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 2007  ottobre 14 Domenica calendario

GRAZIANO FABBRI

Sindaco Comune Di Marradi
Abbiamo avuto un anticipo in contanti per 25 mila euro, appena fatto questo contratto, poi dopo...
STEFANIA RIMINI
Quindi voi avete chiuso e subito la Bnl vi ha dato 25 mila euro?
Sindaco Comune Di Marradi
Si, esatto.
STEFANIA RIMINI
Fatto comodo questi 25 mila euro?
Sindaco Comune Di Marradi
Ah, si. Io quest’ anno sto attivando una forma di asilo nido che costa 31 mila euro, perciò 25 mila euro nel nostro Comune risolvono qualche problemino.
STEFANIA RIMINI
...Fanno la differenza...
Sindaco Comune Di Marradi
Si, fanno la differenza!
STEFANIA RIMINI FUORI CAMPO
La Bnl ha anche pagato i 9.700 euro per chiudere il vecchio contratto Unicredit. Quindi un ottimo affare perché il Comune non ha speso niente e forse ci guadagnerà pure.
Sindaco Comune Di Marradi
E ci hanno garantito per i successivi 2 anni...
STEFANIA RIMINI
Che ci avreste guadagnato?
Sindaco Comune Di Marradi
Che avremmo guadagnato e ci hanno garantito già la cifra, circa 17 mila euro il primo anno e il secondo anno 15 mila e 700.
STEFANIA RIMINI
Comunque andassero le cose?
Sindaco Comune Di Marradi
Comunque andassero le cose.
STEFANIA RIMINI
E poi dopo?
Sindaco Comune Di Marradi
Dopodiché si stava a quello che era il mercato.
STEFANIA RIMINI
Quindi vuol dire che se comincia a cambiare il vento e vi trovate a dover pagare?
Sindaco Comune Di Marradi
Può anche darsi.
STEFANIA RIMINI
E quanto?
Sindaco Comune Di Marradi
Questo non glielo so dire.
STEFANIA RIMINI FUORI CAMPO
Glielo possiamo dire noi che abbiamo fatto ”prezzare” il contratto con la Bnl e viene fuori che il Comune di Marradi rischia di sborsare fino a 430 mila euro.
In sostanza con la Bnl il Comune è entrato in un’operazione ancora più rischiosa di quella che aveva con Unicredit
STEFANIA RIMINI
Cioè il valore del vostro contratto, se è positivo o negativo, cioè se ci state perdendo o se state guadagnando in questo momento lei non lo sa?
Sindaco Comune Di Marradi
Non glielo so dire.
STEFANIA RIMINI FUORI CAMPO
Glielo possiamo dire noi, il valore di mercato è negativo, cioè sono sotto di 191 mila euro e al 31 del 12 non dovranno nemmeno scriverlo nel bilancio, così chi viene dopo non ha idea di quanti debiti ha questo comune.
STEFANIA RIMINI
Diceva comunque che lei è un po’ preoccupato?
Sindaco Comune Di Marradi
Sì, si, sono preoccupato perché queste formule, poi adesso io non sono un esperto, però queste formule hanno sempre alcuni rischi e credo che non sia mai bene rischiare in modo particolare quando si gestisce i soldi dei contribuenti.
STEFANIA RIMINI
E allora perché l’avete fatto?
Sindaco Comune Di Marradi
L’abbiamo fatto perché non c’erano altre soluzioni in questo tempo. Altre soluzioni reali in un Comune come il mio, spesso e volentieri si fanno a fatica, ma se trovo un’altra strada queste formule sicuramente non le userei, se fosse possibile.
FRANCESCO BOCCIA- Capo Dipartimento Economico Palazzo Chigi
Appare quasi circonvenzione di incapace...diventa un po’ più facile se il terreno...
STEFANIA RIMINI
E’ fertile...
FRANCESCO BOCCIA- Capo Dipartimento Economico Palazzo Chigi
E’ condizionato dal bisogno, diventa un po’ più facile vendere dei prodotti che poi...
STEFANIA RIMINI
Non sono proprio un buon affare?
FRANCESCO BOCCIA- Capo Dipartimento Economico Palazzo Chigi
Esatto! O meglio lo sono per chi li vende.
STEFANIA RIMINI
Lei sa quanto avete pagato? Avete sostenuto un costo per fare queste operazioni?
