Claudio Rossi Marcelli, Vanity Fair 18/10/2007, pagina 199., 18 ottobre 2007
L’imprenditore indiano Bahadur Chand Gupta dà la possibilità di provare l’ebbrezza dell’aereo anche a chi non può permettersi di acquistare il biglietto: il suo Airbus 300 non si alza mai dall’aeroporto di New Delhi
L’imprenditore indiano Bahadur Chand Gupta dà la possibilità di provare l’ebbrezza dell’aereo anche a chi non può permettersi di acquistare il biglietto: il suo Airbus 300 non si alza mai dall’aeroporto di New Delhi. I passeggeri pagano tre euro per sedersi nella carlinga, sentire gli annunci del capitano ed essere serviti dalle hostess. L’aereo ha una sola ala, non c’è illuminazione e le toilette sono fuori uso, però c’è l’aria condizionata che funziona grazie a un generatore. Ogni sabato mattina, il giorno in cui si svolge il volo virtuale, quaranta passeggeri si mettono in fila per ricevere la loro falsa carta d’imbarco. Tra i messaggi del capitano (che è lo stesso Gupta): «Stiamo per entrare in una zona di turbolenza» e «Stiamo per cominciare la discesa verso Delhi». Allora i passeggeri si allacciano le cinture di sicurezza e ascoltano le istruzioni. Gupta è orgoglioso della sua iniziativa: «Alcuni dei miei clienti attraversano il Paese per venire a prendere questo volo».