Corriere della Sera 5/10/2007, 5 ottobre 2007
MILANO
Manca l’annuncio ufficiale, ma ormai è sicuro: l’Heysel, lo stadio maledetto, quello dei 39 morti prima di Juve-Liverpool (finale di Coppa dei Campioni, 29 maggio ’85), sarà demolito. Lo ha deciso il sindaco di Bruxelles, Freddy Thielemans, che presenterà il piano di riconversione dell’area (adesso si dice così) il 17 ottobre, anche se per ora i più stretti collaboratori del sindaco hanno cercato di frenare. Sulla spianata dell’Heysel sorgeranno palazzi, centri commerciali, uffici e resterà soltanto una lapide, in ricordo dei 39 morti (trentadue italiani, quattro belgi, due francesi e un irlandese), vittime della violenza degli hooligans al seguito del Liverpool, ma anche dell’incapacità dei dirigenti dell’Uefa e delle forze dell’ordine belghe di capire in tempo la drammaticità del momento. Mischiare nel settore Z i tifosi dei reds e una parte di quelli della Juve era stata una decisione che sembrava imprudente e che invece si rivelò folle e criminale. In più, nella curva Z, era stato sistemato un numero molto superiore di spettatori rispetto alla capienza del settore e questo spiega perché molti tifosi bianconeri, in fuga per sfuggire agli hooligans, erano rimasti schiacciati nell’impatto contro una balaustra in cemento, che separava la zona dalla tribuna centrale: la polizia apparve quando tutto era finito in tragedia. In centinaia rischiarono la morte per soffocamento; l’Uefa ordinò alle due squadre di giocare; la Juve vinse con il rigore di Platini; le squadre inglesi rimasero escluse dalle coppe fino all’estate ’90. L’Heysel era stato riaperto undici mesi dopo, il 23 aprile ’86 per Belgio-Bulgaria e ristrutturato in occasione dell’Europeo del 2000. Nel frattempo, aveva cambiato nome, trasformandosi in stadio «Re Baldovino». L’Italia giocò due partite: la prima contro il Belgio, nella fase a gironi, la seconda nei quarti contro la Romania. In entrambi in casi gli azzurri vinsero 2-0. Zoff aveva guidato la nazionale che, prima della gara con il Belgio, era andata a rendere omaggio alle vittime del 29 maggio ’85, i cui nomi erano stati collocati su una lapide all’esterno dell’ex curva nord.
In questi ultimi anni, lo stadio «Re Baldovino» è diventato soprattutto un impianto per l’atletica: il memorial Van Damme non soltanto è diventato una tappa obbligata della Golden league, ma ha visto crescere fascino e prestigio, al punto da rivaleggiare con il più famoso meeting di Zurigo e spesso con risultati migliori. a Bruxelles che Bekele ha fatto segnare il suo straordinario record dei 10 mila metri: 26’17’’83 il 26 agosto 2005. Il nuovo stadio sarà un impianto polivalente e verrà costruito nel quartiere di Schaerbeck. Dell’Heysel rimarrà soltanto un terribile e incancellabile ricordo.
OGGI E IERI
A sinistra, il nuovo Heysel il giorno dell’inaugurazione, il 14 giugno 2000. Sopra, la tragedia prima di Juve-Liverpool del 29 maggio 1985