GRAZIANO FABBRI - Sindaco Comune Di Marradi
No, a me risulta di no. Mi hanno detto che non c’aveva nessun costo per il Comune di Marradi tutta l’operazione.
STEFANIA RIMINI
Sia la prima che la seconda?
Sindaco Comune Di Marradi
Sia la prima che la seconda!
STEFANIA RIMINI FUORI CAMPO
Invece i nostri consulenti hanno stimato un costo implicito di quasi 62mila euro. Il Comune potrebbe correre domani mattina a vedere se può farseli restituire, invece gli enti locali son sempre tutti convinti che fare il derivato non costa niente.
PIETRO MARCOLINI- Assessore Bilancio Regione Marche
No, noi abbiamo pagato all’interno dell’operazione, ci stanno i costi legali i costi giuridici, ma che vengono incorporati nelle rate che semestralmente paghiamo. Non c’è una separazione, non c’è... un costo della sottoscrizione separato dalle rate.
STEFANIA RIMINI
Avete pagato un costo?
TIZIANO GASPERONI- Sindaco Comune Di Gatteo
No, credo, se non ricordo bene ma l’operazione credo sia stata a costo zero.
STEFANIA RIMINI
E’ vero che gli enti quando fanno questi swap lo fanno a costo zero?
MATTEO CARRADORI- Consulente Finanziario Indipendente
No, assolutamente! Un’operazione non è mai a costo zero se no nessun intermediario avrebbe interesse nel venderlo perché vorrebbe dire che non guadagna niente dall’operazione.
STEFANIA RIMINI
E allora come mai che loro sono sempre convinti che l’hanno fatta a costo zero?
MATTEO CARRADORI- Consulente Finanziario Indipendente
Perché l’entità della commissione non figura esplicitamente in nessuna parte del contratto.
STEFANIA RIMINI
Perché?
MATTEO CARRADORI- Consulente Finanziario Indipendente
Perché la banca vende un prodotto ad un valore che non è quello suo di mercato. Il prodotto già inizialmente incorporava una perdita di quella entità che chiaramente è stata trattenuta dalla banca.
STEFANIA RIMINI FUORI CAMPO
E’ difficile capire il concetto ma la chiave dell’affare è qua: la banca ti vende un contratto che è già in perdita, ma tu non lo sai. Il tuo contratto in quel momento vale meno 10 e quindi siccome bisogna partire zero a zero, la banca ti dovrebbe dare 10. Siccome tu non lo puoi sapere, la banca invece di 10 te ne da’ 7 o 5 o magari non ti da’ niente del tutto e quindi i tuoi 10 ce li rimetti per intero al momento della sottoscrizione, cioè diventano un costo implicito.
E’ proprio quello che è successo al Comune di Gatteo.
STEFANIA RIMINI
Cioè quindi quanto è costato?
TIZIANO GASPERONI- Sindaco Comune Di Gatteo
Non credo più di mille euro.
STEFANIA RIMINI FUORI CAMPO
Giriamo la domanda all’Unicredit.
STEFANIA RIMINI
Gli enti locali sono convinti quando glielo chiedi che fare il derivato non costa niente, è vero?
GIANNI CORIANI- Direttore Generale Unicredit Banca d’Impresa
Non ho mai avuto di queste affermazioni da parte degli enti locali.
Ci sono i costi di intermediazione che sono rappresentati da quello 0,20-0,40 che dipende dalla tipologia del contratto, dalla durata e dal profilo di rischio del cliente.
STEFANIA RIMINI
0,20-0,40 sul nozionale?
GIANNI CORIANI- Direttore Generale Unicredit Banca d’Impresa
Sul nozionale.
STEFANIA RIMINI
Quello e basta è il costo del derivato?
GIANNI CORIANI- Direttore Generale Unicredit Banca d’Impresa
Assolutamente sì.
STEFANIA RIMINI
Costi impliciti non ce ne sono?
GIANNI CORIANI- Direttore Generale Unicredit Banca d’Impresa
No.
STEFANIA RIMINI FUORI CAMPO
Non esistono costi impliciti secondo la banca. Invece noi abbiamo fatto smontare il contratto del comune di Gatteo ed è stato stimato un costo implicito di 94mila euro, che sono i soldi che l’Unicredit dovrebbe anticipare al Comune e non glieli ha dati.
