Varie, 29 settembre 2007
Tags : Amir Issa
Issa Amir
• Roma 10 dicembre 1978. Rapper • «[...] ha il papà egiziano [...] per via del cognome ora odia gli aeroporti, ”dove i miei amici passano sempre senza problemi, mentre a me ogni volta fanno il terzo grado e la polizia mi chiede il permesso di soggiorno, non credono che io sia italiano”. [...] ha avuto un´infanzia difficile con il padre spesso in carcere [...] ”Io sono italiano, e così mi sento al 100 per cento. Certo, i ritmi della musica che mi ha fatto ascoltare mio padre, come i sapori delle spezie della sua cucina, fanno parte di me, l’appartenenza a due culture mi ha sicuramente arricchito ed esiste in me al di là di ogni mia volontà, ma io faccio rap, racconto vita vera e vissuta, e dire rap etnico serve solo a chi ha bisogno di appiccicare sempre un’etichetta, di catalogare per allontanare da sé”. Amir ha studiato il Corano per curiosità solo qualche anno fa, il padre musulmano non gli ha mai imposto nulla, per lui credere resta un fatto privato e personale, non ne parla mai nelle canzoni. Nelle sue liriche ha cominciato a parlare davvero di sé a 17 anni [...] quando a Rebibbia vide Codice a sbarre, il documentario di Ivano De Matteo in cui un bambino scrive al padre in carcere. Fu come il crollo di una diga, e scrisse 5 del mattino in cui racconta l’arresto del padre. ”Più raccontavo e più stavo bene”, dice. ”Hanno cominciato a parlare di rap per gli immigrati, e la mia etichetta ha cavalcato l’onda. Ma io non sono arabo: è così difficile per voi considerarmi un italiano?”» (Carlo Moretti, ”la Repubblica” 29/9/2007).