varie, 12 ottobre 2007
Stefano Salmeri, 25 anni. Nativo di Falcone, tremila anime in provincia di Messina, lavorava coi tre fratelli nell’impresa edile del padre, amava la fidanzata Salvina, e giocava da centrocampista nella Nuova Falcone
Stefano Salmeri, 25 anni. Nativo di Falcone, tremila anime in provincia di Messina, lavorava coi tre fratelli nell’impresa edile del padre, amava la fidanzata Salvina, e giocava da centrocampista nella Nuova Falcone. Da qualche tempo era venuto in odio a un Rosario Floramo di anni 49, sposato, padre di una ragazza, pregiudicato, fratello di un Francesco che nel 1993, per 500 mila lire, ammazzò un omosessuale. Floramo andava dicendo che Salmeri lo sfotteva, gli urlava «sei un gay», gli bucava le ruote della bicicletta, gli spiaccicava uova sul pianerottolo di casa, i compaesani non gli davano retta ma lui era esasperato al punto che s’era comprato un fucile a canne mozze e l’aveva nascosto in un capannone sulla spiaggia. Sabato scorso i due si incontrarono all’ufficio postale, forse Salmeri prese a sfottere il Floramo, di sicuro nacque un battibeco, allora l’operaio andò a prendere il suo fucile, raggiunse il ragazzo nella sala giochi del paese e davanti agli amici e alla fidanzata gli sparò un colpo dritto nel cuore. Infine telefonò alla moglie per dirle del delitto e s’andò a consegnare ai poliziotti: «L’ho ucciso perché mi chiamava gay. Non lo sopportavo più». Serata di sabato 6 ottobre in via Balbo a Falcone.