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 2007  settembre 27 Giovedì calendario

Il Consiglio di amministrazione della Mondadori, capotavola Marina Berlusconi, in questo momento è riunito per ratificare la sostituzione di Pietro Calabrese con Maurizio Belpietro

Il Consiglio di amministrazione della Mondadori, capotavola Marina Berlusconi, in questo momento è riunito per ratificare la sostituzione di Pietro Calabrese con Maurizio Belpietro. Il Cavaliere trapiantato è sicurissimo che si andrà alle elezioni anticipate primavera 2008, e si è mosso di conseguenza: out un direttore bipartisan, un po’ troppo mielista, un po’ troppo veltroniano; entra a Segrate una personalità come quella di Belpietro fortemente radicata a destra, perfetto per condurre una campagna elettorale nella chiave prediletta da Berlusconi, quella dell’’anticomunismo militante”. (E’ poi il copione seguito recentemente anche per il cambio del Tg5: fuori il Rossella montezemolato by Della Valle, dentro Mimun con l’elmetto). (Gesù di Arcore) Certo, c’è il problema delle copie perdute. Ed è lo stesso Calabrese a precisarlo: malgrado il restyling, ”Panorama” non è riuscito a decollare in edicola ma trattasi di un prodotto nuovo e tre mesi sono pochi per farlo apprezzare dai lettori. Comunque, sia Marina che Silvio, hanno trattato Calabrese con i guanti bianchi tant’è che resterà in Mondadori, come editorialista/consulente – la trattativa si svolgerà la prossima settimana. Più complesso il caso Belpietro. Il direttore de ”Il Giornale”, sedotto dalla lucina rossa della telecamera, era strafelice di agguantare la prima poltrona del Tg4. Ma Fede ha fatto il diavolo a quattro con il Berlusca e ha subito cassato da Rete4 – come responsabile della testata giornalistica – il programma l’”Antipatico” by Belpietro creando un casino a Crippa (boss dell’info-Mediaset) e a Mulè (capo di Videonews). Ma è il teatrino della politica (e dell’antipolitica) a far precipitare le cose: a ottobre/novembre cadrà il governo Prodi, a palazzo Chigi arriverà un governo istituzionale guidato da Mario Monti per licenziare una nuova legge elettorale e, a maggio 2008, si apriranno le urne. Quindi serve l’artiglieria pesante per affrontare una campagna elettorale difficile perché, secondo gli ultimi sondaggi, c’è in ballo un 30 per cento di indecisi che appartengono quasi tutti a centro-sinistra. Che potrebbero ricompattarsi davanti a un nuovo quinquennio berlusconico. (Mario Giordano - Foto Lapresse) Su ”ItaliaOggi”, per la sostituzione di Belpietro, si fanno i nomi di Mario Giordano, Giorgio Mulè e Guido Gentili (ex Sole 24). Ma Belpietro spinge il gas sul nome del suo vice Michele Brambilla. E qui, su direttore pro-tempore, si innesta l’altra novità del giorno, in parte già anticipata da Dagospia: gli Angelucci, editori di ”Libero”, sarebbero disposti a fondere il loro quotidiano con ”Il Giornale” per dar vita a un colosso di carta capace di dare l’assalto a via Solferino. Il loro ragionamento è semplice: se Milano e la Lombardia votano centro-destra perché devono leggere il Corriere di Mieli, con i suoi pronunciamenti pro-Prodi e l’incantamento per Veltroni? La famiglia Berlusconi – dicono - sarebbe anche pronta a comprare ”Libero”, compresa la poltronissima di Vittorio Feltri per poi piazzarlo a capo del nuovo prodotto che si chiamerà: ”Il Giornale Libero” (ma discutono se non è meglio chiamarlo ”Il nuovo Giornale Libero”, con ”nuovo” scritto in piccolo). Intanto, guida rossa e fiato alle trombette per Belpietro: oltre che a dirigere ”Panorama”, avrà il suo programma tv ancor più ampio (Fede è ormai tranquillo: nessuno gli ruberà il Tg4), più una serie di consulenze per il gruppo Mediaset. (L’ad della Mondadori Maurizio Costa con Alba Parietti - Foto U.Pizzi) L’unico problema che rimane scoperto si chiama Segrate: perché, nel corso del tempo, il Dna della Mondadori non si è mai berlusconizzato. Basta scorrere i nomi del vertice: Costa, Briglia, Vallardi, tutti lontani dal forzismo di Arcore. E del resto, anche quando sbarcò Giuliano Ferrara a ”Panorama” era pur sempre un liberal di destra che un berlusconal in servizio permanente effettivo. Dunque, non solo il corpo redazionale di ”Panorama” ma anche la Mondadori potrebbe rigettare il trapianto Belpietro con effetti non piacevoli.