Questo sito utilizza cookies tecnici (propri e di terze parti) come anche cookie di profilazione (di terze parti) sia per proprie necessità funzionali, sia per inviarti messaggi pubblicitari in linea con tue preferenze. Per saperne di più o per negare il consenso all'uso dei cookie di profilazione clicca qui. Scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie Ok, accetto

 1957  ottobre 04 Venerdì calendario

La gioia di Krushev alla notizia dello Sputnik

Eravamo a Kiev, e mio padre parlò dei missili. Corriere della Sera 2 ottobre 2007. «Mio padre era a Kiev, quel giorno, e io lo raggiunsi». Così Sergei Krushev (nella foto a destra), ingegnere spaziale, figlio del premier sovietico (foto a sinistra) ricorda il 4 ottobre 1957. Sergei ora vive negli Stati Uniti, a Providence. Suo padre si aspettava il lancio dello Sputnik? «Era al corrente del piano, naturalmente, non del giorno. Tornava da una vacanza e volle assistere a Kiev alle manovre militari». Come ne fu informato? «Eravamo a cena al palazzo Mariinskij assieme a Kirichenco, primo segretario del comitato centrale, a Breznev e alti ufficiali. Alle 11 arrivò una telefonata e mio padre andò in una stanza vicina. Quando rientrò aveva un sorriso smagliante». Tutto era già avvenuto... «Si, lo Sputnik era già in orbita e trasmetteva». E suo padre che cosa disse? «Parlò soprattutto dei potenti missili che l’Unione Sovietica aveva costruito e di cui l’America era ancora sprovvista. Ed era grazie a questi che l’Unione Sovietica aveva conquistato la superiorità». E del satellite non aggiunse nulla ? «Era soddisfatto e mentre ne parlava si lasciò sfuggire un nome che non doveva pronunciare. Ricordò di aver ricevuto la telefonata da Sergei Korolev che era il responsabile del programma ma anche il costruttore del missile che aveva lanciato lo Sputnik». Non doveva essere un segreto? «Infatti, appena pronunciò il nome di Korolev, aggiunse subito che nessuno lo doveva sapere e ordinò che lo dimenticassero. Poi andò in un angolo della sala dove c’era una radio, l’ accese e fece sentire agli ospiti il segnale trasmesso dal satellite e diffuso da Radio Mosca». Si dice che suo padre chiedesse a Korolev di organizzare subito un lancio per ricordare la Rivoluzione d’ottobre? «Lo dicono gli storici. Io credo che si sia limitato a prospettare questa possibilità. Aveva troppo rispetto dei tecnici per forzarli sino a quel punto». (Corriere della Sera 02/10/2007, pag.31 GIOVANNI CAPRARA)