Dagospia 27/9/2007, 27 settembre 2007
C’è sempre uno più puro che ti epura. E allora oggi tocca ad Antonio Di Pietro prendersi una legnata moralista in faccia, di quelle che se esistessero ancora in Italia i giornalisti veri ci sarebbe da divertirsi con una bella inchiesta
C’è sempre uno più puro che ti epura. E allora oggi tocca ad Antonio Di Pietro prendersi una legnata moralista in faccia, di quelle che se esistessero ancora in Italia i giornalisti veri ci sarebbe da divertirsi con una bella inchiesta. Amedeo La Mattina sulla ”Stampa” ritrae ”l’astuto Tonino” e al termine del pezzo piazza una bella bomba carta: ”Uno dei co-fondatori dell’Idv, l’ex deputato Elio Veltri, si morde le mani per aver creduto in Di Pietro.
(Il ministro Di Pietro)
Considera una ”sconfitta personale’ non avere capito in tempo con chi aveva da fare: ”Già allora si circondava di yes-man, di personaggi poco credibili, mascalzoni. Mi accusava di volere un partito di duri e puri, ma che la politica è un’altra cosa. Prezzolini divideva l’Italia in fessi e furbi: io sono un fesso perché in politica non accetto che ciò che si dice sia diverso da quello che si fa. Non ci si può ergere a paladino del moralismo come fa Di Pietro e poi essere socio unico dell’immobiliare Antocri, acronimo dei suoi tre figli, con appartamenti al centro di Roma e di Milano che aveva dato in affitto all’Idv che pagava con il finanziamento pubblico ai partiti…’”.