Corriere della Sera 11/10/2007, 11 ottobre 2007
CAGLIARI
Cinquemila aziende agricole pignorate per insolvenza alle banche e messe all’asta. Pastori e contadini che protestano, occupano la sala consiliare di Decimoputzu, fanno lo sciopero della fame, premono sulla Regione e sul ministro delle Politiche agricole, Paolo De castro, perché vengano rinegoziati i mutui dopo che l’Unione europea ha bloccato i finanziamenti all’innovazione tecnologica delle aziende lasciandole sole di fronte agli istituti di credito. Le banche chiedono 700 milioni di euro. I tassi di interesse arrivano fino al 13%. I debitori spesso non riescono a pagare e le loro proprietà vengono messe all’incanto. La loro battaglia va avanti da giorni, ma è ostacolata da una preoccupante escalation di violenza. Prima è stata incendiata parte della fattoria di uno dei contadini che avevano aderito allo sciopero della fame.
Poi, due giorni fa, al leader di Altragricoltura Riccardo Piras, portavoce del comitato di lotta di pastori e agricoltori sardi, è stata spedita una lettera di minacce: «Ti spareremo a fucilate nella schiena e ti faremo saltare l’azienda con le bombe». I contadini denunciano «gli interessi di chi cerca di comprare le aziende per alimentare la speculazione edilizia lungo le coste» e chiedono di «non essere gli unici chiamati a pagare i prezzi, non solo sociali ma anche legali, di quello che è un fallimento di sistema».