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 2007  ottobre 02 Martedì calendario

Hotel Plaza un secolo di sogni e lussi americani. La Stampa 2 Ottobre 2007. Smoking per gli uomini, abito bianco o nero e ventaglio per le signore

Hotel Plaza un secolo di sogni e lussi americani. La Stampa 2 Ottobre 2007. Smoking per gli uomini, abito bianco o nero e ventaglio per le signore. Quattrocento invitati, tra cui gli Astor, i Rockefeller, i Vanderbilt, teste coronate dall’Europa, e poi Norman Mailer, Marella Agnelli, Richard Avedon, Lee Radzwill, Candice Bergen, Frank Sinatra con la giovane sposa Mia Farrow. il 28 novembre 1966. In piena guerra del Vietnam Truman Capote decide di festeggiare il successo del suo romanzo «A sangue freddo», nel mitico Plaza Hotel di New York con un ballo in maschera in onore di Katharine Graham, editrice del Washington Post, passato agli annali della mondanità internazionale come «il ballo del secolo». Le cronache dell’epoca sottolinearono come per quell’occasione Capote si fece in un sol colpo quindicimila nemici, tanti quanti erano quelli che speravano di essere invitati e non lo furono. I presenti diventarono i famosi quattrocento. Oggi il Plaza, restaurato da cima a fondo, celebra i cento anni sparando fuochi d’artificio a forma di torta con cento candele da sopra al tetto, una torta di compleanno vera alta quattro metri, che riproduce l’architettura originale dell’edificio, Paul Anka, che gorgheggia «My Way», più altre melodie composte per le centinaia di invitati, sindaco Michael Bloomberg compreso, che dalle sei del pomeriggio in poi si affolleranno davanti alla Grand Army Plaza, sulla Fifth Avenue, dove campeggia la fontana di Pomona, dea romana dell’abbondanza donata dall’editore Joseph Pulitzer settant’anni fa. La festa, altro stile e altro genere dal «Ballo in Bianco e Nero» di Capote, l’ha voluta il nuovo proprietario Isaac Tshuva. Cresciuto con dieci fratelli in un appartamento di una sola stanza in Israele, da ragazzino Isaac faceva il garzone nella drogheria di suo padre e andava a scuola alla sera. Appena sbarcato a New York a metà degli Anni Ottanta andò in pellegrinaggio al Plaza e finì nella mitica Palm Room dell’albergo, dove le rampolle delle grandi famiglie americane andavano a prendere il tè con le nonne. Per il giovane israeliano cresciuto in miseria fu un colpo di fulmine. Dopo avere sognato di possedere quel luogo storico e farlo ritornare al suo splendore originale, tre anni fa è riuscito a comprarlo per seicentosettantacinque milioni di dollari. Il restauro intensivo, costato altri quattrocento milioni di dollari, diretto da Gal Nauer, figlia del proprietario, sarà terminato tra pochi mesi, mentre già il novanta per cento dei centottantadue appartamenti di lusso sono stati venduti a cifre che superano i ventimila dollari al metro quadro. A chi? La società Stribling, che ha l’esclusiva delle vendite, fa cifre, ma non nomi. La maggior parte dei nuovi residenti saranno americani e per lo più newyorchesi. Il terzo di inquilini stranieri arrivano da Francia, Russia, Inghilterra, Italia, Germania, Brasile, Giappone. Solo dodici proprietari vivono già nelle loro residenze, mentre schiere di decoratori di interni sfrecciano da un piano all’altro per sbizzarrirsi negli arredamenti a modo loro. La febbre all’acquisto dei miliardari internazionali può essere placata ancora da qualche spazio disponibile. In caso non ne rimanessero più, gli appartamenti del Plaza si possono anche affittare: diecimila dollari al mese per una sola camera da letto. L’esterno dell’edificio, progettato nel 1907 da Henry Hardenbergh, è rimasto lo stesso, all’interno le ormai storiche Palm Court, Edwardian Room, Grand Ballroom, Terrace Room, Oak Ba, Oak Room e l’atrio sono stati restaurati come erano nel progetto originale anche se scintillano di più. Una parte dell’edificio è ancora riservata a stanze d’albergo. Saranno in tutto duecentottantadue, di cui centocinquantadue pied-à-terre e centottanta camere e suites. Se nel 1907 costavano al massimo venticinque dollari a notte, quanto costeranno oggi? Per saperlo dobbiamo pazientare qualche mese ancora, finché l’albergo riaprirà di nuovo al pubblico. Il primo ospite, nell’ottobre di cento anni fa, fu Alfred Gwynne Vanderbilt, approdato con il suo cameriere personale, perché era stato invitato dal manager dell’epoca, che ci teneva a fare capire quale genere di ospiti avrebbe avuto il Plaza. Da allora in poi questo luogo storico, passato per un periodo anche nelle mani di Donald Trump, è diventato teatro di decine di film, serie televisive come i Sopranos e Sex and the City. Qui la scrittrice Kay Thompson negli Anni Cinquanta aveva ambientato le avventure di Eloise, una ragazzina di sei anni che viveva in albergo con la sua governante inglese, il cane Weenie, che sembrava un gatto, e la tartaruga Skippedee, che mangiava uva passita e camminava in scarpe da ginnastica. Sgattaiolando da un salone all’altro Eloise spiava i balli delle debuttanti, le feste di matrimonio, raccontava quella che era conosciuta all’epoca come la Café Society con i suoi occhi stupiti di bambina. Chi sarà la prossima eroina del nuovo Plaza? E cosa avrà da raccontare? FIAMMA ARDITI ********* E’ alto "solo" 76 metri e conta 19 piani. Il Plaza Hotel è un edificio di 19 piani, alto 76 metri (un nano a New York) e largo 122 metri. Si affaccia sulla Grand Army Plaza, da cui ha preso il nome, accanto al Central Park. Venne realizzato in stile castello francese rinascimentale dall’architetto Henry Janeway Hardenbergh e costò all’epoca 19 milioni di dollari. Dal 1969 è tra gli edifici protetti di New York e nel 1986 è stato dichiarato National Historic Landmark e quindi intoccabile negli esterni. ******* Penthouse da cinquanta milioni di dollari. E’ quanto ha pagato un anonimo acquirente lo scorso maggio per far sua una penthouse con vista su Central Park all’ultimo piano dell’hotel. Tra poche settimane sarà inaugurato il nuovo ”condominio per vip del Pianeta”, il Plaza Residences, nato dalla ristrutturazione del vecchio Hotel Plaza, acquiatato nel 2004 per 675 milioni di dollari dalla El-Ad Properties e trasformato in uno dei gioielli del mercato immobiliare newyorchese, tra i più cari al mondo ******** Un set intrigante. Alfred Hitchcock ha girato qui il celebre ”Intrigo Internazionale” con Cary Grant (1959) Nozze da fiaba. Celebrate il 18 novembre 2000 tra gli attori Catherine Zeta-Jones e Michael Douglas. In bianco e nero. Un altro evento che fece epoca fu il ballo in bianco e nero organizzato da Truman Capote nel ”66. Celebrità all’asta. Prima d’essere ristrutturato il vecchio Plaza nel 2006 ha messo all’asta i suoi cimeli. Ressa di vip, come Jeffkoons.