varie, 1 ottobre 2007
BERNINI Anna Maria
BERNINI Anna Maria Bologna 17 agosto 1965. Avvocato. Politico. Dal 28 luglio 2011 ministro alle Politiche Comunitarie (Berlusconi IV). Nel 2008 eletta alla Camera (Pdl). Nel 2010 candidata alla presidenza dell’Emilia Romagna (sconfitta da Vasco Errani). Figlia di Giorgio Bernini (Bologna 9 novembre 1928), celebre avvocato, ministro del Commercio estero nel primo governo di Silvio Berlusconi. Partner dello studio Baker & McKenzie, insegna diritto pubblico comparato all’Università di Bologna. È sposata col ginecologo Luciano Bovicelli. Tra i suoi clienti più famosi, Nicoletta Mantovani, vedova di Luciano Pavarotti • «[...] decisamente bella, alta e magra [...] difende la vedova non solo per ragioni d’ufficio, ma per un istinto che non si può reprimere: il fastidio evidente delle storie già scritte dopo ogni morte eccezionale. La difende con passione per la stessa ragione per cui considera “le quote rosa ghettizzanti”, il sindaco Sergio Cofferati “uno che dovrebbe innanzitutto ridare fiducia alla città”. E per cui si ostina a considerare Bologna una Venezia mancata, percorsa com’è dalle acque, in un sottosuolo che lei conosce bene avendolo esplorato in lungo e in largo con tanto di stivaloni di gomma. “La verità, che ho potuto verificare di persona” racconta a proposito dell’affaire Pavarotti “è un matrimonio senza ombre. Due persone che si amavano, al di là dello strazio di una malattia durata 16 mesi”. [...] I Pavarotti li conosce dal 2001, quando il marito [...] prende in cura Nicoletta per la sua gravidanza difficile. “Diventammo amiche. Mi aveva colpito il coraggio di questa donna che anteponeva la maternità a ogni rischio”. Da allora il rapporto è consueto. “Con loro andammo in vacanza alle Barbados anche nel 2006”. Possiedono una casa a Pesaro, dove il maestro aveva la sua masseria. “L’ultimo pranzo insieme fu proprio lì. E posso testimoniare che non è vero, come si è detto, che i rapporti tra la seconda moglie e le figlie fossero conflittuali. Ricordo che a tavola erano seduti il maestro, Nicoletta, la piccola Alice e Cristina con la figlia Caterina. Semplicemente come una famiglia”. Il rapporto di fiducia con Pavarotti era tale che l’avvocato e il marito furono chiamati quando decise di redigere i due testamenti: “E Nicoletta non c’era”. “Si è voluto creare un contenzioso sui giornali. Il secondo testamento, che lascia a Nicoletta tutti i beni americani, è la prova dei rapporti intatti fra i coniugi. Il maestro voleva proprio che fosse lei a poter disporre della casa a New York, che considerava il loro nido d’amore. Ora, come vuole la legge, quando sono coinvolti i minorenni comincia l’inventario sotto l’occhio vigile del giudice tutelare. È tutto sul tavolo, alla luce del sole. L’ultima cosa che vuole Nicoletta è aprire conflitti”. [...]» (Terry Marocco, “Panorama” 4/10/2007).