Ma il Comune come al solito non lo sa. Però sono stati fortunati perché l’operazione è andata bene e oggi sono in attivo di 27 mila euro.
TIZIANO GASPERONI - Sindaco Comune di Gatteo
I Comuni ricorrono a questi strumenti perché non abbiamo tante altre strade, siccome dal 2000 in poi la politica dei governi che si sono succeduti è stata sempre quella di bloccare la spesa corrente, ci faceva comodo anche avere qualcosa in meno da spendere.
STEFANIA RIMINI FUORI CAMPO
Il rischio però è di spostare i buchi in là nel tempo..
BRUNO INZITARI- Avvocato
Qualora il tasso aumenti più di una certa percentuale o diminuisca oltre una certa percentuale quella assicurazione non vale, cioè non c’è copertura. Quindi è come se noi immaginassimo una copertura non a tutto tondo, ma in una sorta di corridoio molto stretto dove purtroppo ai lati galleggiano degli iceberg molto pericolosi.
STEFANIA RIMINI FUORI CAMPO
Ma ci sarà qualcuno che sa di giocare con i soldi dei contribuenti e prima di scommetterli e rischiare il naufragio, si consulta con chi ne capisce di più?
C’è per esempio la provincia di Treviso, che ha trasformato la ragioneria in una task force.
NOEMI ZANETTE- Assessore Bilancio Provincia Di Treviso
Noi tutte le mattine quotidianamente l’ufficio ragioneria, le persone come dire formate per il settore relativo ai mercati finanziari, controlla sia l’andamento dei mercati finanziari nonché le nostre operazioni.
STEFANIA RIMINI FUORI CAMPO
C’è chi fa un consorzio con una centrale d’acquisto specializzata, come 12 Comuni e 8 Province dell’Emilia Romagna.
FRANCO FERRETTI- Vicesindaco Comune di Reggio Emilia
Attraverso questo consorzio, con altre amministrazioni comunali e provinciali dell’Emilia Romagna.
STEFANIA RIMINI
Quanto avete pagato?
FRANCO FERRETTI- Vicesindaco Comune di Reggio Emilia
Ci ha portato ad un vantaggio positivo, nel senso che oggi il costo dell’indebitamento è passato dal 4,9 al 3,7%.
STEFANIA RIMINI
Meno scrupolosi al comune di Torino che firmano un contratto esplosivo. Lo aveva firmato lei?
GIANGUIDO PASSONI- Assessore Bilancio Comune Di Torino
No. Io sono in carica da 12 mesi.
STEFANIA RIMINI
Chi l’aveva fatta?
GIANGUIDO PASSONI- Assessore Bilancio Comune Di Torino
Il mio predecessore.
STEFANIA RIMINI
Che si chiama?
GIANGUIDO PASSONI- Assessore Bilancio Comune Di Torino
Paolo Peveraro.
STEFANIA RIMINI FUORI CAMPO
Dopo aver siglato un contratto che ha fatto perdere al Comune 5 milioni di euro, l’assessore Peveraro è stato promosso assessore al bilancio della Regione Piemonte. E con la presidente Bresso hanno sottoscritto 3 derivati con le banche Merril Lynch, Opi e Dexia. Ma con noi non ne vuol parlare. Quindi per capire quanto ci hanno lucrato le banche ci siamo fatti fare un pricing cioè una valutazione alla sottoscrizione, e il risultato è molto interessante.
STEFANIA RIMINI
Ogni banca ha fatto quanto?
MATTEO CARRADORI- Consulente Finanziario Indipendente
Ogni banca ha fatto circa 17...17,5 milioni di euro.
STEFANIA RIMINI
Per cui moltiplicato per 3 la Regione Piemonte in totale quanto ha speso?
MATTEO CARRADORI- Consulente Finanziario Indipendente
52 milioni di euro circa.
STEFANIA RIMINI
Impliciti, commissione non dichiarata quindi?
MATTEO CARRADORI- Consulente Finanziario Indipendente
Impliciti, commissione non dichiarata.
STEFANIA RIMINI FUORI CAMPO
Il profitto atteso secondo un’ulteriore consulenza si aggira per Merril Lynch intorno ai 20 milioni di euro, che aggiunti a quelli di Opi e Dexia porta il conto a sfiorare i 60 milioni. Adesso si capisce perché gli Enti territoriali italiani visti da Londra sono diventati la gallina dalle uova d’oro.
