Aldo Grasso, Corriere della Sera 30/9/2007, 30 settembre 2007
Non era certo facile imbastire un qualsiasi discorso dopo lo scontro epico fra Giuliano Ferrara e Tariq Ramadan (se mai avessimo avuto qualche dubbio sulla doppiezza di Ramadan, il suo intervento ha fatto capire quanto sia difficile dialogare con una cultura che pur non accettando le altre pretende di essere accettata); no, non era facile e perciò l’investitura a nuovo segretario del Pd di Walter Veltroni da parte di Daria Bignardi ci ha riportato nel piccolo orto della nostra politica: Le invasioni barbariche (La7, venerdì, ore 21
Non era certo facile imbastire un qualsiasi discorso dopo lo scontro epico fra Giuliano Ferrara e Tariq Ramadan (se mai avessimo avuto qualche dubbio sulla doppiezza di Ramadan, il suo intervento ha fatto capire quanto sia difficile dialogare con una cultura che pur non accettando le altre pretende di essere accettata); no, non era facile e perciò l’investitura a nuovo segretario del Pd di Walter Veltroni da parte di Daria Bignardi ci ha riportato nel piccolo orto della nostra politica: Le invasioni barbariche (La7, venerdì, ore 21.47). Ma qui si parla di tv, non di massimi sistemi, e l’aspetto più interessante della trasmissione è stato lo scontro a distanza fra Mauro Corona e Stefano Ricucci, fra l’uomo che parla alle piante, il rude montanaro, il non riconciliato con la civiltà e il «furbetto del quartierino», l’ex marito di Anna Falchi, l’«odontotecnico di Zagarolo». Ebbene, la batracomiomachia, la controversia futile, perché di questo si tratta, è stata vinta alla grande da Ricucci. La tv t’inganna una volta, non la seconda. Corona era insopportabile, come il fotografo suo quasi omonimo. Era lì a impersonare la parte del montagnolo scarpe grosse e cervello fino, del selvatico che rifugge l’uomo per rifugiarsi nel seno materno della natura e concede alle virtù della società tecnologica solo la motosega, e basta. Ma intanto, da autore bestselling, sfoggiava di continuo citazioni, era al corrente dell’audience ottenuta con la sua prima apparizione alle Invasioni e della vendita dei suoi libri. Ho persino letto da qualche parte che si serve di un agente letterario. La recita era così evidente che persino Daria Bignardi gli ha posto con gentilezza la fatidica domanda: ma lei ci è o ci fa? Meglio, molto meglio Stefano Ricucci: magari nasconde segreti aberranti ma almeno non se la tira: è gentile nei confronti della sua ex signora, non si atteggia a vittima, ha la battuta pronta, non studiata. Mettiamo pure che reciti, ma almeno recita con più garbo di Corona. Tutti fingono in tv, da Ramadan a Corona. Vi è grande disinvoltura fra i fantasmi, un gioco perfido da ombra a ombra, nostri fratelli di nebbia. www.corriere.it/grasso