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 2007  settembre 29 Sabato calendario

Antonio Ricci, 57 anni, tiene nel suo studio oggetti di ogni tipo: chitarre e balaiki, tapiri e scatole di giochi da tavolo, burattini e pergamene, quotidiani italiani e stranieri, tutto alla rinfusa

Antonio Ricci, 57 anni, tiene nel suo studio oggetti di ogni tipo: chitarre e balaiki, tapiri e scatole di giochi da tavolo, burattini e pergamene, quotidiani italiani e stranieri, tutto alla rinfusa. Striscia nacque nel 1988, ma a lui l’idea era venuta molto prima, «vedendo un telegiornale in bianco e nero con Bruno Vespa»: «Diceva che avevano arrestato il mostro che aveva messo la bomba a piazza Fontana, ed era il ballerino Pietro Valpreda. Io, forse per una difesa innata dei ballerini, ho detto: ”Cavolo, ma con che sicurezza può dire questa cosa?”. E allora ho ipotizzato: sarebbe bello che, accanto ai telegiornali ufficiali in bianco e nero, ci potesse essere uno spazio, immediatamente dopo, che potesse dare un’altra visuale, anche comica, buffa. Ma ancora non sono soddisfatto». Perché? «Quando presentammo la prima edizione di Striscia dicemmo: "Tenteremo l’impossibile, battere la comicità di Bruno Vespa”. Ma dopo vent’anni non ci siamo ancora riusciti». Secondo Ricci, Striscia è diventato un tg credibile durante il festival di Sanremo del 1990, «quando annunciammo in anteprima primo, secondo e terzo classificato». Gli scoop che ricorda più volentieri: «Il giornalista della Cnn che indossava la maschera antigas durante l’attacco iracheno a Tel Aviv nonstante non fosse necessario; il fuori onda Buttiglione-Tajani; il caso Missione Arcobaleno; l’uranio impoverito; i videpoker; la Banca Popolare di Lodi. Quello sui benzinai imbroglioni ci è venuto in mente, per esempio, perché capitava anche a noi di pagare il pieno e di avere il serbatoio mezzo vuoto. Abbiamo attaccato le tariffe telefoniche. E poi smascherato le truffe via Internet. E siamo molto fieri per le campagne sul caro-prezzi del latte in polvere e dei medicinali».