MILENA GABANELLI IN STUDIO
Se le banche si aspettano di portare a casa sui 60 milioni di euro, vuol dire che qualcun altro ce li rimette, nello specifico la regione Piemonte, cioè dei contribuenti. Sarebbe stato opportuno mettere a confronto diverse banche per vedere chi praticava l’offerta migliore, magli enti che sono obbligati a fare le gare quando devono comprare le matite alle scuole, non lo sono quando ci sono in ballo milioni di euro. Però la regione potrebbe quanto meno verificare l’esattezza della stima e attivarsi per recuperarli. Perché un milione oggi, un milione domani c’è poi il rischio di fare la fine di Taranto che è fallito. E poi i soldi dell’Ici bisogna darli alle banche. Le stesse banche che hanno prestato soldi a Taranto poi gli hanno fatto fare i derivati, anche se il Comune di Taranto, era già da almeno dieci anni alla canna del gas.
GAETANO CARROZZO- Vicesindaco Comune Di Taranto
In modo particolare il Comune di Taranto alla ricerca disperata di soldi per finanziare le opere pubbliche già cominciate in questa debolezza le banche si sono infilate.
STEFANIA RIMINI FUORI CAMPO
Le operazioni in derivati il comune di Taranto le aveva fatte con BNL. Abbiamo fatto prezzare i contratti e si è scoperto che erano finanziamenti camuffati da derivati con cui il Comune riceveva un prestito iniziale, che però era sempre meno di quello che avrebbe dovuto ricevere, e in questo modo la Bnl si incamerava su ogni operazione una forte commissione.
MATTEO CARRADORI- Consulente Finanziario Indipendente
Abbiamo visto, nei casi esaminati, commissioni che vanno dai 5 agli 8 milioni di euro.
STEFANIA RIMINI
Ogni volta?
MATTEO CARRADORI- Consulente Finanziario Indipendente
Ogni volta!
STEFANIA RIMINI
In realtà il comune di Taranto avrebbe dovuto ricevere un anticipo molto piu’ alto dalla banca?
MATTEO CARRADORI- Consulente Finanziario Indipendente
Si, la somma dei due valori, ovvero circa 12,5 milioni di euro, invece ne riceve solo 7. Il resto è la commissione che la banca trattiene implicitamente.
STEFANIA RIMINI
E questo giochino si è ripetuto diverse volte?
MATTEO CARRADORI- Consulente Finanziario Indipendente
Questa cosa si è ripetuta diverse volte perché...
STEFANIA RIMINI
Alla fine quanto si è trattenuta la banca?
MATTEO CARRADORI- Consulente Finanziario Indipendente
Circa 21 milioni euro.
STEFANIA RIMINI FUORI CAMPO
Inoltre risulta che il Comune di Taranto si esponeva al rischio di rialzo dei tassi di interesse senza poter beneficiare del loro ribasso.
STEFANIA RIMINI
Quindi che senso ha questo contratto? E’ un’assicurazione di che tipo?
MATTEO CARRADORI- Consulente Finanziario Indipendente
Non ha assolutamente senso. Il Comune può non sapere cosa sta facendo ed essere magari solo allettato dal fatto di incassare un upfront.
STEFANIA RIMINI
Un anticipo?
MATTEO CARRADORI- Consulente Finanziario Indipendente
Si, ma la banca sa cosa sta facendo o no?
STEFANIA RIMINI
Lo sa?
MATTEO CARRADORI- Consulente Finanziario Indipendente
Eh, è un operatore qualificato per definizione.
STEFANIA RIMINI FUORI CAMPO
Oltre tutto questi soldi che dovevano servire a finanziare opere pubbliche, sono pure spariti.
STEFANIA RIMINI
Di questi 12 milioni quindi non c’è traccia in pratica, non si sa che fine hanno fatto?
GAETANO CARROZZO- Vicesindaco Comune Di Taranto
Sostanzialmente no.
STEFANIA RIMINI FUORI CAMPO
Il comune è fallito e la banca incassa, e i dipendenti possono rimanere senza stipendio.
FRANCESCO BOCCIA- Capo Dipartimento Economico Palazzo Chigi
Troppo semplice avere una garanzia che addirittura consente di avere la precedenza anche rispetto agli stipendi che l’ente deve pagare.
