Questo sito utilizza cookies tecnici (propri e di terze parti) come anche cookie di profilazione (di terze parti) sia per proprie necessità funzionali, sia per inviarti messaggi pubblicitari in linea con tue preferenze. Per saperne di più o per negare il consenso all'uso dei cookie di profilazione clicca qui. Scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie Ok, accetto

 2007  ottobre 04 Giovedì calendario

BOLZANO

Cortina, addio. L’Alto Adige/Südtirol è sempre più lontano, anche se il referendum del 28 ottobre sarà una sorta di plebiscito per l’annessione a Bolzano- Bozen. Il governatore Galan può tirare un sospiro di sollievo ed evitare un pesante smacco politico: è sempre più remota la possibilità che la più celebre delle località delle Dolomiti abbandoni il suo Veneto per passare con Bolzano, nelle mani del Landeshauptmann Luis Durnwalder. stato lo stesso Durnwalder, presidente della provincia di Bolzano, ad ammetterlo: la strada che dovrebbe portare Cortina D’Ampezzo all’Alto Adige «è un percorso difficile, molto difficile». Eppure lo stesso leader sudtirolese non aveva nascosto tutto il suo compiacimento per le attenzioni di Cortina verso il Südtirol. Soprattutto per i legami storici che avevano visto Cortina con Bolzano dentro il Tirolo austriaco sino al al 1918. E poi per i rapporti culturali che esistono tra ladini ampezzani, altoatesini di Gardena e Badia, trentini di Fassa.
ORGOGLIO – Se anche la bella e ricca Cortina vuole passare con il Südtirol – era stato l’orgoglioso ragionamento – allora vuole che in Alto Adige si sta davvero bene e noi siamo i più bravi tra gli amministratori pubblici. Ieri, infatti, la Commissione speciale del Consiglio provinciale di Bolzano competente per le proposte di modifica dello Statuto ha detto un chiaro «no» alla richiesta di distacco dalla Regione Veneto, con annessione al Trentino- Alto Adige, dei Comuni dell’Altipiano: Asiago, Conco, Enego, Foza, Gallio, Lusitana Roana e Rotzo. «E’ prevedibile che anche una futura richiesta di Cortina d’Ampezzo venga accolta nella stessa maniera. Io – ha spiegato Durnwalder – del resto l’ho sempre detto: dal punto di vista storico e culturale i ladini di Cortina sono assolutamente i benvenuti. Ci sono però grossi problemi giuridici e costituzionali che devono essere risolti. Ma sono problemi che, se ci riescono, devono risolverli loro, quelli di Cortina. Non noi. Noi abbiamo ricevuto un’autonomia speciale per questo nostro territorio, con questi confini attuali. Noi non abbiamo mai fatto richieste di ampliamento territoriale».
VOTI CONTRARI – Nella commissione altoatesina il parere contrario ai Comuni veneti è stato dato da 27 dei 35 consiglieri. Ed il voto della Svp è stato determinante come sempre in Alto Adige visto che dispone di 21 consiglieri. Gli altri voti contrari sono venuti da Ds, Forza Italia e partiti della destra tedesca, Eva Klotz compresa. L’unico voto favorevole è stato di Unitalia, partito a destra di An, mentre vi sono state 6 astensioni del Gruppo Verde e di Alleanza Nazionale.
MOTIVAZIONI – Ma sono interessanti soprattutto le motivazioni del voto negativo .
«La nostra autonomia si basa su trattati internazionali, ed una modifica dei confini metterebbe in discussione anche l’equilibrio dei gruppi linguistici», ha detto il presidente della commissione Walter Baumgartner (Svp). Insomma, l’autonomia altoatesina nasce dall’Accordo di pace di Parigi, dall’intesa De Gasperi- Gruber, da un patto tra Italia e Austria con benedizione dell’Onu: il tutto per una minoranza linguistica che vive in un territorio preciso e definito. Mettere mano a questa complicata materia sarebbe assolutamente troppo rischioso. In più la commissione altoatesina ha detto che se i comuni veneti vogliono passare con Bolzano per ragioni economiche, allora devono vedersela soprattutto con Venezia e con Galan.