varie, 28 settembre 2007
J.AX (Alessandro Aleotti) Milano 5 agosto 1972. Cantante. Degli Articolo 31 • Iniziò la carriera con un provino da Franco Godi per lo sport della Fiat Uno Rap: «[…] Finito il provino, ho detto a Godi: guarda che oltre a rappare sulla pubblicità so fare molto di più
J.AX (Alessandro Aleotti) Milano 5 agosto 1972. Cantante. Degli Articolo 31 • Iniziò la carriera con un provino da Franco Godi per lo sport della Fiat Uno Rap: «[…] Finito il provino, ho detto a Godi: guarda che oltre a rappare sulla pubblicità so fare molto di più. Così è nato il successo degli Articolo 31. Che è anche la storia di un bizzarro ciclo economico: io e la mia generazione ci siamo ”sfondati” di merendine reclamizzate con le musiche di Franco. Noi abbiamo contribuito a renderlo ricco e lui ha reinvestito quei soldi nella nostra musica. Tutto torna […] Se ho voglia di fare lo scemo […] me la metto anch’io al collo una croce di diamanti, ma non mi piacciono le divise obbligatorie. E nemmeno quelli che raccontano a suon di rap di essere stati degli spacciatori credendo di essere fichi e di fare sensazione. Se hai spacciato davvero, è meglio che te ne stai zitto. Non c’è niente di cui vantarsi. Io, i Gemelli Diversi e i ragazzi della Spaghetti Funk siamo gente della massa, potenziali mucche consumistiche destinate a starsene davanti alla tv a vedere Lucignolo; ragazzi normali che ce l’hanno fatta a elevarsi, mica fichetti del liceo bello o delle scuole d’arte di Brera. Abbiamo fatto gli istituti tecnici con il camice bianco addosso e la lima in mano […] Io ho iniziato sui banchi di scuola […] Avevo 15 anni e mi sono messo a scrivere rime rabbiose tipo ”voi ci guardate come animali ma noi siamo persone normali”. Tutto bene, se non fosse che quel foglio è finito nelle mani del professore che era di Comunione e liberazione e amava i Beatles... A me il rap ha salvato la vita. Da giovane mi avevano offerto un posto per caricare dati nei computer di una banca. Mi pagavano bene, ma ero a un passo dalla follia. Dopo qualche giorno mi sono messo a fare il pony express e, se non ci fosse stato tutto questo, sarei ancora in giro a consegnare pacchi. Non sono fatto per obbedire e lavorare in un ufficio. Così come molti di quelli in giacca e cravatta finirebbero con la camicia di forza se facessero il mio lavoro. Che, successo a parte, vuol dire anche mangiare di notte un panino, non avere orari, dormire a macchia di leopardo. E, soprattutto, convivere con i momenti duri, quando sei meno popolare e la gente non ti guarda più come prima […]» (Gianni Poglio, ”Panorama” 19/3/2009) • «La schitarrata è l’equivalente musicale di un’erezione. Ho sempre adorato il genere di musica che disturba i vicini, quella che ai concerti fa togliere la maglietta alle ragazze e pogare i ragazzi» • Ha ospitato nel suo loft milanese la statua di Paolo Schmidlin rappresentante papa Benedetto in mutande e autoreggenti (doveva essere esposta alla mostra Vade retro, voluta da Sgarbi e poi proibita dalla Moratti) • Fratello di Luca Aleotti (Cologno Monzese, Milano, 30 marzo 1979), cantante dei Gemelli DiVersi (col nome di battaglia di Grido).