STEFANIA RIMINI FUORI CAMPO
Dopo il caso Taranto, il Tesoro ha messo dei paletti per cui le banche prima di stipulare contratti derivati devono accertarsi della solvibilità dell’ente in questione, poiché in caso di fallimento non incasseranno più per prime, ma in coda insieme agli altri. Le rate delle obbligazioni invece bisogna pagarle nei tempi stabiliti e quindi il comune di Taranto, che ora non ha neanche i soldi per riparare i cornicioni, dovrà tirar fuori di tasca sua 275 milioni.
GAETANO CARROZZO- Vicesindaco Comune Di Taranto
Detto in soldoni, questo Comune si fa carico dell’interesse nazionale che è appunto quello di onorare i debiti anche per quanto riguarda l’emissione di titoli per conto di enti locali, ma al tempo stesso rivendica il diritto alla vita perché noi da questa operazione usciremo con una città morta.
FRANCESCO BOCCIA- Capo Dipartimento Economico Palazzo Chigi
Quello che è successo a Taranto rischia di succedere ogni giorno in tanti comuni del Mezzogiorno.
STEFANIA RIMINI FUORI CAMPO
Per esempio al Comune di Napoli, che è già fallito una volta nel 1993 e oggi tra multe mai pagate e tasse mai incassate si trova con un buco da 1 miliardo di euro. Ma per pagare i debiti che operazioni avranno messo in piedi? Di quelle che rifilano il debito ai posteri?
STEFANIA RIMINI
Le rate sono sempre quelle oppure le rate piu’ pesanti si spostano in avanti?
ENRICO CARDILLO- Assessore Risorse Strategiche Comune Di Napoli
No, no, no. Perché non bisogna perseguire una strada sbagliata che sarebbe un po’ un investimento al buio e di prendersi tutti i benefici oggi spalmando tutto verso il futuro e quindi sarebbe molto avventato consegnare tutto ciò diciamo alle future generazioni.
STEFANIA RIMINI
Voi non l’avete fatto?
ENRICO CARDILLO- Assessore Risorse Strategiche Comune Di Napoli
Non lo facciamo, noi abbiamo fatto sempre spalmature graduali diciamo che mantengono inalterata la filosofia delle operazioni che abbiamo messo in campo.
STEFANIA RIMINI FUORI CAMPO
Il Comune ci ha fornito i contratti e peccato che smontandoli esce fuori tutto il contrario di quello che dicevano loro.
MATTEO CARRADORI- Consulente Finanziario Indipendente
Il Comune ha degli incassi per i primi anni del contratto che vanno dal 2004 al 2011, progressivamente questi incassi diventano meno consistenti, poi c’è uno stacco e dal 2011 fino alla fine del contratto che è nel 2024 il contratto stesso produce delle forti perdite per il comune.
STEFANIA RIMINI FUORI CAMPO
Dopo il 2011 il Comune dovrà sborsare circa 100 milioni, ma nei primi 8 anni incasserà e basta, per un totale che va da 52 a 59 milioni a seconda delle stime.
Questo in effetti lo aveva detto anche l’assessore.
ENRICO CARDILLO- Assessore Risorse Strategiche Comune Di Napoli
Noi ci aspettiamo appunto flussi positivi nelle nostre stime almeno fino al 2010. Questo era nelle nostre previsioni e nelle nostre stime...
STEFANIA RIMINI
Ma ve le aspettate per come sono strutturati i contratti?
ENRICO CARDILLO- Assessore Risorse Strategiche Comune Di Napoli
Quando abbiamo strutturato i contratti queste erano le nostre attese.
STEFANIA RIMINI FUORI CAMPO
Allora l’hanno fatto apposta! Hanno fatto un contratto che permette al comune di Rosa Russo Iervolino di incassare, mentre il suo successore si troverà strangolato senza saperlo.
STEFANIA RIMINI
Quindi chi arriva a gestire il Comune di Napoli dopo il 2011 si troverà a dover pagare?
MATTEO CARRADORI- Consulente Finanziario Indipendente
Sì, si troverà ad avere dei pagamenti...
STEFANIA RIMINI
Di quanto?
MATTEO CARRADORI- Consulente Finanziario Indipendente
Complessivamente per 100 milioni di euro.
STEFANIA RIMINI FUORI CAMPO
Intanto però questa giunta può vantarsi dei risparmi.
