Giornali Vari, 8 ottobre 2007
Anno IV - Centottantanovesima settimanaDal 1° all’8 ottobre 2007Genoma Craig Venter, l’uomo che ha mappato per primo il genoma umano, dice di aver costruito un cromosoma artificiale, primo passo per scrivere nuovi codici genetici e creare una vita sintetica (qualunque cosa voglia dire)
Anno IV - Centottantanovesima settimana
Dal 1° all’8 ottobre 2007
Genoma Craig Venter, l’uomo che ha mappato per primo il genoma umano, dice di aver costruito un cromosoma artificiale, primo passo per scrivere nuovi codici genetici e creare una vita sintetica (qualunque cosa voglia dire). Implicazioni enormi, e critiche da parte dei colleghi genetisti perché Venter, invece di illustrare la sua scoperta attraverso una rivista scientifica, l’ha raccontata al quotidiano inglese Guardian. Prudenti le prime dichiarazioni della Chiesa, preoccupata soltanto che qualcuno pensi di farsi Dio.
Veltroni Domenica prossima 14 ottobre Walter Veltroni, sindaco di Roma, verrà eletto segretario del Partito democratico, una formazione politica fino ad oggi virtuale e che proprio domenica prossima nascerà davvero: insieme al segretario nazionale e al suo vice, Dario Franceschini, saranno eletti i segretari regionali e l’Assemblea costituente, l’organo che dovrà scrivere le regole di funzionamento del partito.
Effetti Gli effetti di questo voto sulla politica italiana attuale dovrebbero essere notevoli. Veltroni ha soprattutto il compito di recuperare consensi al centro-sinistra, in questo momento nettamente superato nei sondaggi da Berlusconi e i suoi (si parla di un 65 a 35 o addirittura di un 70 a 30 per il centrodestra). Come può riuscirci? Prima di tutto col tempo. E il tempo si può ottenere in due modi: o tentando di far durare il più possibile la legislatura attuale e puntando a un ritorno di simpatia per il 2011 (scadenza naturale); o tentando di far durare la legislatura il meno possibile, rassegnandosi a lasciar vincere il centrodestra in un’elezione anticipata da tenersi - per esempio - l’anno prossimo e lavorando quindi direttamente per il voto successivo, 2013 o anche prima se il discredito che ha colpito Prodi dovesse poi volgersi contro Berlusconi. Ipotesi quest’ultima non così peregrina:la disgrazia principale per qualunque formazione politica sembra essere in questo momento proprio quella di esser messa sulla graticola di palazzo Chigi.
Prodi Veltroni deve battere alcune idee generali che hanno trascinato Prodi nel baratro: l’idea che la sinistra sia il partito delle tasse (ancora domenica, intervistato da Lucia Annunziata, Padoa-Schioppa ha detto che «le tasse sono bellissime»); l’idea che la sinistra sia il partito che protegge i delinquenti (dopo l’indulto dell’anno scorso, scandalo ha suscitato adesso la mite condanna di sei anni e mezzo, e per di più da scontare quasi interamente agli arresti domiciliari, del rom che, guidando ubriaco, aveva ucciso quattro ragazzi ad Ascoli Piceno); l’idea che i politici siano una casta di privilegiati che occupano le posizioni che occupano solo per vanità, sete di potere e avidità di denaro. Su quest’ultimo punto Veltroni ha dichiarato, proprio pochi giorni fa, che il numero di ministri deve diminuire e Prodi se n’è risentito ribattendo che decisioni di quel tipo spettano a lui. Prodi però pensa sul serio di mettere insieme, a Finanziaria approvata, un nuovo governo con meno ministri e sottosegretari e quindi più presentabile sul piano dei costi e, forse, dell’efficienza. Come possa riuscire in un’impresa simile nessuno sa dirlo. Se l’attuale gabinetto è formato da 103 persone (record assoluto nella storia della Repubblica) è perché ogni più piccolo pezzo della maggioranza vuole la sua parte di poltrone: chi rinuncerà a questo in una fase che con ogni probabilità è già di campagna elettorale?
