Corriere della Sera 26/9/2007, 26 settembre 2007
ROMA – La misura era colma già prima dell’estate. Ministri trasportati regolarmente a casa per il fine settimana dai Falcon di palazzo Chigi
ROMA – La misura era colma già prima dell’estate. Ministri trasportati regolarmente a casa per il fine settimana dai Falcon di palazzo Chigi. Viaggi «istituzionali» con l’Airbus del trentunesimo stormo dell’Aeronautica militare, non sempre all’insegna della massima sobrietà: almeno a giudicare dal numero di passeggeri. Aerei blu impegnati ad accompagnare «per ragioni di sicurezza » alte cariche dello Stato ai loro privatissimi appuntamenti in giro per il mondo. E richieste, continue richieste non di rado inaccettabili: alle quali il sottosegretario alla presidenza con delega agli aerei blu, Enrico Micheli, rispondeva con dei rifiuti talvolta imbarazzanti. Insomma, qualcuno esagerava. Nemmeno poco. Così Romano Prodi e Micheli avevano deciso di fargli trovare una sorpresina giusto al ritorno delle vacanze. Per questo dire che il famoso viaggio al Gran premio di Formula uno di Monza sia stata la classica goccia che ha fatto traboccare il vaso, non sarebbe esatto. Anche se, con le nuove regole imposte dalla direttiva di palazzo Chigi sui voli di Stato pubblicata ieri dalla Gazzetta Ufficiale, difficilmente quella discussa trasferta si sarebbe svolta nello stesso modo. Il provvedimento firmato da Prodi esclude infatti i ministri dalla possibilità di usare gli aerei blu a meno che non «sussistano comprovate e inderogabili esigenze di trasferimento connesse all’esercizio delle funzioni istituzionali» e «non siano disponibili voli di linea né altre modalità di trasporto compatibili con dette funzioni istituzionali neppure con diversa programmazione del viaggio». Viceministri e sottosegretari sono invece esclusi del tutto. Il giro di vite tuttavia non riguarda soltanto il governo. L’articolo uno, precisando che gli aerei devono essere impiegati anche per «il trasporto sanitario d’urgenza» stabilisce che possono viaggiare sugli aerei di Stato il presidente della Repubblica in carica (le cui esigenze sono considerate «prioritarie ») e i suoi predecessori, i presidenti delle Camere, il premier e il presidente della Corte costituzionale «per lo svolgimento di compiti istituzionali ». Quali sono? Secondo la direttiva «si intendono quelli specificamente e strettamente derivanti dall’espletamento delle funzioni proprie della carica». Sarebbe stato in linea con questi requisiti il viaggio a Parigi del presidente della Camera Fausto Bertinotti per partecipare alla festa dell’Humanité, l’organo del Partito comunista francese, proprio mentre infuriava la polemica su Monza? E lo sarebbe stata la trasferta a Ottawa del presidente del Senato Franco Marini, invitato dal presidente del Senato canadese, con deviazione a Toronto per incontrare gli esponenti della locale comunità abruzzese (la più numerosa e importante dell’intero Canada) e relativo passaggio concesso a un paio di conterranei per il rientro in Italia: coincidenza, proprio nei giorni del Gran premio d’Italia? L’articolo 5 della direttiva di Prodi prescrive che «l’utilizzo del trasporto aereo è consentito esclusivamente alle personalità e ai componenti della delegazione istituzionale espressamente indicati nella richiesta». Il termine «missione istituzionale » sembra escludere, per esempio, giornalisti e parenti. Come anche i passaggi occasionali, visto che le richieste, destinate tassativamente a Micheli, il quale le deve autorizzare, devono essere presentate con almeno due giorni di anticipo per i voli nazionali e da tre a 15 giorni prima per quelli all’estero. Va da sé che il rispetto alla lettera di tutte queste disposizioni potrebbe avere serie ripercussioni sui costi dei voli blu, che per quest’anno sono previsti in 28 milioni, ma pure sulla consistenza della flotta, ora composta da tre Airbus A319, sette Falcon e due elicotteri. L’unico mezzo che non è a rischio è un elicottero bianco: quello che serve per il Papa.