Carlo Annese, La Gazzetta dello Sport 6/10/2007, 6 ottobre 2007
CARLO ANNESE
La crisi in Birmania è vicina a una svolta. Dopo la repressione contro monaci e cittadini che chiedono la democrazia, la giunta militare sembra disponibile a incontrare Aung San Suu Kyi ( foto Reuters),
leader d’opposizione, premio Nobel per la pace. Eppure su quasi tutti i quotidiani italiani la crisi birmana, che nei primi giorni aveva suscitato commozione e solidarietà, è quasi scomparsa, finita oltre pagina 15, ridotta spesso a un box.
INGLESI Tutt’altro impatto rispetto alla stampa britannica. Ieri, il Times ha aperto la prima pagina con le ultime notizie da Rangoon.
Richard Owen, corrispondente dall’Italia del Times,
come lo spiega?
«La Birmania è un’ex colonia britannica: George Orwell, autore del famoso libro sul Grande fratello ( 1984), era stato ufficiale civile a Rangoon. La Sun Kyi, poi, ha sposato un inglese e ha studiato a Oxford, dunque ha legami forti con il nostro Paese. C’è infine un aspetto globale. La vicenda della Birmania tocca la Cina, da cui passa il futuro del mondo: di recente il Times
ha mandato due inviati e rinforzato l’ufficio di corrispondenza di Pechino».
Come giudica il calo di interesse dei giornali italiani?
«L’attenzione dei vostri giornali per i fatti internazionale è altissima. Il problema è di tutta la stampa: dopo l’attenzione iniziale, spesso ci si dimentica di raccontare come finiscono le storie».