Boiler, 26 settembre 2007
Fu il crollo dei livelli di ossigeno atmosferico a determinare gli alti tassi di estinzione che presedettero la più grande estinzione nella storia della Terra, con la scomparsa del 90 per cento della vita marina e dei tre quarti di quella terrestre
Fu il crollo dei livelli di ossigeno atmosferico a determinare gli alti tassi di estinzione che presedettero la più grande estinzione nella storia della Terra, con la scomparsa del 90 per cento della vita marina e dei tre quarti di quella terrestre. Questa è la conclusione di due articoli apparsi in questi giorni su Science. Ma non è tutto. Gli autori, studiosi della University of Washington, concludono che la mancanza di ossigeno (dai livelli massimi mai raggiunti passò ai minimi storici in 20 milioni di anni) fu anche la principale responsabile della lenta ripresa successiva per le varie specie, poiché determinò la frammentazione degli habitat. ”In precedenza i biologi avevano pensato alle conseguenze fisiologiche dei ridotti livelli di ossigeno nel tardo Permiano, ma non a quelle biogeografiche”, commenta il biologo Raymond Huey. Contemporaneamente i livelli di anidride carbonica salivano, provocando il riscaldamento climatico. Alte temperature richiedono alti tassi metabolici e di conseguenza un grande consumo di ossigeno, incompatibile con la situazione atmosferica, conclude Huey.