Sono quelli che arriveranno dopo che non potranno fare un gran che perché gli swap sono serviti ad avere meno interessi da pagare nell’immediato mentre il debito è stato spostato avanti negli anni. E la chiamano ”gestione attiva del debito”.
ENRICO CARDILLO- Assessore Risorse Strategiche Comune Di Napoli
E’ sapere anche montare e smontare le operazioni facendo operazioni utili e vantaggiose per il Comune.ì
STEFANIA RIMINI
E questo non significa però spostare solo il debito in avanti.
ENRICO CARDILLO- Assessore Risorse Strategiche Comune Di Napoli
Assolutamente.
STEFANIA RIMINI
Assolutamente si o assolutamente no?
ENRICO CARDILLO- Assessore Risorse Strategiche Comune Di Napoli
No non lo stiamo spostando.
STEFANIA RIMINI
In avanti...
ENRICO CARDILLO- Assessore Risorse Strategiche Comune Di Napoli
Assolutamente.
STEFANIA RIMINI FUORI CAMPO
Assolutamente si: l’operazione che rifilava ai posteri esborsi per 100 milioni di euro è stata ristrutturata. Prezzandola salta fuori che se prima incassavano 59, adesso incasseranno 70 milioni per i primi 5 anni e mezzo, mentre i loro successori che con il contratto precedente avrebbero dovuto pagare 100, adesso dovranno tirare fuori la modica cifra di 204 milioni di euro fino al 2035.
E quanto è costato questo debito ad orologeria per le giunte future?
ENRICO CARDILLO- Assessore Risorse Strategiche Comune Di Napoli
Dunque, vediamo un poco, intanto voglio dire, diamo un po’ di riferimenti piu’ che di numeri.
STEFANIA RIMINI
Ma in valore assoluto quanto ha speso il Comune di Napoli per fare l’operazione?
ENRICO CARDILLO- Assessore Risorse Strategiche Comune Di Napoli
Questo ovviamente diciamo, noi non spendiamo niente, voglio dire non è che noi spendiamo per fare l’operazione coi derivati.
STEFANIA RIMINI
Cioè costi impliciti non ce ne sono?
ENRICO CARDILLO- Assessore Risorse Strategiche Comune Di Napoli
No, no assolutamente.
STEFANIA RIMINI FUORI CAMPO
Certo esplicitamente loro non hanno sostenuto nessun costo, ma facendo stimare l’operazione del 2004 viene fuori che le banche hanno ottenuto un profitto di 6 milioni e mezzo. L’anno dopo hanno ”rimodulato” lo swap cambiando un po’ le condizioni e ancora una volta il Comune dice che non è costato niente.
STEFANIA RIMINI
Però lei dice queste rimodulazioni per il comune sono a costo zero.
ENRICO CARDILLO- Assessore Risorse Strategiche Comune Di Napoli
Si, nel senso che noi non paghiamo un costo per rimodulare l’operazione.
STEFANIA RIMINI
Cioè però la banca ogni volta che rimodula lo fa per beneficenza.
ENRICO CARDILLO- Assessore Risorse Strategiche Comune Di Napoli
La Banca, fa ovviamente,dal suo punto di vista, secondo me facendo bene il suo mestiere, si appresta che nella rimodulazione, di essere piu’ brava nella negoziazione col comune, e nelle nuove condizioni di rimodulazione, si aspetta di realizzare piu’ profitto. Questo è normale dal loro punto di vista, ma ovviamente, io mi aspetto che con la bravura nostra e dei nostri uffici, di essere invece piu’ bravi delle banche.
STEFANIA RIMINI FUORI CAMPO
Forse sono state più brave le banche, Barclays, Opi e Deutsche Bank, perché dalla valutazione emerge un costo di 15 milioni sostenuto proprio nella rimodulazione.
MILENA GABANELLI IN STUDIO
Ma come si fa a non accorgersi di una cifra così grande? Perché il comune non conosce né il valore del contratto che chiude, né il valore del contratto che apre. Esempio: hanno chiuso un derivato stimato ”22 per aprirne un altro stimato ”37. La differenza sono 15 milioni di euro che Barclays, Deutsche Bank e Opi ti devono dare. Loro se li tengono, tu non lo sai, e quindi questa perdita non la scrivi nemmeno nel bilancio.
