sura delle greggi 6:162-164). Questi versetti riassumono la totale e completa devozione a Dio del Profeta Muhammad (su di lui la Pace e la Benedizione Divina). Così nel Sacro Corano Dio ordina ai musulmani che veramente amano Dio di seguire questo esempioXI, al fine di essere amatiXII da Dio: Di’, (O Muhammad, al genere umano): Se amate Dio seguite me; Dio vi amerà e perdonerà i vostri peccati perché Dio è Perdonatore e Misericordioso (Aal ”Imran, Sura della famiglia di ”Imran 3:31) L’amore di Dio nell’Islam fa quindi parte della devozione completa e totale a Dio; non è un mero sentimento, un’emozione parziale. Come visto sopra, Dio comanda nel Sacro Corano: Di’: in verità la mia adorazione, il mio sacrificio, la mia vita e la mia morte appartengono a Dio, Signore dei Mondi. / Che non ha associati. Il richiamo ad essere completamente devoti a Dio anima e corpo, lungi dall’essere un richiamo ad una mera emozione o stato d’animo, è infatti un’ingiunzione che richiede un totale, costante e attivo amore di Dio. Si tratta di un amore a cui il cuore spirituale più intimo e l’intera anima – con la sua intelligenza, volontà e sentimento – partecipano attraverso la devozione. *** Nessuno ha portato niente di meglio Abbiamo visto come la frase benedetta: Non c’è dio se non Iddio, L’Unico, senza associati, Suo è il Regno, Sua è la lode ed Egli è Potente su tutte le cose – che è la cosa migliore, che tutti i Profeti hanno detto – rende esplicito ciò che era implicito nella migliore invocazione (Non c’è Dio se non Iddio) mostrando cosa essa richiede e comporta, attraverso la devozione. Resta da dire che questa formula benedetta è in sè anche una invocazione sacra – una specie di estensione della prima testimonianza di fede (Non c’è Dio se non Iddio) – la cui ripetizione rituale può suscitare, tramite la grazia di Dio, alcune delle attitudini devozionali che essa richiede, cioè, amare ed essere devoti a Dio con tutto il proprio cuore, tutta la propria anima, tutta la propria mente, tutta la propria volontà o forza e tutti i propri sentimenti. Da qui il Profeta Muhammad (su di lui la Pace e la Benedizione Divina) ordinò questa invocazione dicendo: Coloro che ripetono cento volte al giorno: ”Non c’è dio se non Iddio, L’Unico, senza associati, Suo è il Regno, Sua è la lode ed Egli è Potente su tutte le cose”, questo per loro equivale alla liberazione di dieci schiavi e cento buone azioni gli vengono ascritte e cento cattive azioni gli vengono cancellate e per quel giorno è una protezione dal diavolo fino alla sera. E nessuno offre niente di meglio di questo, salvo chi fa di più.XIII In altre parole l’invocazione benedetta, Non c’è dio se non Iddio, L’Unico, senza associati, Sua è il Regno, Sua è la lode ed Egli è Potente su tutte le cose, non solo richiede ed implica che i musulmani debbano essere completamente devoti a Dio ed amarLo con l’intero cuore, l’intera anima e tutto ciò che è in essi contenuto. Questa invocazione permette loro, come il suo inizio (la testimonianza di fede) – tramite la sua ripetizione frequenteXIV – di realizzare questo amore con tutto il loro essere. Dio dice in una delle primissime rivelazioni del Sacro Corano: Così invoca il Nome del tuo Signore e votati a lui completamente (Al-Muzzammil, Sura dell’avvolto nel manto 73:8). L’AMORE DI DIO COME PRIMO E PI GRANDE COMANDAMENTO NELLA BIBBIA Lo Shema nel Libro del Deuteronomio (6:4-5), una parte centrale dell’Antico testamento e della liturgia ebraica, dice: Ascolta, o Israele: il Signore è il Dio nostro, il Signore è Uno! / Amerai dunque il Signore Dio tuo con tutto il cuore, con tutta l’anima e con tutte le tue forze. XV Allo stesso modo, risponde il Cristo, il Messia (su di lui la Pace) nel Nuovo testamento, quando gli viene domandato a proposito del Comandamento più grande: Allora i farisei, udito che egli aveva chiusa la bocca ai sadducei, si riunirono insieme / e uno di loro, dottore della legge, lo interrogò per metterlo alla prova: / ”Maestro, qual è il più grande comandamento della legge?” / Gesù gli rispose: – ”Amerai il signore Dio tuo con tutto il tuo cuore, con tutta l’anima tua e con tutta la tua mente’ / questo è il massimo e primo comandamento. / Il secondo poi è simile a questo: ”amerai il prossimo tuo come te stesso!’ / Da questi due comandamenti dipende tutta la Legge e i Profeti” (Matteo 22:34-40). E anche: Allora si accostò uno degli scribi che li aveva uditi discutere, e, visto come aveva loro ben risposto, gli domandò: ”Qual è il primo di tutti i comandamenti?” / Gesù rispose: ”Il primo è: ”Ascolta, o Israele: il Signore è il nostro Dio, il Signore è Uno! / Amerai dunque il Signore Dio tuo con tutto il tuo cuore, con tutta la tua anima e con tutte le tue forze’. Questo è il primo comandamento. / E il secondo è questo: ”Tu amerai il tuo prossimo come te stesso’. Non c’è altro comandamento più importante di questi” (Marco 12:28-31). Il comandamento di amare Dio completamente è così il Primo e Più Grande Comandamento della Bibbia. Infatti può essere trovato in numerosi altri passi in tutta la Bibbia come: Deuteronomio 4:29, 10:12, 11:13 (che fa anche parte dello Shema), 13:3, 26:16, 30:2, 30:6, 30:10; Giosuè 22:5; Marco 12:32-33 e Luca 10:27-28. Tuttavia, in tutti questi passi della Bibbia, esso si presenta in forme e versioni leggermente differenti. Per esempio, in Matteo 22:37 (Amerai il Signore Dio tuo con tutto il tuo cuore, con tutta la tua anima e con tutta la tua mente), la parola greca per ”cuore” è kardia, la parola per ”anima” è psyche, e la parola per ”mente” è dianoia. Nella versione di Marco 12:30 (e tu amerai il Signore Dio tuo con tutto il tuo cuore, con tutta la tua anima, con tutta la tua mente, e con tutte le tue forze) la parola ”forza” è aggiunta alle tre suddette, che traduce la parola greca ischus. Le parole di un dottore della legge in Luca 10:27 (che sono confermate da Gesù Cristo [su di lui la Pace] in Luca 10:28) contengono i medesimi quattro termini come Marco 12:30. Le parole dello scriba in Marco 12:32 (che sono approvate da Gesù Cristo [su di lui la Pace] in Marco 12:34) contengono gli stessi tre termini kardia (’cuore”), dianoia (’mente”), e ischus (’forza”). Nello Shema del Deuteronomio 6:4-5 (Ascolta, O Israele: Il Signore è il nostro Dio, il Signore è Uno. Amerai dunque il Signore, Iddio tuo, con tutto il cuore, con tutta l’anima e con tutte le tue forze). In ebraico la parola per ”cuore” è lev,