Danilo Taino, Corriere della Sera 1/10/2007, 1 ottobre 2007
DAL NOSTRO INVIATO
EBERSBACH (Germania) – Cos’è la vita senza donne? Sebastian-Ekkehard Max, 23 anni, dice che «è peggio della disoccupazione, non hai speranze». Il guaio è che in questa cittadina della Sassonia al confine con la Repubblica Ceca – ottomilacinquecento anime in rapido calo da quando è crollato il socialismo reale – le due sventure vengono assieme: i senza lavoro sono il 22% del totale e ogni cento giovani maschi tra i 18 e i 29 anni, ci sono solo 65 ragazze, le altre se ne sono andate. Ma c’è di peggio: non avendo sottane da rincorrere, molti giovani danno la caccia all’immigrato. Abbracciano i movimenti nazisti.
Perché le femmine se ne vadano da queste zone più dei maschi non lo sa con certezza nessuno. « un mistero», allarga le braccia Bernd Noack, 48 anni, tre figli, che di Ebersbach è sindaco. I sociologi tedeschi – che si stanno occupando di questo fenomeno diffusissimo nelle campagne della Sassonia ma anche in molte altre zone che erano Germania dell’Est, e gli hanno dato il nome di Frauenmangel, penuria di donne – dicono che le ragazze studiano di più dei loro coetanei, hanno maggiori ambizioni e appena possono emigrano verso
Länder più ricchi, come la Baviera, o verso l’Austria e la Svizzera, in cerca di un lavoro, magari di un marito. Ma lasciano dietro una scia di disperazione che alimenta un circolo vizioso: gli uomini non studiano e spesso sono disoccupati, le donne se ne vanno, i maschi abbrutiscono ulteriormente, le femmine se la danno a gambe ancora di più.
«Il peggio – dice Max, che a Ebersbach è tornato dopo cinque anni all’estero – non è nemmeno il fatto che non ci siano donne. che quelle che rimangono sono le meno interessanti, per così dire: ci si può sentire attratti da una con il boccale di birra in mano, orgogliosa del rutto che ha appena lanciato? ». Una buona ragione perché a scappare non siano solo le donne. Infatti, gli abitanti di Ebersbach si sono ridotti del 30% da quando, a Berlino, il Muro è caduto e la Ddr crollata. E molti emigrati sono maschi. Ma a trascinare e a dare peso al fenomeno sono le ragazze.
Non che la cittadina abbia un brutto aspetto. Anzi, il sindaco racconta che qui sono arrivati 50 milioni di euro dal governo di Berlino per migliorare le infrastrutture, nel quadro dei trasferimenti pubblici dall’Ovest ricco all’Est povero. E il risultato si vede: case ristrutturate, giardini, fiori nelle aiuole. Il problema è che dietro non c’è quasi nulla: il denaro federale si è spalmato, ha abbellito il paesaggio, ma non ha creato attività economica e futuro. Alla caduta della Germania Est, tra il 1989 e il 1990, Ebersbach era un centro tessile considerevole. Le sue cinque fabbriche, però, entro il 1993 erano tutte chiuse perché fuori mercato: duemila posti di lavoro persi. Da allora, quasi solo sussidi. la storia di una buona parte della ricostruzione dei nuovi Länder:
tanto denaro a pioggia, pochi cambiamenti strutturali.
Il sindaco non vede un rapporto diretto tra la Frauenmangel e la protesta politica che fa avvicinare i giovani all’Npd, il partito filonazista, e ai nazi-skin. L’Istituto di Berlino per la popolazione e lo sviluppo, però, ha condotto un’indagine e ha invece stabilito un legame tra i due fenomeni: ha notato che, laddove la mancanza di giovani donne è maggiore, la propensione dei coetanei maschi al voto di destra estrema è più alta. E che è più probabile che per i movimenti filonazisti voti un single che un ragazzo con una partner. Max conferma: «Conosco parecchi coetanei che si sono avvicinati a movimenti di destra». Un sondaggio recente ha scoperto che, se in Sassonia si votasse oggi, l’Npd prenderebbe il 9% dei voti (ancora di più tra i giovani) e sorpasserebbe i socialdemocratici, crollati da queste parti all’8%.
«Non è un vero movimento politico – avverte il sindaco Noack, ex falegname, cristiano- democratico ”. Sì, probabilmente alle elezioni nazionali l’Npd guadagnerebbe voti, per protesta contro il centro. Ma a livello locale, che è quello che interessa la gente, non credo. Piuttosto, molti voteranno per il Pds», cioè per gli eredi del partito comunista al potere in era sovietica. Problemi con gruppi violenti – ammette il sindaco – ci sono in alcuni paesi vicini, dove un gruppo che si è dato il nome di Camerati è guardato a vista dalla polizia. E a Mügeln, sempre in Sassonia, dove poche settimane fa un gruppo di nazi-skin ha attaccato, al grido di «fuori gli stranieri», un gruppo di indiani.
Fatto sta che la mancanza di prospettive ha intaccato il tessuto sociale. Noack ha lanciato un programma per incentivare con aiuti i giovani a restare. Il sindaco di Freital, ancora Sassonia, ha promesso duemila euro alle ragazze che si stabiliscono in città. Segno di come la penuria di donne sia diventata questione assillante. «I giovani che hanno l’automobile vanno in una delle due discoteche della zona», dice il sindaco. Per il resto, c’è solo l’organizzazione spontanea delle alternative.
Che a Ebersbach è la seguente. La cittadina è attraversata dal confine con la Repubblica Ceca, che taglia in due longitudinalmente una strada. Su un lato, le case tedesche, linde e curate. Sull’altro, separate solo da un cancello sempre aperto e non controllato, le baracche di un mercatino vietnamita e le prostitute che la sera passeggiano tra caffettiere, camicette di seta sintetica, cucina indocinese e fanno l’occhiolino (si fa per dire) ai ragazzi-senza- donne sul lato opposto della strada. I quali, in questo lembo d’Europa, un po’ confusi sì, lo sono.
Danilo Taino
Max: il guaio è che rimangono in paese solo le donne meno interessanti
Fanno affari le prostitute vietnamite oltre il vicinissimo confine ceco