Varie, 10 ottobre 2007
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Pif PierfrancescoDiliberto
• Palermo 4 giugno 1972. Ex Iena • «La cosa interessante da sapere sarebbe questa: Pif è finito su Mtv perché un programma così con le Iene non lo avrebbe mai potuto fare oppure ha capito che le Iene gli stanno strette, non si può sempre fare spettacolo fingendo di salvare la società. Sta di fatto che Pif è ora titolare di un programma che si chiama Il testimone attraverso cui tenta di sviluppare la sua vocazione all’antropologia light: descrivere una situazione socialmente difficile o anomala o incongrua con il sorriso sulle labbra. Per dirlo con le parole di Pif, un programma ”che si propone, tralasciando i grandi fatti di cronaca e le prime pagine dei giornali, di raccontare il mondo e le realtà nascoste dell’Italia attraverso eventi e riti di transizione” (Mtv, lunedì, ore 22,30). Liti, miti, riti, siti forse anche viti: l’antropologo Pif cala a Palermo per trovare un gruppo di giovani che, un po’ per gioco e un po’ per sopravvivenza, hanno deciso di combattere il triste rituale del pizzo. Una notte di mezza estate i bravi ragazzi (che vanno al mare ma non solo; che mangiano il gelato ma non solo; che si innamorano ma non solo, che si divertono ma non solo...) tappezzano la città di adesivi con la scritta ”un popolo che paga il pizzo è un popolo senza dignità”. La trovata ha un forte impatto mediatico, forse superiore alle aspettative. Così i ragazzi si trovano pressoché prigionieri del loro diversivo sociale e la lotta al pizzo diventa parola d’ordine. Da Palermo a Gela il passo è breve: Pif va a trovare un sindaco che vive sotto scorta e ha fatto dell’antimafia il suo mandato sociale. Il racconto di Pif è sempre leggero, diretto (invece di chiedere ai suoi intervistati se hanno paura va molto sull’esplicito e sul materiale: ”ma voi vi cag... sotto?”), contrappuntato da massime sulla vita. L’inchiesta si chiude non nella maniera classica, con il giornalista che punta il dito contro i poteri forti e li richiama alle loro responsabilità. No, Pif va davanti alla statua di Santa Rosalia e chiede la grazia: che la Santa faccia scomparire il pizzo da Palermo e dintorni» (Aldo Grasso, ”Corriere della Sera” 10/10/2007).