Voti Se non andrà a votare troppa gente, intanto, Veltroni avrà subito un problema: il futuro segretario ha già detto che un milione di voti sarebbe un risultato straordinario e la tassa da versare al partito per ritirare la scheda è stata per questo abbassata da cinque euro a uno. Ma c’è un altro voto, in corso mentre scriviamo, che può provocare un terremoto ed è quello dei lavoratori sull’intesa firmata a luglio tra Prodi e i sindacati. Si tratta di dir di sì alle norme pensate per cambiare la legge Biagi sul precariato e la legge Maroni sulle pensioni (trasformazione dello scalone in scalini, ecc.). Anche qui, sembra scontato il sì e il problema riguarda le percentuali e la partecipazione. Paradossalmente una vittoria troppo netta o una vittoria troppo striminzita potrebbero avere lo stesso effetto: la sinistra adesso al governo, sentendosi troppo debole o troppo forte, potrebbe voler scuotere la maggioranza, provocando contraccolpi dalla parte moderata dell’esecutivo. Specialmente in Dini e i suoi, che, annunciando di non voler entrare nel Partito democratico e di non essere disposti ad accettare alcuna modifica agli accordi di luglio, si sono già candidati ad eventuale ”partito della crisi”.
Veronica Veltroni ha detto che gli piacerebbe tanto arruolare nelle sue file Veronica Berlusconi e Veronica gli ha risposto di no con molto garbo: «Sono la moglie del leader dell’opposizione e rispetto questo ruolo. Ringrazio Walter Veltroni, colgo nelle sue parole la volontà di superare quindici anni di conflitti, di cercare di costruire una strada diversa rispetto alla demonizzazione dell’avversario».
Cecilia L’altra moglie famosa della politica internazionale, cioè Cecilia Sarkozy, sarebbe sul punto di lasciare il marito, e la cosa sta ricoprendo di chiacchiere la Francia. Cecilia non era a fianco del presidente a Cardiff, in occasione di un’importante partita di rugby, e soprattutto non era a fianco del presidente durante la sua visita ufficiale in Bulgaria, dove era attesa da folle adoranti, dato che l’opinione pubblica di quel paese attribuisce a lei il merito di aver salvato le infermiere bulgare che Gheddafi voleva far salire sul patibolo. Mentre la Francia attende con ansia un qualche comunicato ufficiale che sancisca la fine della storia, gli studiosi di comunicazione di massa si compiacciono di veder confermata una nota strategia comunicativa, quella che riesce a far rumore attraverso il silenzio e l’assenza.
Scuola La Francia decide di far stare a casa i bambini delle elementari anche il mercoledì (oltre al sabato) e nello stesso tempo l’Italia prende atto che il sistema dei crediti e dei debiti non ha funzionato e reintroduce il vecchio esame di riparazione. Si preparano sit-in di protesta in tutt’Italia per venerdì 12 ottobre. Organizzano il sito Scuolazoo.com e le 130 sedi dell’Unione degli studenti (ex sinistra studentesca). I ragazzi sperano nell’appoggio di Grillo e hanno battezzato la giornata di mobilitazione ”Vaffa day studentesco”. Gli insegnanti, intanto, hanno chiuso il loro contratto (140 euro lordi d’aumento a partire da gennaio).
Bamboccioni Padoa-Schioppa, oltre a dire che le tasse sono bellissime, ha spiegato che i mille euro di aiuti a chi vive in affitto e ha un reddito basso (previsti in finanziaria) sono un modo per incoraggiare all’indipendenza i «bamboccioni» che a trenta e passa anni vivono ancora con mamma e papà. Sulla testa del ministro si sono rovesciate le critiche di tutti, ma i dati dicono che, effettivamente, il 59 per cento degli italiani sotto i 35 anni vive ancora in casa, percentuale paurosamente lontana da quella che si registra in altri paesi. C’entra solo il mercato brutto e cattivo o è anche colpa di genitori troppo protettivi e di figli, appunto, troppo bamboccioni? Il ministro dà molte colpe ai genitori. Ma anche i figli c’entrano qualcosa, specialmente se maschi: la percentuale di figlie femmine ultratrentenni che non sono ancora indipendenti è infatti del 18,1%, la metà esatta degli ultratrentenni maschi che, come il quarantaduenne Flavio Insinna, insistono a vivere con i genitori (36%).