Corriere della Sera 16/10/2007, 16 ottobre 2007
ROMA – Non c’è pace per la memoria di Carmelo Bene. Dopo la travagliata vicenda legata alla sua eredità, comincia oggi il processo contro Luisa Viglietti, ultima compagna prima della scomparsa dell’artista, avvenuta il 16 marzo 2002
ROMA – Non c’è pace per la memoria di Carmelo Bene. Dopo la travagliata vicenda legata alla sua eredità, comincia oggi il processo contro Luisa Viglietti, ultima compagna prima della scomparsa dell’artista, avvenuta il 16 marzo 2002. La costumista napoletana è accusata dal pm Fabio Santoni di furto aggravato per la sparizione di una trentina di quadri di valore dall’abitazione di Bene in via Aventina, nel rione romano di San Saba, pochi giorni prima della sua morte. In quel periodo l’attore era gravemente malato e non poteva alzarsi dal letto. A denunciare la sparizione di tre De Chirico («I Cavalli», «Le Pesche» e «Il sole in una stanza»), un Dalì e un Kandinskij (siglato con una «K» e attribuito al pittore russo), oltre ad altre opere d’arte di ingente valore, è stata la seconda moglie di Bene, l’ex miss Italia ’83, Raffaella Baracchi, che dall’attore ha avuto una figlia Salomè, oggi quindicenne. Nel 2002, tre giorni dopo la morte del marito, dal quale non ha mai divorziato, la Baracchi riuscì con la sua denuncia a far sequestrare metà dell’abitazione dell’attore, lasciata in eredità alla figlia con la metà delle quote della società «Nostra Signora».