La Repubblica 02/10/2007, pag.51 ELENA POLIDORI, 2 ottobre 2007
L´Fmi disposto a vendere l´oro prezzo al top degli ultimi 28 anni. La Repubblica 2 ottobre 2007. ROMA - Il Fondo monetario internazionale potrebbe vendere parte delle sue 3
L´Fmi disposto a vendere l´oro prezzo al top degli ultimi 28 anni. La Repubblica 2 ottobre 2007. ROMA - Il Fondo monetario internazionale potrebbe vendere parte delle sue 3.217 tonnellate di oro per fronteggiare le necessità finanziarie. «La maggioranza dei banchieri centrali che ho consultato non sono ostili a questa idea», assicura Dominique Strauss-Kahn, prossimo direttore generale dell´Fmi, in sostituzione dello spagnolo Rodrigo Rato. «Ma una simile riforma - aggiunge - presuppone un vasto consenso». E comunque «non è in se stessa una soluzione per risolvere i problemi di finanziamento del Fondo». Non è la prima volta che si parla dell´oro conservato nei caveau dell´Istituzione di Bretton Woods. Ancora qualche mese fa, un panel di esperti di alto livello aveva sostenuto la stessa proposta, calcolando che solo vendendo 400 tonnellate di metallo l´Fmi avrebbe potuto creare un fondo cospicuo cui attingere per la sua attività. Due anni prima, una analoga idea aveva come scopo ultimo quello di cancellare il debito dei paesi più poveri del mondo. Lo stesso Strauss-Kahn guarda da sempre all´oro delle banche centrali e una volta, nel lontano 1999, ne parlò anche con Romano Prodi, all´epoca presidente della Commissione Europea. In quell´occasione la vendita delle riserve auree doveva servire per finanziare la crescita e l´occupazione, come del resto Prodi ha più volte sostenuto anche in seguito. Di sicuro, qualsiasi decisione sulle sorti dell´oro del Fondo, così come sul rifinanziamento dell´Istituzione attraverso le tradizionali «quote», non potrà non essere discussa dai ministri e dai governatori dei paesi membri, che siedono negli organi di vertice Fmi: il loro prossimo appuntamento è a metà ottobre, a Washington. Però è significativo che Strauss-Kahn, al suo esordio, oltre a rassicurare sui contraccolpi della crisi dei mutui Usa per l´economia mondiale («non avrà effetti drammatici»), oltre a definire le turbolenze dei mercati «sotto controllo», insista molto sulla necessità di «una cura dimagrante» per le finanze dell´organismo internazionale. E dunque, per risanare i conti, «le spese del Fondo vanno ridotte». «Sarò il direttore generale per le riforme», annuncia, preoccupato che l´Fmi sia in crisi di legittima, se grandi paesi emergenti come Cina e India non si sentono più sufficientemente rappresentati in seno all´organismo. Ecco, è in questo contesto che si inserisce la storia dell´oro, argomento delicatissimo non solo perché la questione ha un che di simbolico per i banchieri centrali, ma anche per i suoi riflessi sul mercato. Ieri, mentre Strauss-Kahn faceva le sue considerazioni in una conferenza stampa, la prima nella nuova veste, complice anche la persistente debolezza del dollaro, il metallo giallo è volato ai massimi da 28 anni: il picco sfiorato è di 746,30 dollari l´oncia. Sempre più in alto anche il platino, vicino ai massimi di tutti i tempi con 1.391 dollari l´oncia. ELENA POLIDORI