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 2007  settembre 26 Mercoledì calendario

ROMA – Trentacinque rinvii a giudizio, nove proscioglimenti, una assoluzione. E’ questa la decisione del giudice per l’udienza preliminare Barbara Callari sull’inchiesta per il crac da più di un miliardo di euro della Cirio, la società agroalimentare controllata dall’ex patron della Lazio calcio Sergio Cragnotti

ROMA – Trentacinque rinvii a giudizio, nove proscioglimenti, una assoluzione. E’ questa la decisione del giudice per l’udienza preliminare Barbara Callari sull’inchiesta per il crac da più di un miliardo di euro della Cirio, la società agroalimentare controllata dall’ex patron della Lazio calcio Sergio Cragnotti. Con quest’ultimo dovranno comparire in aula, a partire dal prossimo 14 marzo, la moglie, i figli, il genero, una serie di manager del gruppo e di istituti di credito. Processo anche per il presidente uscente di Capitalia e attuale presidente del Consiglio di sorveglianza di Mediobanca, Cesare Geronzi, per l’ex numero uno della Banca popolare di Lodi Giampiero Fiorani e per Giovanni Benevento (ex presidente della stessa Bpl) e, in proprio, per la società di revisione dei conti «Dhiantus » (ora «Deloitte & Touche », di quest’ultima si dovrà difendere davanti ai giudici l’ex funzionario Sebastiano Baudo). Le accuse sono di bancarotta per distrazione, documentale e preferenziale, e truffa (contestazione destinata a essere dichiarata prescritta sin dal dibattimento di primo grado). Alcuni imputati rispondono di falso in bilancio. Il gup dopo tre ore di camera di consiglio ha invece fatto uscire di scena, prosciogliendoli, gli ex dirigenti del San Paolo Imi Rainer Masera, Luigi Maranzana e Massimo Mattera e ha assolto (unico ad aver fatto ricorso al rito abbreviato) Antonio Petrucci, ex componente sindacale di Cirio holding: i pm avevano chiesto per lui la condanna a tre anni e quattro mesi di reclusione Gli avvocati di Geronzi e dell’istituto di credito hanno sottol ineato il comportamento «sempre lecito e trasparente» del banchiere. E hanno ribadito «la totale liceità della condotta e delle scelte assunte dal gruppo Capitalia, nonché la regolarità di tutte le operazioni effettuate con il gruppo Cirio. I difensori hanno inoltre aggiunto come «Geronzi, in qualità di presidente, non abbia ha assunto alcuna decisione, non avendo poteri operativi: tutte le delibere di finanziamento e di investimento nei confronti del Gruppo sono state adottate da organi collegiali e strutture della banca dotati di autonomia decisionale e soggetti a controlli. I bilanci del Gruppo Cirio - hanno poi sostenuto - erano validati da primarie società di certificazione ». La procura ha quantificato in 1.125 milioni di euro la truffa, che sarebbe avvenuta con l’emissione di nove bond dal 30 maggio 2000 al 31 maggio 2002 e la complicità degli istituti di credito, che avrebbero sostenuto la Cirio. Sono undicimila i piccoli risparmiatori vittime del crac: la maggior parte si sono riuniti in consorzi e si sono affidati ad associazioni di consumatori, alcune ammesse come parti civili. Le indagini dei pubblici ministeri Tiziana Cugini, Rodolfo Sabelli e Gustavo De Marinis sono cominciate nell’estate 2003, dopo il mancato pagamento di un bond da 150 milioni di euro, e si sono concentrate su distrazioni di denaro attraverso la creazione di «scatole vuote» (società finalizzate alla sola emissione di obbligazioni), i premi pagati alla Lazio campione d’Italia nel 2000, l’affare Eurolat. Una consistente parte del capo d’imputazione è stata dedicata al ruolo degli istituti di credito e ai motivi per cui è stato deciso il loro coinvolgimento. Alla Banca di Roma è stato contestato di aver «posto in essere una serie di artifici e raggiri consistiti nell’aver favorito, in qualità di "joint leader manager", le prime due emissioni obbligazionarie (per un valore di 150 milioni di euro ciascuna) e, in qualità di manager, l’emissione del 24 maggio del 2005 (200 milioni di euro), nonostante - hanno scritto i magistrati - lo stato di dissesto dei soggetti emittenti e garanti, da loro intenzionalmente dissimulato verso l’esterno».