Su queste operazioni la Corte dei Conti se ne è accorta e scrive testualmente: ”Il fenomeno è preoccupante perché le esposizioni finanziarie possono diventare progressivamente insostenibili”. Inoltre censura lo spostamento del debito sulle gestioni future, ”destinate a farsi carico degli effetti negativi loro tramandati, e che saranno difficili da sostenere”.
Parole, belle, ma nulla di più perché nell’ultima finanziaria nulla si dice, e quindi queste operazioni continuano, sono lecite.
Abbiamo visto i comuni, che essendo pieni di debiti si attorcigliano dentro contratti che danno benefici immediati a scapito delle giunte future e a vantaggio stratosferico per le banche. Adesso passiamo alle regioni, anche loro hanno debiti ancora più consistenti di quelli dei comuni e anche loro hanno bisogno di soldi.
In un ambiente dove il pesce grande mangia quello piccolo, l’affare più succulento se lo stanno portando a casa le grandi banche d’affari internazionali.
Torniamo in Piemonte.
STEFANIA RIMINI FUORI CAMPO
Per cominciare i contratti la Regione Piemonte non li tira fuori perché ci vuole il permesso delle banche. Per la Bresso quindi non si può guardare che operazioni fa la Regione con i soldi dei cittadini, senza l’autorizzazione della banca. Com’è che in Veneto questa regola non vale?
NOEMI ZANETTE- Assessore Bilancio Provincia di Treviso
Vi ho fatto fascicolare tutti i contratti dei prestiti obbligazionari nonché tutti i contratti dei derivati che abbiamo fatto.
STEFANIA RIMINI
Posso chiedere una cosa assessore? Avete dovuto chiedere il permesso alle banche per darci quelle carte?
NOEMI ZANETTE- Assessore Bilancio Provincia di Treviso
No.
STEFANIA RIMINI
Cioè sono carte che il pubblico può vedere.
NOEMI ZANETTE- Assessore Bilancio Provincia di Treviso
Sono carte che il pubblico può vedere.
STEFANIA RIMINI FUORI CAMPO
I contratti della Regione Piemonte siamo riusciti ad averli lo stesso, ma in via ufficiosa, li abbiamo fatti prezzare e salta fuori che i flussi di cassa tendono a diventare sempre più negativi. Nei primi due anni ci saranno da pagare poco più di 3 milioni all’anno, ma nel 2034 la rata sarà di 70 milioni e mezzo.
FRANCESCO BOCCIA- Capo Dipartimento Economico Palazzo Chigi
Perché il vantaggio vero che le amministrazioni pubbliche avevano, è lo spostamento del debito fuori dal periodo amministrativo.
STEFANIA RIMINI FUORI CAMPO
La Regione Piemonte però ha fatto di più: è entrata in una scommessa sul fallimento dell’Italia, impegnandosi a pagare alle banche se l’Italia fallisce.
Questa operazione, di suo moralmente azzardata, è costata secondo le nostre stime fino a 60 milioni di euro che sono i profitti attesi da Dexia, Opi, e Merril Lynch.
A fare da intermediario i fratelli Pavesi con la Fincon. Società napoletana che fa fare derivati a mezza Italia ma dichiara fatturati di un milione e poco più. Mentre le giunte dicono di non aver mai sentito questo nome.
STEFANIA RIMINI
Ci sono state per la regione Campania società di intermediazione?
ANTONIO VALIANTE - Vicepresidente Regione Campania
Credo di si. Ci sono, ci sono state anche polemiche sui giornali.
STEFANIA RIMINI
Fa riferimento alla Fincon?
ANTONIO VALIANTE - Vicepresidente Regione Campania
Si a tutte queste cose, io non conosco le sigle. Sono rapporti che hanno le banche con questi soggetti, problemi delle banche.
STEFANIA RIMINI
Voi non avete rapporti con questo soggetti diretti?
ANTONIO VALIANTE - Vicepresidente Regione Campania
Assolutamente no.
STEFANIA RIMINI FUORI CAMPO
Ricapitoliamo: fino ad ora Comuni e Regioni dicono che le banche fanno queste operazioni gratis, gli intermediari non sono roba loro, le operazioni sono vantaggiose e non rifilano il debito a chi viene dopo. Invece finora abbiamo appurato che le operazioni si pagano fior di milioni, e chi arriva dopo si ritrova debiti altissimi. Anche la giunta Bassolino ha fatto derivati. Non è che anche lui sta preparando la polpetta avvelenata al suo successore?