Varie, 13 ottobre 2007
COOPER Kenneth H.
COOPER Kenneth H. Oklahoma City (Stati Uniti) 4 marzo 1931. Medico • «Si è trasformato in un verbo: ”to cooper”. Significa: correre, allenarsi, tenersi in forma. Ma vale anche come nome: ”cooper” nel senso di prova [...] è quello del test: valutare il grado di efficienza fisica in base allo spazio percorso in 12 minuti e a seconda dell’età e del sesso. Un test universalmente conosciuto, adottato e praticato. [...] ”[...] ero stato incaricato dalla Nasa di allenare gli astronauti. Mi chiesero di inventare un test semplice, pratico e rapido. Feci migliaia di tentativi. Il miglio (1,6 km) era troppo anaerobico, 15 minuti erano troppi, alla fine scoprii che il punto critico era 12 minuti. E lì mi fermai [...] da giovane facevo atletica, correvo il miglio in 4’30”8 allenandomi da solo, e poi 4’18” con un allenatore. Ma il test dei 12’ si può fare anche con nuoto e ciclismo [...] Uno dei primi a interessarsi al test fu Claudio Coutinho, allenatore di calcio, brasiliano. Dal test si passò agli allenamenti. Gli giurai: incrementando il lavoro sulla corsa, cioè migliorando il massimo consumo di ossigeno, si possono ottenere almeno tre vantaggi. Primo: meno infortuni. Secondo: meglio il secondo del primo tempo della partita. Terzo: meglio alla fine di un campionato che all’inizio. Il Brasile vinse i Mondiali di calcio 1970. Finale contro l’Italia: 4-1. Non fu un caso [...] Passai al servizio dell’Air Force, dove sviluppai i miei studi. Erano gli Anni 70. E nacque l’aerobica. Che non è quella di Jane Fonda, ma la relazione fra sport, cuore e salute [...] Moderazione ed equilibrio. Il primo grado del benessere fisico è essere in salute: perfetto. Il secondo è essere in forma: impegnativo. Il terzo è essere atleti: rischioso [...]”» (Marco Pastonesi, ”La Gazzetta dello port” 13/10/2007).