Rick Weiss, la Repubblica 10/10/2007, pagina 21., 10 ottobre 2007
Di recente, nel corso di avvenimenti politici a Washington e New York, tanta gente è rimasta a bocca aperta vedendo nell’aria strane robe che «sembravano libellule o elicotteri in miniatura» ma «di certo non erano insetti»
Di recente, nel corso di avvenimenti politici a Washington e New York, tanta gente è rimasta a bocca aperta vedendo nell’aria strane robe che «sembravano libellule o elicotteri in miniatura» ma «di certo non erano insetti». In molti sospettano che si tratti di droni, veicoli aerei telecomandati a forma di insetto, messi forse a punto dal Dipartimento per la Sicurezza Interna per spiare tutto e tutti in qualsiasi luogo. Nessuna agenzia ammette di aver messo a punto droni spia delle dimensioni di un insetto, ma molte confessano che ci stanno provando: gli insetti robot potrebbero seguire i sospetti, guidare sul bersaglio i missili o perlustrare le macerie degli edifici crollati alla ricerca di sopravvissuti. Velivoli robot sono usati dall’esercito sin dalla Seconda guerra mondiale e, dai documenti del Dipartimento della Difesa, risulta che sono oggi in uso un centinaio di modelli diversi, alcuni piccoli come uccellini. Ma passare dalle dimensioni di un uccellino a quelle di un insetto è un problema, perché i velivoli realizzati dagli esperti di robotica (quantomeno quelli conosciuti) consumano molta energia e necessitano quindi di batterie grosse e pesanti. In verità, la Cia aveva messo a punto una libellula spia già negli anni Sessanta, si chiamava insectothopter, e conteneva un minuscolo motore a benzina in grado di azionare quattro ali: era in grado di volare, ma alla fine fu considerato un insuccesso perché non riusciva ad affrontare i venti di traverso. Che il Dipartimento della Difesa stia cercando di mettere a punto una cosa del genere pare cosa certa: alcuni ricercatori stanno inserendo chip nelle pupe delle falene per far sì che si schiudano "falene cyborg" perfettamente sane. Ma c’è anche chi sta cercando di costruire velivoli in grado di volare con carburanti chimici piuttosto che a batteria: l’Entomopter, in sviluppo nei laboratori del Georgia Institute of Technology, simile a un aereo giocattolo più che a un insetto, trasforma il combustibile liquido in gas bollente, che aziona quattro ali che battono e attrezzature varie. Anche se un giorno tutte le difficoltà e gli ostacoli tecnici dovessero essere superati, i micro-velivoli dalle dimensioni di un insetto saranno sempre un investimento rischioso: possono essere ingoiati da un uccello, rimanere impigliati in una ragnatela, insomma non sono utilizzabili per operazioni di spionaggio. Ma allora, che cosa hanno visto gli americani? Con ogni probabilità, secondo Jerry Louton, entomologo del Museo Nazionale di Storia Naturale, hanno visto vere libellule, visto che Washington ospita alcune specie di grandi dimensioni e decorazioni spettacolari. Ma ci sono alcuni dettagli che secondo lui non quadrano affatto: tre persone hanno descritto una fila di sfere, dalle dimensioni di piccole bacche, attaccate alla coda delle grandi libellule – un’attrezzatura che Louton non riesce a spiegarsi. E hanno anche riferito di aver visto almeno tre libellule far manovra all’unisono, e «le libellule non volano mai in gruppo». Quelli della Partnership for Civil Justice hanno presentato una richiesta di informazioni a svariate agenzie federali. Secondo loro, se simili dispositivi dovessero essere usati per spiare gli attivisti politici, si tratterebbe di una «significativa violazione dei diritti civili della popolazione».